Rovigno. Ex Mirna: da magazzini a complesso residenziale

Resi pubblici i risultati del concorso bandito per la soluzione architettonica del complesso dell’ex «Mirna»

L’ex magazzino frigorifero avrà un futuro abitativo-d’affari. La Città ha pubblicato i risultati del concorso, bandito per dare una nuova destinazione d’uso alla struttura. Al bando, aperto dal 27 luglio al 19 ottobre 2020, sono pervenuti diciotto lavori, di cui diciassette hanno realizzato il diritto di partecipare al procedimento di valutazione. Sono stati valutati dalla Commissione giudicatrice, composta dagli architetti Saša Bradić, Davor Trupković, Dragan Žuvela, Ivan Radeljak e dall’economista Zoran Mamić.
Il primo premio (84mila) è stato assegnato al progetto proposto da Dražen Juračić, Jelena Skorup Juračić e Marija Grković.

 

Il secondo premio (52.500 kune) è andato al lavoro di Ante Kuzmanić, Ivan Jurić, Mirjana Radoš, Darinka Kuzmanić. Terza nella graduatoria (premio di 31.500 kune) la proposta elaborata da Vladimir Kasun, Leo Modrčin e Josip Fabijanac. Al lavoro di Nikola Arambašić, Tihana Buljan, Rudolf Martinović e Boris Radaković è stato assegnato il quarto premio (25.200 kune), mentre il quinto premio (16.800 kune) è andato alla proposta elaborata da Mirela Bošnjak, Mirko Buvinić e Maja Furlan Zimmerman.
Come dalle disposizioni del concorso, l’intervento prevede la ricostruzione dell’edificio esistente nelle dimensioni attuali (circa 92,44m X 15,4m, per una superficie utile di 1.440 m2 (superficie lorda 5.130 m2). Nell’ambito dell’edificio ricostruito sono previsti vani d’affari con spazi di vendita, vani ausiliari, di servizio, rimessa e appartamenti.

Dal… freddo una bella palazzina con vista sul mare

Il concorso era stato bandito dalla Città di Rovigno e dall’investitore, la Tommy d.o.o. di Spalato. Si è occupato del tutto la Società degli architetti dell’Istria; responsabile è stata l’architetto Breda Bizjak. L’edificio, ormai in disuso, sorge all’entrata in città, nei pressi del parcheggio di Valdibora. Una posizione strategica, che ha determinato condizioni di concorso particolari. Infatti, l’edificio, una volta recuperato e ristrutturato, dovrà avere sì la massima funzionalità, ma dovrà pure bene inserirsi nel tessuto urbano, tenendo conto della struttura, della cultura e della storia della città.

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