Una mattinata ricca di calore umano e scambi affettuosi ha caratterizzato l’incontro svoltosi nei giorni scorsi presso la Casa di riposo “Domenico Pergolis” di Rovigno, dove i piccoli dell’asilo italiano “Naridola” hanno portato ai residenti musica, giochi e un’autentica ondata di entusiasmo. L’iniziativa conferma la solida e crescente collaborazione tra le due istituzioni, unite dall’obiettivo di rafforzare il dialogo intergenerazionale e di creare momenti significativi per i bambini e gli anziani.
Il gruppo prescolare, accompagnato dalle educatrici Sara Quarantotto e Serena Santin, ha aperto la visita con l’esecuzione del brano “Rovigno tesoro”. Le voci dei piccoli hanno subito catturato l’attenzione dei fruitori, molti dei quali, visibilmente emozionati, si sono uniti spontaneamente al canto, trasformando l’esibizione in un coro unico e coinvolgente.
Dopo il momento musicale, la sala si è animata con una serie di giochi semplici ma ricchi di significato, come il tradizionale lancio dei piccoli cuscinetti. Gli anziani hanno partecipato con sorprendente vitalità e grande entusiasmo, lasciandosi contagiare dalla spontaneità dei bambini. Le risate condivise e gli sguardi complici hanno testimoniato la forza di un legame che nasce naturalmente quando generazioni diverse si incontrano in un clima di affetto e reciproca attenzione.
“Questa visita è solo la prima di una lunga serie – ha spiegato la direttrice dell’asilo italiano ‘Naridola’, Izidora Verdnik – perché crediamo profondamente che la collaborazione tra generazioni sia un tesoro prezioso. Aiuta i più piccoli a crescere con valori di rispetto e sensibilità, e permette ai nostri anziani di sentirsi ancora protagonisti, custoditi da una comunità che li stima e li ascolta. E, soprattutto, porta tanta, tanta allegria”.
Dal canto loro, i fruitori della Casa per anziani hanno accolto con grande gratitudine l’iniziativa, chiedendo ai bambini di tornare presto per nuovi momenti di condivisione. Una richiesta che conferma il successo di un progetto capace di unire il mondo dell’infanzia e quello della terza e della quarta età, valorizzando entrambe le realtà e contribuendo a una comunità più coesa e inclusiva.

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