Rovigno. «Marco Garbin»: Fervida custode delle tradizioni della realtà locale

Una serata ricca di emozioni e applausi calorosi per il 75.esimo anniversario della SAC

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Rovigno. «Marco Garbin»: Fervida custode delle tradizioni della realtà locale
Sara Salvi e Antonio Curto. Foto: ROBERTA UGRIN

È stato celebrato giovedì sera presso la Sala Concerti Adris il 75.esimo anniversario della Società artistico-culturale “Marco Garbin”, importantissimo traguardo per tutti i suoi attivisti, vecchi e nuovi, quali interpreti e attori fondamentali nella cura, nella tutela e nella trasmissione della tradizione musicale autoctona della città di Rovigno.

Ad aprire la serata solenne è stato il coro misto della SAC “Marco Garbin” della Comunità degli Italiani “Pino Budicin” di Rovigno, sotto la bacchetta dirigenziale del Maestro Riccardo Sugar, con l’esecuzione magistrale dell’inno istriano e dell’inno della “Marco Garbin”. A seguito degli indirizzi di saluto delle autorità e del conferimento del riconoscimento, da parte della presidente della CI, Viviana Benussi, alla presidente della SAC “Marco Garbin”, Nives Giuricin, gli attivisti della Società artistico-culturale hanno deliziato il numeroso pubblico presente in sala con il bozzetto folcloristico “Oun cantouso in San Banadito”, scritto dal giovane rovignese di talento Alessio Giuricin.
A presenziare a quest’importantissimo anniversario sono state numerose autorità, tra le quali la vicepresidente in quota CNI della Regione istriana Jessica Acquavita, il sindaco della Città di Rovigno Marko Paliaga e i suoi collaboratori, il presidente del Consiglio per la minoranza nazionale italiana autoctona della Regione istriana Gianclaudio Pellizzer, il vicesindaco in quota CNI della Città di Rovigno David Modrušan, il vicesindaco connazionale della Città di Pola Bruno Cergnul, l’assessore alla Cultura della Regione istriana Vladimir Torbica e l’assessora alla Comunità Nazionale Italiana e agli Altri gruppi etnici Tea Batel, nonché i dirigenti e i rappresentanti delle istituzioni della CNI e i rappresentanti politico-amministrativi delle altre istituzioni di Rovigno. Presenti pure gli esponenti delle altre Comunità degli Italiani e delle Società artistico-culturali, ma anche i già presidenti e dirigenti della SAC “Marco Garbin” che in questi 75 anni hanno accompagnato l’attività della stessa società, rendendola unica e specifica e promuovendo le tre forme vocali autoctone: le arie da nuoto, le arie da contrada e quella che è senz’altro la più popolare, la bitinada, che nel 2007 è entrata nel Registro dei beni culturali e immateriali della Repubblica di Croazia.
La presidente della Comunità degli Italiani “Pino Budicin”, Viviana Benussi, ha rivolto il suo saluto ai convenuti ricordando il percorso storico della “Marco Garbin”, fondata il 13 dicembre del 1947 a Rovigno, grazie alla tempra e al coraggio del giovane concittadino Marco Garbin, e perdurata nel tempo grazie alla passione e all’impegno degli attivisti che si sono prodigati nelle attività in seno alla SAC in tutti questi anni.

Il prezioso retaggio canoro
“Ci siamo riuniti sotto questo tetto per festeggiare un traguardo importante costellato di grandi successi e risultati. Ringrazio sentitamente tutte le istituzioni e gli enti pubblici che fanno da sostegno al nostro operato contribuendo in maniera emblematica alla realizzazione dei nostri progetti volti a mantenere intatta l’identità della popolana del mare”, ha concluso Viviana Benussi, consegnando un riconoscimento alla presidente della SAC, Nives Giuricin. Quest’ultima ha voluto ricordare e ringraziare tutti i Maestri e le Maestre che hanno condotto con cura e dedizione il coro misto della SAC, portando avanti negli anni il ricco retaggio canoro della tradizione autoctona. “Spetta ora alle generazioni più giovani il compito di curare e mantenere vivo questo prezioso retaggio, con la consapevolezza, però, che la tradizione non si comprende come una continuazione di usanze, costumi, modi e insegnamenti, ma come trasmissione di vivo vissuto”, ha detto Nives Giuricin, ricordando una frase di Bartolomeo di Costantinopoli.
Il sindaco della Città di Rovigno Marko Paliaga ha puntualizzato il fatto che, nei suoi 75 anni di attività, la “Marco Garbin” è sempre stata la voce che racconta, tutela e promuove la realtà rovignese. Una realtà che viene invidiata da tanti, fortemente radicata nella vita culturale della città e presente in quasi tutte le iniziative nelle quali la città è coinvolta. “Festeggiare oggi 75 anni è un traguardo non di poco conto. Superarlo è segno che l’associazione è intessuta nella collettività e nella realtà locale delle cui radici è fervida custode”, ha detto il sindaco Marko Paliaga.
Il presidente del Consiglio per la minoranza nazionale italiana autoctona della Regione istriana, Gianclaudio Pellizzer, ha voluto ringraziare la dirigenza e gli attivisti per l’impegno, la perseveranza e lo spirito altruistico profuso nei decenni, nonché per il senso d’appartenenza a una grande comunità che fa parte della storia istriana. La vicepresidente della Regione istriana, Jessica Acquavita, ha ribadito che l’identità coltivata dalla SAC “Marco Garbin” in tutti questi 75 anni è un motivo di orgoglio non soltanto per i rovignesi, ma anche per tutta la Regione istriana, sempre attenta a promuovere tutto ciò che è originale e autoctono. Ha augurato numerosi prolifici anni d’attività e successi alla SAC.
A seguire, il programma artistico-culturale, con il bozzetto folcloristico “Oun cantouso in San Banadito”, all’insegna del dialetto rovignese, delle bitinade e del bel canto. Alla fine, un brindisi collettivo per augurare alla “Marco Garbin” lunga vita e tanti successi ed eventi come quello di giovedì sera.

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