Parenzo. La cantina austroungarica, un vero «pezzo da museo»

Il patrimonio storico- culturale in funzione di un’ulteriore promozione turistica

Le botti d’epoca austroungarica

Recuperare e valorizzare la cantina vinicola d’epoca austroungarica che si trova nell’Istituto per l’agricoltura e il turismo di Parenzo. Se n’è parlato alla riunione congiunta dei rappresentanti della Città e dell’Istituto in parola, ai quali si è aperta la possibilità di candidare il progetto ai fondi europei.

 

Come si legge in un comunicato diramato dalla Città, l’amministrazione cittadina è costantemente impegnata nell’elaborazione di progetti da candidare ai fondi nazionali ed europei. Alcuni tra i più impegnativi sono in fase d’attuazione, come quello della costruzione della rete della canalizzazione e del sistema d’irrigazione; altri sono in procinto di entrare nella fase operativa. “Con la possibilità di fare fronte comune – dice il sindaco Loris Peršurić – è nostra intenzione candidare quanti più progetti possibile a beneficio di tutta la cittadinanza. Rivestendo l’Istituto per l’agricoltura e il turismo un’importanza particolare per Parenzo, desideriamo fornirgli tutto l’aiuto di cui necessita per la realizzazione di questo valido progetto”.

I partecipanti alla riunione

Di recente l’Istituto ha celebrato i 145 anni della fondazione e oggi è uno tra i meglio attrezzati a livello nazionale. Impiega 65 dipendenti, tra i quali una ventina di ricercatori, tutti impegnati nello sviluppo sostenibile dell’area rurale, affiancando l’agricoltura al turismo. Grazie ai continui investimenti sostenuti dai fondi nazionali ed europei, negli anni scorsi l’Istituto ha attrezzato di tutto punto i quattro laboratori esistenti allestendone due nuovi, favorendo così la ricerca scientifica

Come afferma il direttore dell’Istituto Dean Ban, ora si vorrebbe trasformare in museo l’antica cantica austroungarica, la seconda del genere in Croazia e l’unica lungo la fascia costiera.

“Bisogna pensare a un progetto di valorizzazione di questo prezioso patrimonio storico-culturale per metterlo in funzione della promozione enologica di queste terre: un progetto che dia maggiore visibilità sia a Parenzo che al suo Istituto”, dice Dean Ban, aggiungendo che nella cantina sono custodite botti e macchinari che vanno salvaguardati dall’ulteriore degrado, dando loro nuova vita nell’ambito della promozione turistica della città dell’Eufrasiana.

La cantina dell’Istituto

Il direttore Ban ha anticipato pure che il Ministero della Scienza ha approvato uno stanziamento di 4,7 milioni di kune per la ristrutturazione della sede dell’Istituto e la costruzione di una nuova ala, visto che questo è alla perenne ricerca di spazi aggiuntivi.

All’incontro è intervenuta pure Morena Mičetić Fabić, assessore all’Amministrazione generale e all’Economia, che assieme ai collaboratori addetti ai progetti europei valuterà le possibilità di candidatura del progetto ai fondi UE.

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