Il ciclo di conferenze “Cosa xe de novo” del mese di ottobre, organizzato dal Museo civico di Umago e dedicato all’archeologa e curatrice Biljana Petrović Markešić a dieci anni dalla sua scomparsa, si è concluso con l’incontro dedicato alle ricerche archeologiche nella piazza di San Martino. Ricerche dirette dalla compianta e mai dimenticata collaboratrice museale, esposte dalla collega Branka Milošević Zakić, ora impiegata al Museo dei monumenti archeologici croati di Spalato come curatrice dei monumenti lapidei medievali e della collezione di ceramiche del medesimo periodo storico. La relatrice è responsabile di numerose campagne di scavo archeologico sistematiche e conservative nel territorio di Umago e, dal 2013, degli studi in loco del sito di Sipar. Il suo principale ambito di interesse riguarda i cambiamenti del paesaggio culturale nel periodo tra la tarda antichità e l’Alto Medioevo in Istria e Dalmazia.
Non a caso piazza San Martino si trova nel centro medievale della città di Umago. Le ricerche preventive intraprese nel 2007 come prerequisito per la realizzazione dei nuovi piani urbanistici della località e dirette da Biljana Petrović Markešić si sono concluse all’inizio del 2011. Come ricordato dalla relatrice si tratta di un sito complesso abitato ininterrottamente dal III-IV secolo e occasionalmente occupato durante l’antichità e la preistoria. Il ritrovamento più significativo nella piazza è stata la chiesetta di San Martino, caratterizzata da una pianta quadrangolare con un’abside semicircolare sporgente. La zona absidale era decorata con affreschi medievali raffiguranti un ciclo cristologico. “L’area era circondata dalle fortificazioni che delimitavano e difendevano il centro urbano della cittadina, le quali sono state distrutte nel corso del XIX secolo – ha spiegato l’archeologa -. Oggi rimane solo una parte delle mura cittadine e il torrione, sede del Museo civico, mentre la piazza nel 1967 è stata inserita nella lista dei beni culturali della Città”.

Le scoperte più interessanti
Durante gli scavi che hanno coinvolto tutta l’area è stato trovato un bastione, più spesso nella parte rinascimentale e rafforzato in direzione del mare, per proteggerlo dalla forza d’urto delle onde. Nella zona occidentale del piazzale sorgeva la chiesetta di San Martino, il cui ritrovamento è senz’altro la parte più interessante e preziosa delle ricerche. “L’edificio sacro era in funzione fino al XVII secolo, così come il cimitero adiacente, poi dismesso per seppellire i morti in quello di Sant’Andrea, situato fuori dal perimetro dell’antico centro urbano – ha precisato Branka Milošević Zakić -. Dai ritrovamenti si capisce che esistono due pavimentazioni, ciò fa capire che nel corso del tempo c’è stato un restauro della chiesa. Sotto al primo rivestimento in pietra sono stati trovati degli affreschi raffiguranti figure umane: dalle aureole si comprende che si tratta di Santi. Oggi abbiamo 2.200 frammenti di tali dipinti custoditi nei magazzini museali di Umago. Erano immagini sacre e, una volta demolita la chiesa, queste sono state tolte dai muri, benedette e poste al sicuro sotto la pavimentazione, affinché non venissero distrutte o devastate”. Non un ritrovamento casuale, come specificato dall’archeologa, ma il recupero di un ciclo legato al culto religioso che qualcuno voleva che non andasse deturpato.
Anche il cimitero adiacente all’edificio sacro ha il suo fascino, infatti, all’interno delle sue tombe sono stati ritrovati 88 resti umani di cui ben 77 appartenenti a bambini, per lo più neonati o bimbi fino ai 5 anni, come ricordato dalla relatrice. “Le tombe fanno pensare a delle sepolture classiche, in linea con la tradizione cristiana, ma purtroppo sono state devastate dalla costruzione delle infrastrutture urbane nel corso del tempo – continua la ricercatrice -. La loro forma e la loro ubicazione ci fa capire che si tratta di loculi funerari semplici, poveri, senza ornamenti o oggetti di valore al loro interno. In alcuni casi troviamo delle imitazioni di sarcofagi, ma ci si limita a delle riproduzioni”.
Oggi piazza San Martino è stata completamente lastricata, i resti del sito archeologico sono stati documentati, classificati e registrati, mentre le antiche mura sono al sicuro sotto la nuova pavimentazione. Gli oggetti ritrovati parlano di un passato attivo e di epoche che si sono susseguite sotto l’influenza delle popolazioni limitrofe, portando a galla un patrimonio di grande importanza storica per tutta l’Istria.

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