Salvore. Commemorate Marija e Lina

Ieri la cerimonia a Bruttia, presso Salvore, dove il 28 marzo del 1944 le due eroine furono fucilate dai fascisti

Un momento della cerimonia

La commemorazione che si è tenuta ieri nella frazione di Bruttia, presso Salvore, dove furono fucilate dai fascisti le giovani Marija Medica e Lina Zacchigna, non soltanto ha un alto valore simbolico per la gente di quest’area, ma rappresenta la lotta per la liberazione dall’occupazione nazifascista, che portò morte e distruzione, stravolgendo per sempre la vita della gente. Marija e Lina furono fucilate il 28 marzo del 1944, dopo una notte di torture nella caserma fascista di Salvore. Purtroppo alla commemorazione non ha potuto presenziare il sindaco di Umago Vili Bassanese, che si trova da qualche giorno ricoverato all’Ospedale di Pola per Covid-19. Presenti i vicesindaci Ivan Belušić, Mauro Jurman e Floriana Bassanese Radin, il presidente dell’Associazione antifascista del Buiese Edi Andreašič, il presidente dell’Unione antifascista di Umago Vinko Golčič, il preside della Scuola elementare italiana “Galileo Galilei” Arden Sirotić, la consigliera Sunita Prodan Benolić, nonché Sanja Zakinja preside della Scuola elementare che porta il nome delle due eroine.

 

La commemorazione di quest’anno si è svolta nel rispetto della misure anti-Covid, in modo molto diverso dal passato. Negli anni precedenti alla cerimonia presenziavano pure gli alunni delle elementari, che leggevano i componimenti scolastici, che poi venivano premiati.

Il preside Arden Sirotić e la consigliera Sunita Prodan Benolić

Quel 28 marzo di 77 anni fa, le due giovani furono arrestate e rinchiuse nella caserma di Salvore, dove subirono violenze indicibili per tutta la notte. Il mattino dopo i fascisti giunti da Pirano le portarono a Bruttia, sulla strada che porta a Capodistria e le fucilarono. Allora il movimento partigiano era già molto forte e lo scopo di quella brutalità fu proprio quello di terrorizzare la popolazione locale, nella quale era sorto un senso di ribellione.

Nei rispettivi discorsi il vicesindaco Ivan Belušić e il presidente degli Antifascisti del Buiese Edi Andreašić hanno ricordato che il loro sacrificio non è stato inutile. Le due giovani non tradirono i compagni, non si piegarono alla violenza e al terrore fascista, nella consapevolezza che prima o poi le cose sarebbero cambiate. Belušić ha sottolineato il loro grande spirito di sacrificio, il coraggio e la grande amicizia che le unì nella vita e nella morte. Un tragico evento che anziché intimorire la gente, accese lo spirito di ribellione e la resistenza partigiana.

Un momento della cerimonia

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