Rispetto di tutti gli standard ambientali e della normativa vigente, trasparenza nella comunicazione con la cittadinanza e apertura nei confronti delle istituzioni competenti nel campo di valutazione e monitoraggio dell’impatto ambientale. È quanto il Comune di Pedena si attende dalla “Rockwool Adriatic”, azienda che nella Zona imprenditoriale di Pedena gestisce la fabbrica per la produzione della lana di roccia, attiva da circa vent’anni in penisola.
Come traspare da un comunicato stampa rilasciato ieri mattina dal Comune, l’appello dell’autonomia locale si deve alle denunce presentate al Comune, alla Polizia e al Centro 112 nelle settimane scorse da alcuni cittadini preoccupati per gli effetti sull’ambiente, sulla salute e sulla qualità della vita degli abitanti del territorio comunale e delle zone limitrofe in conseguenza all’attività della fabbrica.
Nella nota il Comune conferma di aver ricevuto lo scorso 28 novembre una richiesta dell’Ispettorato statale in cui si invita l’autonomia locale a implementare le necessarie misurazioni e valutazioni del livello di inquinamento dell’aria nella zona in cui si potrebbero sentire gli effetti della produzione della “Rockwool Adriatic”.
“Nella richiesta ricevuta si afferma che l’Ispettorato statale svolge monitoraggi continui per verificare se il lavoro della ditta sia conforme alle condizioni e ai criteri del permesso ambientale”, si legge nel comunicato stampa, assieme al fatto che agli stessi monitoraggi hanno partecipato gli ispettori del campo della tutela ambientale, di quello per le acque, la salute e l’energia elettrica, oltre a molti altri ispettori. Con i monitoraggi non sarebbe stata stabilita alcuna violazione delle norme del campo di competenza degli addetti all’ispezione ambientale.
Con la stessa richiesta il Comune di Pedena era invitato ad approvare entro cinque giorni una delibera sull’implementazione delle misure speciali, ovvero sulla valutazione dell’inquinamento dell’aria per l’area in questione. Tuttavia, il Comune non ha tra i propri dipendenti esperti che potrebbero definire le linee guida per l’implementazione delle misure di questo tipo. Per questo si era rivolto all’Istituto per le ricerche mediche, il quale all’inizio di questo mese avrebbe confermato che, considerati i monitoraggi svolti e i dati disponibili, non sarebbero necessarie ulteriori misurazioni delle materie inquinanti. Nonostante ciò, il Comune ha continuato a ricevere le denunce dei cittadini preoccupati.
“La sicurezza e la salute dei nostri abitanti, come pure la tutela ambientale, rimangono la priorità del Comune di Pedena. In collaborazione con gli organi e gli uffici competenti, il Comune continuerà a seguire la situazione e a intraprendere tutte le azioni e le misure legali volte alla protezione degli interessi dei propri cittadini”, conclude il comunicato.
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