Nelle miniere della cultura l’industria incontra l’arte

Inaugurata negli spazi della Comunità degli Italiani una mostra in occasione del 100.esimo anniversario dello sciopero dei minatori

Tra i lavori esposti pure un trittico del gruppo “Laibach” (sulla parete)

“Rudnici kulture – od industrijske do umjetničke revolucije”, Le miniere della cultura, dalla rivoluzione industriale a quella artistica, è il titolo della mostra visitabile da venerdì sera negli spazi della Comunità degli Italiani “Giuseppina Martinuzzi”. Si tratta di un’esposizione itinerante che l’associazione “Labin Art Express XXI” (LAE XXI) porta avanti dal 2014. Finora è stata presentata in diversi Paesi dell’Europa sudorientale, a partire da quelli dell’ex Jugoslavia, mentre la sede della CI di Albona la ospiterà fino all’8 aprile, quando si concluderà la parte centrale dei festeggiamenti cittadini in occasione del centenario della Repubblica di Albona.

 

Come ha confermato Dean Zahtila, presidente della LAE XXI, durante una conferenza stampa nel Teatrino della CI per presentare la mostra, l’esposizione è stata allestita in occasione del 100.esimo anniversario dello storico sciopero dei minatori del 1921 e della conclusione del progetto europeo “Mine Tour”, il cui capofila è la Città di Albona. Uno dei compiti che la LAE XXI ha dovuto realizzare come uno dei partner nello stesso progetto è l’organizzazione di un evento artistico-culturale: l’associazione ha deciso di contribuire con la mostra in parola. Quest’ultima è, infatti, un “collegamento” tra l’obiettivo del “Mine Tour”, incentrato sul restauro del patrimonio minerario nelle due realtà partecipanti al progetto transfrontaliero, Albona e Litija (Slovenia), e il programma dal quale è scaturita l’esposizione, “Rudnici kulture” (Miniere della cultura), una piattaforma di collaborazione finalizzata alla salvaguardia e alla rivitalizzazione dello stesso tipo di patrimonio nei Paesi dell’ex Jugoslavia e di alcuni di quelli limitrofi, area da cui provengono pure gli artisti che si presentano nell’ambito della mostra. “Il ‘Mine Tour’ sarebbe dovuto concludersi a fine febbraio, però, a causa dell’emergenza Covid-19, è stato prolungato fino al 30 aprile. È uno dei più importanti progetti della Città, che ha visto la realizzazione di molte attività”, ha detto Robert Mohorović, addetto ai progetti internazionali della Città e coordinatore dell’iniziativa, ricordando che quest’ultima ha portato, ad Albona, al restauro della torre mineraria in Piazzale e alla realizzazione di due esposizioni permanenti dedicate al passato minerario di Albona realizzate nell’area delle strutture dell’ex miniera a Piedalbona.

Robert Mohorović, Dean Zahtila e Damir Stojnić

Soffermandosi sulle opere esposte, selezionate nel 2014 da Branko Franceschi, e sull’influenza dello sviluppo industriale sull’arte, Damir Stojnić, direttore artistico della LAE XXI e coautore della mostra, ha affermato che, rispetto ai futuristi, gli artisti di oggi sono più critici nei confronti del progresso e più inclini a cercare un equilibrio tra l’industriale e l’artistico, avvicinandosi così alla scienza e creando una forma ibrida tra il discorso scientifico e quello artistico.

I lavori ispirati al patrimonio minerario e industriale esposti presso la sede della CI sono di Helidon Gjergji, Dario Šolman, Mladen Miljanović, del gruppo “Autopsia”, del “Metal Guru”, collettivo artistico fondato in seno alla LAE XXI da Zahtila, Massimo Savić e dal compianto Krešimir Farkaš, del famoso complesso musicale e artistico “Laibach”, nonché di Nikola Pijanmanov, Vladimir Knežević e Dan Perjovschi.

Facebook Commenti