L’annunciato concerto di Marko Perković Thompson, previsto per il 10 gennaio al Palasport Žatika di Parenzo, ha scatenato un’ondata di commenti politici che profuma più di retroscena da corridoio che di discussione istituzionale. Una semplice serata musicale si è trasformata in un tema caldo, con dichiarazioni incrociate e puntualizzazioni da parte dei protagonisti della politica istriana.
Il primo a intervenire è stato il sindaco di Parenzo e presidente della Dieta democratica istriana (Ids-Ddi), Loris Peršurić, che ha voluto chiarire fin da subito che per il concerto non serviva alcuna autorizzazione aggiuntiva da parte della Città. Ha ricordato che Parenzo è “da sempre una città libera, pacifica e fondata sui valori antifascisti”, ribadendo allo stesso tempo la contrarietà verso qualsiasi forma di discorso d’odio e simboli estremisti. Ma ha anche sottolineato un punto cruciale: “No alle censure”.

Il palasport Žatika è gestito dalla Comunità Sportiva cittadina, che affitta lo spazio su base commerciale, dunque il concerto di Thompson è stato trattato come qualsiasi altro evento. Peršurić ha praticamente detto: sappiamo quali sono le nostre posizioni, ma non useremo i divieti come arma politica.
A quel punto è arrivata anche la voce del presidente della Regione istriana, Boris Miletić, storicamente legato al famoso episodio del 2008, quando da sindaco di Pola non aprì le porte dell’Arena a Thompson. Una storia che periodicamente ritorna e che questa volta Miletić ha voluto rimettere in chiaro: “Non si trattò di un divieto, ma di semplice mancato rispetto dei termini”, scrive l’agenzia Hina.
Secondo Miletić, infatti, il team dell’artista presentò la richiesta fuori tempo massimo e l’evento non superò poi la valutazione della commissione competente. Il successivo giudizio dei tribunali, ha ricordato, diede ragione alla Città di Pola. “Trovate una sola decisione in cui ho vietato qualcosa a qualcuno”, ha sfidato il pubblico, precisando che le sue posizioni sono note da vent’anni e che non ha bisogno di dimostrarle nuovamente.
Il finale della storia è semplice quanto eloquente: Miletić ha confermato che non sarà presente al concerto di Parenzo.
Insomma, a Parenzo il concerto si farà, la politica si sfila ma commenta, e i cittadini – come sempre – decideranno da soli se il 10 gennaio andare allo Žatika o restare a casa. Un classico istriano: ognuno con la propria opinione, ma senza divieti e senza drammi.
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