Rifiuti a Porto Fianona: serve un dialogo aperto

Nel corso della seduta del Consiglio cittadino di Albona si è parlato pure dell’inceneritore voluto dalla statale HEP

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Rifiuti a Porto Fianona: serve un dialogo aperto
L’area delle centrali termoelettriche a Porto Fianona. Foto: TANJA ŠKOPAC

Il futuro dell’ormai ex centrale termoelettrica a carbone Fianona 1 deve essere discusso e deciso in collaborazione con gli abitanti dell’Albonese. Lo ha sottolineato durante il question time della seduta del Consiglio cittadino di Albona tenutasi ieri il sindaco albonese Valter Glavičić (DDI) nel rispondere alle domande del consigliere Mladen Bastijanić (Democratici).

Quest’ultimo voleva essere informato delle eventuali attività intraprese dalla Città e dai Comuni limitrofi per reagire alla conclusione del concorso per la selezione della ditta che dovrebbe trasformare l’impianto in parola, operante in seno alla ditta statale preposta alla produzione e alla distribuzione dell’energia elettrica “Hrvatska elektroprivreda” (HEP) a Porto Fianona fino a circa cinque anni fa, a quando risale l’incendio a causa del quale lo stabilimento ha chiuso i battenti, in un impianto per l’incenerimento dei rifiuti. Pure l’adattamento dell’ex centrale è un investimento della stessa statale, che a Porto Fianona gestisce da decenni anche la centrale a carbone Fianona 2 e che, secondo Bastijanić, continua a ignorare le proposte e le opinioni dei cittadini di Albona e dei dintorni, che “per anni venivano ingannati”.
”Ci promettevano di tutto, ma abbiamo avuto soltanto malattie e male”, ha affermato il consigliere ricordando la causa legale avviata contro il Ministero della Tutela ambientale della Repubblica di Croazia, presso il Tribunale amministrativo di Fiume, nel 2013 dai cittadini dell’Albonese, dalla Regione istriana e da alcune associazioni ambientaliste croate con l’obiettivo di fermare il progetto di costruzione di una terza centrale a carbone. La causa è stata respinta, mentre l’iniziativa non è stata realizzata. Bastijanić ha voluto lanciare un appello a nome dei cittadini affinché il governo croato decida di dialogare con la cittadinanza riguardo alla scelta delle tecnologie e delle tecniche per l’utilizzo del gas naturale, delle biomasse e dei rifiuti che si intendono bruciare a Porto Fianona. A suo avviso, gli abitanti dell’Albonese sono pronti a dialogare, consapevoli della situazione globale e della necessità di rispettare i più alti standard ambientali e le norme dell’Unione europea nel campo delle politiche verdi.
Nel rispondere, Glavičić ha ricordato che dall’annuncio dell’allestimento di un impianto per l’incenerimento dei rifiuti a Porto Fianona fino alla conclusione del concorso in parola la situazione energetica globale è cambiata, anche a causa della guerra in Ucraina. Il sindaco ha detto che l’HEP dovrà prendere in considerazione l’atteggiamento dell’Albonese, affermando che la questione comunque non può essere risolta dai consiglieri cittadini albonesi essendo le centrali a Porto Fianona situate nel territorio del Comune di Chersano, mentre appartiene alla Città di Albona soltanto quella parte interessata dal trasporto del carbone fino agli stabilimenti. “Chi vuole investire e rinnovare Fianona 1 deve essere consapevole che un progetto del genere non può essere realizzato senza coinvolgere gli abitanti dell’Albonese”, ha concluso Glavičić, dicendo che la stessa parte della Regione istriana non permetterà di essere (nuovamente) ignorata.

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