Realizzazione di cesti in vimini. Laboratorio a Buie

Libero Marcello Basiaco

Sono aperte ancora oggi le iscrizioni al laboratorio artigianale per la realizzazione di cesti in vimini. Destinato agli adulti, i frequentatori acquisiranno la conoscenza per la scelta del materiale appropriato e dell’arte della lavorazione, familiarizzando con le tecniche di questo mestiere tradizionale quasi dimenticato. Il numero di partecipanti è limitato e gli interessati posso iscriversi chiamando dalle ore 8 alle 16 i numeri 052/772-023 oppure 091/1772023, o tramite indirizzo mail [email protected] La quota di partecipazione è di 150 kune.

 

Il laboratorio sarà condotto dal connazionale Libero Marcello Basiaco che oggi, grazie agli insegnamenti del padre, oltre ai tradizionali cesti in vimini, sa lavorare pure cestini per il pane, contenitori per damigiane, bottiglie e diversi cesti di qualsiasi dimensione con i manici e senza. La pianta del vimine è in realtà una varietà specifica del salice, quindi il suo materiale principale sono i lacci di salice, rossi non sbucciati e bianchi sbucciati. Questa lavorazione artigianale vanta il merito di non essere stata automatizzata da nessun macchinario industriale. Pertanto chi ama lo stile artigianale e gli oggetti lavorati a mano, saprà di certo apprezzare la bellezza di un prodotto senza tempo. Oggi sono pochi i maestri che sanno lavorare con i vimini in quanto l’arte dell’intreccio si basa sulla realizzazione di tanti raggi che si sviluppano seguendo uno schema numerico preciso che pochi conoscono.

La primavera, è il periodo migliore per tagliare e sbucciare il salice perché è elastico quindi non si screpola. Oltre al salice, come materiale da “tessitura” a croce è buono, soprattutto per i cestini, anche il nocciolo selvatico e il frassino, che sono facili da piegare e possono essere ben modellati, ha spiegato Basiaco, in più occasioni, sottolineando come tra la gamma dei suoi prodotti i cestini per il pane sono particolarmente richiesti, mentre c’è sempre meno richiesta di “manigali”, cesti più grandi con due manici, da cui hanno preso il nome.

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