Repubblica di Albona. Insegnamenti sulla libertà e sulla dignità umana

Adunanza solenne in occasione del 105esimo anniversario dello storico sciopero dei minatori

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Repubblica di Albona. Insegnamenti sulla libertà e sulla dignità umana
Durante l'intervento di Donald Blaskovic Foto Tanja Škopac

“Che il lascito della Repubblica di Albona ci sia d’ispirazione a continuare a gestire in maniera responsabile il nostro patrimonio e a costruire, in sinergia, un futuro sostenibile e pieno d’orgoglio”. È stato il messaggio con il quale il sindaco di Albona Donald Blašković ha concluso il suo discorso di circostanza pronunciato durante l’adunanza solenne tenutasi lunedì sera nella sala cinematografica di Albona in occasione del 2 marzo, data in cui l’Albonese celebra l’anniversario dello storico sciopero dei minatori del 1921, diventato conosciuto come Repubblica di Albona e come prima rivolta antifascista a livello mondiale.

Oltre agli esponenti e ai consiglieri cittadini e comunali dell’Albonese, hanno presenziato alla riunione pure Melita Mulić, delegata del presidente della Repubblica di Croazia, Zoran Milanović, e alcuni esponenti della Regione istriana con a capo il presidente Boris Miletić.
“Non dimentichiamo che viviamo in un periodo in cui dobbiamo continuare a ricordare il fatto che furono proprio i minatori albonesi, già nel lontano 1921, qui nella piccola Albona, a riconoscere l’antifascismo come valore universale. Per questo il 2 marzo e la Repubblica di Albona costituiscono la nostra ricorrenza più importante. La miniera era per noi, attraverso ben tre secoli, non soltanto un luogo di scavo ed estrazione del carbone, ma la nostra scuola di vita e unione come l’unico modo giusto in cui vivere”, ha aggiunto Blašković, sottolineando in seguito l’importanza dei progetti cittadini di valorizzazione e riadattamento del patrimonio industriale nel territorio cittadino, che poggiano sui valori della Repubblica di Albona, “il coraggio, la solidarietà e la dignità dei nostri minatori”, e che “conservano la nostra identità, rafforzano la collaborazione transfrontaliera e creano nuove possibilità per i nostri cittadini e visitatori”.

Una base per il futuro

Menzionato pure il progetto “Mine Story”, del programma Interreg Slovenia-Croazia, per il quale Blašković ha firmato lunedì l’accordo per il finanziamento. Si tratta di un’iniziativa che porterà a soluzioni innovative per la conservazione e la promozione del patrimonio minerario, compresa la realizzazione dell’illuminazione per lo spazio commemorativo con il monumento al Minatore-Minatore combattente, come pure l’attrezzatura della sala dedicata alla storia delle attività minerarie nell’Albonese. Come confermato, il progetto ha una valore di più di due milioni di euro. Inoltre, quest’anno s’inizierà con la trasformazione dell’ex Grande bagno in un hub per le industrie creative, per “stimolare le attività moderne nella nostra città”, in quanto anche i minatori albonesi dei secoli scorsi “furono un’avanguardia industriale”.

Il significato sociale e politico dello sciopero del 1921 per la storia dell’Istria e dell’intera Croazia è stato sottolineato dalla delegata del presidente Milanović, Melita Mulić, secondo la quale il modo in cui l’amministrazione italiana dell’epoca reagì alla rivolta, “in modo violento, con tutti gli elementi del terrore che saranno in seguito praticati dal governo fascista”, potrebbe essere percepito come una prova generale per gli anni che seguirono e videro l’avvento del fascismo.

“Nonostante fosse soffocata con un intervento militare, la Repubblica di Albona lasciò un’eco profonda nella coscienza popolare, diventando una base per il futuro movimento antifascista in Istria, nella sua lotta per la liberazione e per il ricongiungimento con la madrepatria, la Croazia, rimanendo fino a oggi uno dei simboli di quella resistenza. È un patrimonio di cui andiamo fieri, innanzitutto perché in Istria l’antifascismo era, nel pieno senso del termine, un movimento popolare, al quale hanno contribuito numerosi italiani e sloveni. Questo patrimonio della lotta comune per la libertà rimane ancora oggi uno dei motivi per cui proteggiamo i diritti delle minoranze nazionali con i più alti standard costituzionali”, ha affermato la Mulić, parlando in seguito dell’importanza dei progetti incentrati sulla valorizzazione del patrimonio minerario, soprattutto per i bambini e i giovani, perché poter vivere la miniera e conoscere la vita dei minatori “significa acquisire la capacità di conferire il giusto valore al lavoro e alla vita”.

I messaggi di 105 anni fa

“Oggi, quando il mondo si trova di fronte a nuove svolte e crocevia, dal punto di vista politico, di sicurezza, economico ed etico, è nostro compito, come più volte sottolineato dal presidente Milanović, seguire attentamente gli eventi e difendere, in maniera saggia, attiva e con fermezza, i nostri interessi per rimanere un Paese sicuro, per permettere il progresso e per conservare lo stesso stile di vita quanto possibile. Cari cittadini e cittadine di Albona, 105 anni fa, da quello che all’epoca era un paese minerario piccolo e povero, avete lanciato messaggi su come si difende il diritto a una vita e a un lavoro dignitosi, come si difende la libertà e la dignità umana, su come non si tace, come non sottrarsi alla realtà e come non lasciarsi sconfiggere. Preservate la libertà e la vostra dignità”, ha concluso Melita Mulić.

Il programma culturale preparato per l’occasione ha compreso l’esibizione di molti artisti dell’Albonese e non solo, tra cui a recitare sono state pure le moderatrici della serata, Loredana Ružić Modrušan e Ana Černjul, entrambe dipendenti della Città di Albona. Sul palcoscenico si sono presentati Elis Lovrić, Leonora Surian, Bruno Krajcar, Daniel Mohorović, Elis Gobo, Predrag Ljuna, un coro di alunni delle Scuole elementari “Matija Vlačić” e “Ivo Lola Ribar” e della Scuola d’arte “Matko Brajša Rašan”, come pure il gruppo filodrammatico della Scuola media superiore “Mate Blažina” di Albona.

Sul palcoscenico pure la cantautrice e attrice Elis Lovric
Foto Tanja Škopac

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