Il nuovo sistema elettronico di riscossione del pedaggio, operativo dal 1º marzo 2027, migliorerà in modo significativo la fluidità del traffico lungo la rete autostradale nazionale. A dichiararlo è stato il segretario di Stato presso il Ministero dei Trasporti, Tomislav Mihotić. Il sistema — basato su dispositivi ENC e riconoscimento automatico delle targhe tramite telecamere — consentirà il passaggio dei veicoli senza fermata ai caselli, eliminando progressivamente le barriere fisiche.
Mihotić ha precisato che, in caso di malfunzionamento della nuova piattaforma, si tornerà temporaneamente al sistema precedente per garantire continuità. Per un periodo transitorio rimarranno presenti le strutture dei caselli, sebbene senza personale né sbarre operative.
Il segretario di Stato ha anche escluso il rischio di difficoltà per i turisti. I visitatori stranieri potranno registrarsi online prima dell’ingresso in Croazia oppure regolarizzare la propria posizione entro il primo punto di controllo autostradale.
Tecnologie, tempistiche e personale
Il nuovo sistema (ESNC) prevede l’identificazione della targa e l’associazione con un metodo di pagamento valido: obbligatorio per i veicoli leggeri fino a 3,5 tonnellate, mentre per i mezzi pesanti sarà necessario l’uso dell’ENC combinato con il riconoscimento automatico delle targhe.
La registrazione potrà avvenire tramite portale web nazionale, app dedicata, sportelli autorizzati e punti vendita terzi convenzionati. Mihotić ha assicurato che l’installazione della rete tecnologica procede nei tempi stabiliti: sulla A3 sono già in costruzione i primi portali, sette dei quali previsti entro fine anno. Il piano complessivo prevede 1.300 km di autostrade monitorati da 1.744 telecamere.
Quanto al personale, Mihotić ha spiegato che oggi negli impianti di pedaggio lavorano 972 addetti, dei quali 731 alle casse. Con la nuova struttura il fabbisogno scenderà a 717 unità: 255 persone in meno, assorbite tramite pensionamenti e incentivi all’uscita concordati con i Sindacati.
La critica del deputato dietino
Nel dibattito parlamentare, l’intervento più critico arriva dall’onorevole Dalibor Paus (DDI-IDS), che ha denunciato come il nuovo sistema non risolva lo storico squilibrio tariffario a danno dell’Istria.
“Il nuovo disegno di legge vale per tutti, tranne per quelli che subiscono un’ingiustizia da decenni”, ha dichiarato Paus, sottolineando l’assenza di misure che riequilibrino i costi del pedaggio nella regione. Per illustrare la disparità, Paus ha messo a confronto due tratte: Sveti Rok (San Rocco) – Rovanjska, 37 km: 2,30 euro e tunnel del Monte Maggiore – svincolo di Mattuglie, 17 km: 4,10 euro.
“Il doppio del prezzo per una tratta che è la metà della distanza”, ha sintetizzato, definendo la situazione economicamente insostenibile per i residenti e ingiustificata sul piano infrastrutturale.
Mihotić ha replicato che gli utenti abituali del tunnel del Monte Maggiore beneficiano di sconti rilevanti, avvicinandosi ai valori applicati nel resto del Paese. Tuttavia, le sue parole non hanno dissipato i dubbi dell’opposizione.
Dubbi e interrogativi ancora aperti
Il deputato socialdemocratico Matej Mostarac ha sollevato interrogativi sull’efficienza economica dell’investimento e sulla scelta di abbandonare l’ipotesi delle vignette elettroniche, considerate più vantaggiose per gli automobilisti. Mihotić ha risposto che l’Unione Europea spinge verso sistemi basati sulla distanza e non sul tempo di utilizzo, soprattutto per i mezzi pesanti.
Altri interventi hanno contestato la mancanza di anonimato nel sistema ENC e la disparità nella gestione dei tunnel, come quello di Sant’Ilija, gratuito per tutti. Secondo Ante Kujundžić (Most), il tunnel avrebbe dovuto essere libero per i residenti ma a pagamento per i turisti durante la stagione, così da contribuire ai costi di manutenzione.
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