Rovigno. «No» all’online per le sedute del Consiglio

Il Ministero: «Fanno eccezione le situazioni in cui siano minacciati l’ordine giuridico o la sicurezza dei cittadini»

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Rovigno. «No» all’online per le sedute del Consiglio
Roberta Ugrin

In seguito al grande interesse della cittadinanza suscitato dagli avvenimenti della scorsa settimana relativi all’abbandono della seduta del Consiglio cittadino da parte dei consiglieri dell’SDP e i loro partner della piattaforma Možemo e del Partito croato dei pensionati (HSU), la Città di Rovigno ha richiesto un parere al Ministero della Giustizia, dell’Amministrazione e della Trasformazione digitale.

L’Ufficio del Consiglio cittadino e del sindaco ha presentato al Ministero un quesito preciso: la Città di Rovigno può, nonostante le indicazioni ministeriali e le disposizioni di legge, consentire la partecipazione online di alcuni consiglieri alle sedute del Consiglio e ai lavori degli organismi collegati? E, se sì, a quanti consiglieri al massimo potrebbe essere concesso tale tipo di partecipazione?

Nel riscontro scritto, il Ministero risponde che le sedute del Consiglio devono svolgersi esclusivamente in presenza. Non è ammessa la partecipazione a distanza in collegamento video. Le uniche eccezioni riguardano situazioni in cui siano minacciati l’ordine giuridico, la vita, la salute o la sicurezza della popolazione. Attualmente – si legge nella risposta ministeriale – non esistono circostanze speciali che giustifichino la partecipazione a distanza alle sedute del Consiglio cittadino.

Il Ministero ha inoltre chiarito che l’eventuale impossibilità di partecipazione di singoli consiglieri non incide sulla legittimità della riunione, purché sia garantito il quorum, come previsto dalla Legge sull’autonomia locale e regionale.

Il sindaco, Emil Nimčević, ha così commentato la risposta del Ministero: “Il Ministero ha confermato in modo chiaro ciò che la presidente del Consiglio cittadino, Tea Batel, sottolinea da tempo: il lavoro del Consiglio si svolge pienamente nel rispetto della normativa vigente. I consiglieri possono sostenere, modificare se necessario, oppure respingere singole proposte: fa parte del normale processo democratico. Qualsiasi opzione è migliore dell’ostruzionismo, che finisce per bloccare il lavoro della Città”.

Nimčević ha infine espresso l’auspicio di una maggiore collaborazione futura. “Spero – ha detto – in una cooperazione costruttiva da parte di tutti i consiglieri, affinché le decisioni importanti per il funzionamento della città possano essere adottate senza ulteriori ritardi. I cittadini si aspettano da noi un lavoro responsabile e conforme alla legge. Sono fiducioso che situazioni come quella della scorsa settimana non si ripeteranno più”.

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