Dopo oltre mezzo secolo di silenzio, nella chiesa di Sant’Eufemia a Rovigno è tornato a risuonare lo storico organo barocco del maestro veneziano Antonio Barbini, risalente al 1754. Domenica sera, durante la cerimonia di benedizione e collaudo, lo strumento è stato restituito alla comunità che per decenni ne ha sentito la mancanza, sia come accompagnamento liturgico, sia come testimone musicale della storia.
Il rito della benedizione è stato presieduto da mons. Ivan Milovan, vescovo emerito di Parenzo e Pola. La parte musicale della celebrazione è stata arricchita dal coro parrocchiale di Sant’Eufemia, mentre il concerto è stato eseguito dal rinomato organista croato Pavao Mašić, il quale durante il programma ha presentato tutti i registri dello strumento restaurato, concludendo con la celebre “Toccata e Fuga in re minore” di Johann Sebastian Bach.
L’organo, composto da 24 registri e 845 canne in piombo, stagno e legno antico, è stato restaurato dopo un lungo processo a cura della prestigiosa bottega italiana “Francesco Zanin” di Gustavo Zanin a Udine. Il progetto è stato finanziato dal Ministero della Cultura e dei Media della Repubblica di Croazia. Nell’occasione il maestro Francesco Zanin, che ha personalmente diretto i lavori, ha dichiarato: “Un organo è come un essere spirituale, ogni sua canna ha un carattere, una voce propria. Il nostro compito non era solo restituire il suono, ma anche l’anima. Abbiamo conservato oltre l’80 p.c. del materiale originale. Il suono che oggi sentiamo è lo stesso di quasi tre secoli fa. Questa non è stata soltanto un’opera di restauro, ma il ritorno di una memoria perduta a una comunità che l’ha attesa con fedeltà. L’organo di Rovigno parla di nuovo: di fede, di storia, di bellezza”.
A nome della Diocesi di Parenzo e Pola si è rivolto ai presenti mons. Rikardo Lekaj, esprimendo gratitudine a tutti coloro che hanno partecipato al restauro e sottolineando l’importanza del recupero della dimensione liturgica e culturale di questo strumento storico.
Un valore culturale unico
A nome della parrocchia di Sant’Eufemia, il parroco mons. Vilim Grbac ha rivolto un commovente ringraziamento. “Dopo anni di silenzio, il nostro organo suona di nuovo. Celebriamo oggi il ritorno della sua voce e della sua presenza, che ha ispirato generazioni di fedeli. Ringraziamo tutti coloro che, con il loro lavoro, le loro preghiere e i loro doni, hanno reso possibile questo momento storico. Che il suono di quest’organo sia a gloria di Dio e a gioia di tutta la comunità”, ha dichiarato mons. Vilim Grbac.
Alla cerimonia hanno partecipato numerosi ospiti del mondo culturale e istituzionale tra cui la ministra della Cultura e dei Media, Nina Obuljen Koržinek, il sindaco di Rovigno Emil Nimčević, la presidente del Consiglio cittadino Tea Batel, l’assessore regionale alla Cultura e alla Territorialità Vladimir Torbica e Višnja Bralić, conservatrice capo del Ministero della Cultura e dei Media della Croazia. A moderare l’evento è stato il cantante lirico rovignese Ronald Braus.
La ministra ha sottolineato che l’organo trascende la sola funzione liturgica. “Siamo tutti testimoni di un evento culturale di grande spessore e importanza che fa parte integrante del patrimonio nazionale”, ha dichiarato la ministra della Cultura e dei Media, Nina Obuljen Koržinek. Il sindaco Emil Nimčević ha espresso l’orgoglio della città per il recupero della propria tradizione spirituale e musicale, mentre Vladimir Torbica ha ringraziato tutti i protagonisti del progetto per aver salvaguardato un valore musicale e culturale unico. Višnja Bralić ha elogiato l’elevata qualità dell’intervento e l’importanza di un approccio autentico nella conservazione del suono e della struttura.
Ricorderemo che il percorso verso il restauro è stato lungo e complesso. Alla fine degli anni ‘80 l’organo fu rimosso dalla chiesa per essere restaurato e inviato a laboratori specializzati a Lubiana e Belgrado. Con la dissoluzione dell’ex Jugoslavia, il progetto fu interrotto, lo strumento rimase disassemblato e dislocato. Solo grazie a grandi sforzi e al sostegno delle istituzioni croate, le sue parti furono riportate a Rovigno, ponendo così le basi per l’avvio del restauro nel 2016. Oggi, dopo decenni di attesa, l’organo di Sant’Eufemia è ritornato al suo posto nel suo pieno splendore. In questo modo è stata restituita alla cittadinanza una melodia che recita preghiere, gratitudine e musica.
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