Un suggestivo respiro di comunità, tradizione e gioia ha pervaso Oscurus per tre interi giorni. Tra rintocchi di campane, profumi di cucina autentica, note musicali e giochi antichi, la fiera in occasione della Madonna del Carmelo ha celebrato l’identità condivisa di un borgo dove ogni momento ha tessuto un arazzo vivo di memoria e partecipazione, trasformando la festa in un viaggio nel tempo e nell’anima di queste terre.
La «mora cantada»
Il primo giorno è stato riservato agli appassionati della tradizione popolare che si sono riuniti per il torneo di “mora cantada”, un vero e proprio rito identitario che a Oscurus rappresenta una sfida d’ingegno, ritmo e intuito, ma anche un momento di comunità e condivisione che ha il potere di unire generazioni e storie. Quest’anno, ben 46 partecipanti adulti, divisi in 23 coppie, insieme a 7 giovani giocatori singoli, hanno dato vita a un torneo vivace e appassionante, segno che questo antico gioco continua a vivere e rinnovarsi grazie all’impegno tenace di alcuni connazionali locali e, in particolare, dei “MorrIstri”, gruppo di giocatori legato al sodalizio momianese, diretto da Kristjan Brajko, che da anni si dedica con passione alla sua salvaguardia. A risuonare per le vie del borgo non erano soltanto le risate e il brusio della festa, ma il battito secco dei pugni sui tavoli, l’eco dei numeri gridati con fierezza, come un canto arcaico, e quella vibrazione nell’aria che solo i giochi nati dal popolo e dalla terra sanno trasmettere. Iniziative come queste custodiscono il cuore della cultura locale e lo offrono ai più giovani come un’eredità preziosa. Tramandare il gioco della mora significa tramandare uno stile di vita, un modo di stare insieme, di sfidarsi lealmente, di riconoscersi.

Foto: CI MOMIANO
Coinvolgente serata musicale
Il sabato ha portato un momento religioso, con la recita del rosario in onore della protettrice e una serata di musica e gastronomia, mentre domenica, ultimo giorno della manifestazione, il piazzale del borgo, ornato di luci e sorrisi, si è trasformato in un vero e proprio inno alla memoria collettiva e al senso profondo di comunità. A risuonare per la località sono state le note armoniose della banda d’ottoni della Comunità degli Italiani di Buie, dimostrando come non ci sia festa paesana senza quel suono caldo e pieno che sa evocare l’allegria genuina delle sagre di una volta.
Ma la musica non si è fermata qui. A impreziosire la serata è stato anche un momento artistico-culturale che ha saputo coinvolgere e commuovere il pubblico e dove si sono esibiti, con grazia e intensità, il coro misto e i minicantanti della CI di Momiano, guidati dalla sensibilità artistica di Cristina Zubin, insieme ai minicantanti e al gruppo di balletto della CI di Grisignana, diretti rispettivamente da Irene Ćinić e Nicol Cindrić. Le voci bianche dei bambini, sincere e vibranti, si sono alternate ai canti più corposi del coro misto, in un equilibrio perfetto tra innocenza ed esperienza, tra passato e futuro. Le coreografie, danzate con leggerezza e impegno, hanno aggiunto movimento e colore a un quadro già emozionante. Il repertorio proposto ha saputo unire sapientemente la tradizione musicale istriana e italiana con brani più moderni, creando un ponte ideale tra generazioni. Le note di “La mula de Parenzo”, “Da Trieste fino a Zara”, “Piemontesina”, “Come porti i capelli bella bionda” e “La lettera” hanno toccato corde profonde nel pubblico, che ha risposto con applausi sentiti.
Nei tre giorni di festa in onore della protettrice, la Santa messa e la recita del rosario hanno rappresentato i momenti più intimi e spirituali, mentre le serate musicali, animate con entusiasmo dalla “Bura Band” e dal “Trio Fortuna”, hanno fatto da cornice a un’atmosfera festosa, arricchita dall’offerta di profumi e sapori autentici della cucina locale, che hanno deliziato residenti e visitatori con la genuinità della tradizione.

Foto: CI MOMIANO
Sentiti ringraziamenti
Nel corso della serata conclusiva, visibilmente emozionata e soddisfatta, Arijana Brajko Gall, presidente della Comunità degli Italiani di Momiano, sodalizio che ha firmato con dedizione l’intera organizzazione della sagra, ha preso la parola per rivolgere un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito al successo dell’evento: “Esprimo profonda gratitudine agli attivisti del nostro sodalizio per l’impegno volontario nell’organizzazione dell’evento, alla CI di Grisignana per la preziosa partecipazione nonché alla presidente della CI di Castelvenere, Tamara Tomasich e al presidente del Comitato locale di Momiano, Denis Prelac, per la loro presenza, che ci ha onorato. Un ringraziamento particolare va alla Città di Buie e al suo Ente turistico, che hanno sostenuto con convinzione il nostro progetto, così come all’Unione Italiana, all’Università Popolare di Trieste, al Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale della Repubblica Italiana e al Consiglio per le Minoranze della Repubblica di Croazia, enti che ci affiancano nel nostro impegno di salvaguardia e promozione culturale. In questi tre giorni, Oscurus ha vissuto intensamente una sagra che si è confermata ancora una volta attenta alla valorizzazione del territorio e delle antiche usanze dei nostri avi. I giochi tradizionali hanno rievocato gesti e ritmi del passato, le proposte culinarie ed enologiche del nostro territorio hanno esaltato i sapori autentici delle nostre tavole, mentre la musica dal vivo e le danze hanno accompagnato con allegria ogni serata, creando un’atmosfera di festa e di condivisione. L’intero fine settimana a Oscurus si è così trasformato in un vivace intreccio di memoria e attualità, dove ogni momento ha contribuito a raccontare e a custodire ciò che rende unica l’identità locale”, ha concluso Arijana Brajko Gall, confermando come l’evento ha rappresentato una preziosa occasione per valorizzare le tradizioni, rinsaldare i legami tra le comunità e celebrare, in un clima di gioiosa partecipazione, la ricchezza culturale che unisce e dà senso al nostro essere insieme.

Foto: CI MOMIANO

Foto: CI MOMIANO
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