Su organizzazione della Città di Parenzo e dell’Associazione Città sana Parenzo, in collaborazione con l’Agenzia regionale per l’energia e il clima della Croazia nord-occidentale (REGEA) e la Regione istriana, si è svolto nella Sala congressi della Casa degli artigiani di Parenzo, il seminario “Pianificazione urbana sana”. Giunto alla sua 11ª edizione, l’incontro dedicato quest’anno al tema della “Resilienza urbana – Capacità di resistere alle perturbazioni mantenendo le funzioni essenziali e adattandosi alle nuove sfide”, hanno partecipato rappresentanti e dipendenti delle autonomie locali e regionali, architetti, progettisti ed esperti nei settori dell’ingegneria civile e meccanica, specialisti di pianificazione urbana, rappresentanti di istituzioni pubbliche sanitarie, organizzazioni della società civile e altri interessati. Il seminario, unico nel suo genere, è stato organizzato per sottolineare l’importanza di un tema chiave dell’organizzazione mondiale della sanità: il legame tra gli spazi urbani e la salute umana, l’organizzazione dello spazio, dell’ambiente e della pianificazione universale fruibile degli spazi.
A salutare i presenti sono intervenuti la direttrice della municipalizzata Parentium, Gordana Lalić, che ha sintetizzato l’importanza nel trattare questi temi di vita quotidiana, nei quali Parenzo investe di continuo, grazie – come detto dal sindaco, Loris Peršurić – all’impegno di tutti. Nataša Basanić Čuš, coordinatrice di Città sana Parenzo, ha salutato quest’assise che contribuisce alla pianificazione della vita sana in un ambiente sano. Selma Šogorić, presidente della Rete nazionale delle Città sane, ha ribadito che l’iniziativa tende a promuovere i risultati conseguiti in materia.
Sfide parallele
In un periodo come quello odierno, in cui si affrontano una serie di sfide parallele – dalle condizioni climatiche estreme, alla pressione urbanistica e all’insicurezza energetica, fino all’aumento delle disuguaglianze e alle crisi della salute pubblica – diventa fondamentale adottare in materia un approccio integrato, sano e resiliente. Il tema di quest’anno va oltre la semplice risposta a situazioni straordinarie, esaminando la resilienza urbana come capacità di adattamento a lungo termine, rigenerazione e preservazione della qualità della vita. Tutto ciò è in diretta sintonia con gli obiettivi e i valori della missione dell’Unione Europea “Pathways to Resilience” (Percorsi verso la resilienza), che promuove un concetto trasformativo di resilienza come processo includente l’apprendimento, partendo dalle crisi, l’affidamento alla conoscenza e all’innovazione, il coinvolgimento attivo dei cittadini e lo sviluppo di strategie locali su misura.In questo contesto, la resilienza si trasforma in un processo dinamico, partecipativo e sistemico, le città diventano adattabili, aperte alla collaborazione e orientate alla preservazione a lungo termine delle funzioni fondamentali quali la salute, la sicurezza, l’accessibilità, la stabilità ecologica e la coesione sociale.
Quest’appuntamento annuale promuove costantemente un approccio che non riduce la resilienza esclusivamente a meccanismi tecnici, infrastrutturali o emergenziali, osservandola attraverso la lente della salute della comunità, della giustizia sociale, della sostenibilità ambientale e della pianificazione inclusiva, dove la salute dei cittadini – fisica, mentale e sociale – diventa un indicatore di successo delle politiche e delle pratiche urbane. In questo senso l’incontro, per mezzo delle relazioni presentate e dai dibattiti, offre una piattaforma unica per lo scambio di conoscenze, esperienze e innovazioni che non solo proteggono le città dalle crisi, ma le rendono più sane, giuste e resilienti per le generazioni future.

Foto: DENIS VISINTIN
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.








































