Nel cuore dell’Istria anche quest’anno si è rinnovato un rito di festa e memoria, con la sagra di San Lorenzo di Villanova del Quieto. Per tre giorni il borgo si è riempito di musica, sorrisi, profumi e tradizioni, in un abbraccio collettivo che unisce passato e presente. Organizzata dalla Comunità degli Italiani di Villanova, con il sostegno dell’Unione Italiana, del Comune e dell’Ente turistico di Verteneglio, la festa ha celebrato l’identità e la convivialità, diventando ancora una volta il cuore pulsante dell’estate villanovese.

Tra carte e camminate
Il sipario si è alzato nel pomeriggio di venerdì con il torneo di briscola e tressette tra risate complici e sfide amichevoli. Poi, al calar del sole, la passeggiata ricreativa di 6 chilometri ha condotto decine di partecipanti tra vigneti e paesaggi suggestivi, toccando Pavici, Stanzia Druscovich, Scrignari. Un percorso fatto di passi, racconti e saluti scambiati lungo la strada, tra il profumo della terra e il fruscio delle vigne. Rientrando a Villanova non è mancato un momento di convivialità, preparato dalle attiviste del sodalizio.
Il sabato pomeriggio ha visto il torneo di calcetto memoriale “Franco Krastić”, appuntamento atteso che unisce competizione e amicizia. Più tardi la piazza ha accolto la mostra di trattori, organizzata in ricordo di Fermino Civitan, figura cara alla comunità locale, simbolo di un tempo in cui la terra e il lavoro nei campi erano il centro della vita quotidiana. Sotto il cielo dorato del tramonto, i trattori, d’epoca e non, hanno sfilato uno dopo l’altro, portando con sé non solo il profumo della terra, ma anche i ricordi di chi l’ha coltivata con dedizione e amore.
La presidente della CI di Villanova, Lorena Lubiana Bellè, ci ha trasmesso un po’ dell’atmosfera che si respirava. “Villanova conta 343 abitanti, di cui 170 iscritti alla CI, molti dei quali coinvolti nell’organizzazione dell’evento – ha detto –. Il rombo lento dei motori, oggi più che mai, è sembrato un canto di riconoscenza verso Fermino, figura indimenticabile della nostra comunità, il cui nome resterà legato per sempre alla storia sia agricola ma anche artistica di Villanova, in quanto faceva parte pure del nostro gruppo vocale. Gli anziani, con gli occhi lucidi, accarezzavano con lo sguardo quelle macchine che raccontavano di giornate di fatica e di orgoglio, mentre i più giovani, pure loro coinvolti, ascoltavano in silenzio, imparando che ogni solco tracciato nella terra è anche un solco nel cuore della gente”, ha raccontato Lubiana Bellè.
In tutto ciò, non è mancata la presenza e l’attiva partecipazione del sindaco di Verteneglio, Neš Sinožić, il quale, oltre a esprimere l’orgoglio per la grande affluenza registrata in tutti gli appuntamenti, ha sottolineato: “Attualmente stiamo attuando un programma volto a sostenere i giovani agricoltori, aiutandoli ad avviare le proprie aziende agricole, ad esempio attraverso l’acquisto dei primi macchinari o altri tipi di cofinanziamento”. Il suo intervento si è concluso con un sincero auspicio per un futuro prospero e florido dell’agricoltura locale.
Per i più piccoli è stato allestito un colorato angolo divertimento con gonfiabili, senza far mancare l’accurata animazione per bambini a cura di Rosanna Bubola, attrice, scrittrice, conduttrice radiofonica e operatrice culturale di spicco della CNI. Ha trasformato la serata per i bambini in un’esperienza magica grazie alla sua accurata e appassionata animazione. È con la sua innata eleganza, la sua sensibilità teatrale e una professionalità radicata in anni di studio e pratica artistica che ha coinvolto tutti, pure i genitori, accompagnandoli in un viaggio emozionante e divertente, che ha catturato le loro immaginazioni e li ha trasportati in un’altra dimensione, fatta di meraviglia, sorrisi e stupore. La giornata si è conclusa con l’allegria travolgente della “Malvazija Band”.


Giornata del sodalizio
Domenica si è aperta con la tradizionale messa davanti alla chiesetta di San Lorenzo a Pavici, costruita nel 1752, custode della statua del Santo che un tempo veniva portata in processione fino a Villanova. Il pomeriggio ha visto un ricco programma culturale e ricreativo, con la partecipazione di ospiti e gruppi amici delle CI in un incontro di voci, dialetti, musiche e racconti che ha riempito l’aria di calore umano e identità condivisa, dove il cuore della comunità ha battuto all’unisono sotto le calde luci della festa di San Lorenzo.
In un abbraccio tra tradizione e orgoglio identitario, sul palco, in un susseguirsi di emozioni e applausi, si è svolto uno spettacolo che, come ogni anno, ha segnato anche i festeggiamenti per l’anniversario della CI, rinnovando il legame profondo tra la gente e le proprie radici. A fare gli onori di casa è stato il Gruppo vocale folcloristico del sodalizio, nato nel 2012 quasi per gioco e oggi divenuto custode appassionato di canzoni nostrane, arricchite dalle note della fisarmonica di Alessandro Bratović. Poi, il palco si è riempito dell’energia pura dei minicantanti, che si sono conquistati tutte le simpatie del pubblico.
Gli applausi hanno accolto con calore pure gli amici della CI di Grisignana, che con i minicantanti e il gruppo di balletto hanno portato un vento fresco di talento e passione, guidati con maestria da Irene Cinic e Nicol Cindrić. È stata poi la volta del coro misto della CI di Momiano, oggi guidato da Cristina Zubin, e del rinomato cantante Stefano Hering, che con due brani ha chiuso il programma culturale ricordando a tutti il valore degli affetti e delle radici.
Presenti pure numerose autorità, tra le quali il presidente dell’Unione Italiana Maurizio Tremul, che da anni sostiene questa manifestazione, come numerose altre attività di sodalizi piccoli come questo, che sono il cuore pulsante delle località.
Con l’arrivo del “Trio Fortuna”, un piccolo mercatino locale, nonché specialità enogastronomiche e brindisi allegri, la comunità ha salutato un’altra edizione di questa festa antica che sa rinnovarsi ogni anno senza perdere la sua anima. Attorno, i volti degli abitanti e degli ospiti hanno rivelato la stessa certezza, quella di vivere, in un luogo dove le tradizioni non sono solo ricordi, ma linfa vitale che unisce generazioni.



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