A pochi giorni di distanza, la Console generale d’Italia a Fiume Iva Palmieri è tornata nel Parentino per intensificare le sue conoscenze sulle Comunità degli Italiani e le realtà in cui operano. Questa volta è stata a Orsera, dove alla Comunità degli Italiani è stata accolta dalla presidente Anita Petrović e dai suoi collaboratori. Durante la visita, la Console ha avuto l’occasione di visitare la sede ed esplorare le strutture e le iniziative promosse dal sodalizio, con particolare attenzione ai progetti di sviluppo locale e alle attività culturali. Anita Petrović ha presentato l’attività della CI, sorta agli inizi degli anni Novanta e che dispone della sua sede dal 2013. Il sodalizio è ben integrato nel tessuto locale, collabora eccellentemente con il Comune e con l’Ente turistico di Orsera, partecipa alle manifestazioni comunali e mette i suoi spazi a disposizione delle stesse istituzioni. Le attività della CI sono aperte ai soci, ma anche agli altri cittadini di Orsera, particolarmente quella del coro “La Contrada”. Presenti all’incontro pure il presidente dell’Unione Italiana Maurizio Tremul, la sindaca di Orsera Tina Slamar, la direttrice dell’Ente turistico Klara Trošt Lešić e la consigliera comunale connazionale Laura Borovec.
Tra i compiti che il sodalizio si è assunto, la riapertura dell’asilo in lingua italiana di Orsera è una priorità e, come ha detto la Petrović, ma anche Laura Borovec – nipote dello scomparso storico primo presidente e uno dei padri fondatori della CI, Bruno Serdoz – una questione identitaria. L’asilo, che ha funzionato come filiale del “Paperino” di Parenzo, è stato chiuso qualche anno fa e il Comune di Orsera ha poi ceduto i diritti di fondazione dell’istituzione alla Città di Parenzo. Ora alla Comunità degli Italiani di Orsera, in particolare Anita Petrović e Laura Borovec, sono decisi a riprendere in mano la questione e a non fermarsi fino al riavvio della sua attività, con educatrici di madrelingua italiana o che sappiano l’italiano. Una questione per la quale Iva Palmieri ha subito offerto l’appoggio e la disponibilità del Consolato per affrontarla, trovando pure la disponibilità della sindaca Tina Slamar e di Maurizio Tremul, presidente dell’Unione Italiana.
Il bilinguismo
Tina Slamar, dallo scorso maggio alla guida del Comune di Orsera, l’italiano l’ha imparato in famiglia, seguendo la TV italiana. Oggi l’italiano lo si studia alla locale scuola elementare. La prima cittadina di Orsera ha elogiato il continuo contatto tra la sua amministrazione e la Comunità degli Italiani, con cui, fra l’altro, si sta preparando il gemellaggio con Jesolo: nel 1916, infatti, il pilota Egidio Grego perse la vita nel cielo di Jesolo in battaglia. Annualmente giunge dalla stessa realtà una delegazione a commemorarlo al cimitero di Orsera, nel giorno della sua morte.
L’ottima collaborazione con la CI è stata ribadita dalla direttrice della Pro loco, Klara Trošt Lešić. L’Ente turistico finanzia alcune manifestazioni promosse dal sodalizio. Di comune accordo si sta lavorando alla promozione dei noti dolci “Amaretti di Orsera”, ma anche del liquore “Amaretto di Orsera”, un’eccellenza prodotta da Marin Maras.
Maurizio Tremul ha ribadito la disponibilità dell’Unione Italiana a collaborare con la CI e il Comune per risolvere i problemi che assillano l’etnia, legati al riavvio dell’asilo, al bilinguismo, compresa la toponomastica, ecc. Una sfida prontamente accolta dalla Slamar, che ha dimostrato la volontà di affrontarla. Iva Palmieri ha ascoltato tutti con grande attenzione, cogliendo con soddisfazione l’integrazione della CI di Orsera nel tessuto sociale e la sua interazione con il Comune, l’Ente turistico, le aziende comunali e gli altri soggetti locali, promettendo l’appoggio del Consolato nella soluzione dei problemi di cui si è discusso. Il previsto incontro alla sede del Comune è stato rimandato per affrontare e preparare meglio le tematiche da affrontare.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.









































