Nella Flos Olei 66 oli istriani

Anche quest’anno la prestigiosa guida mondiale all’extravergine, a cura dell’esperto di fama mondiale Marco Oreggia, ha premiato gli olivicoltori della penisola inserendo nell’edizione 2022 i loro prodotti, che rappresentano il 13% di un totale di 500 varietà

Negli ultimi decenni in Istria la produzione olivicola è aumentata in modo esponenziale

Per il settimo anno consecutivo l’Istria si è confermata come migliore Regione al mondo per l’olio extravergine d’oliva. Come si legge in un comunicato diffuso ieri dall’Ente turistico regionale, la prestigiosa guida Flos Olei, a cura dell’esperto di fama mondiale Marco Oreggia, ha premiato anche quest’anno numerosi olivicoltori istriani conferendo loro un prestigioso riconoscimento, ovvero l’inserimento nella tredicesima edizione della guida mondiale all’extravergine. Ciò assume maggiore importanza se si considera che la pubblicazione contiene oli provenienti da 55 Paesi di 5 continenti.

 

Quindi, nella nuova edizione della cosiddetta “bibbia degli oli extravergine d’oliva” si trovano 67 oli della Croazia, di cui 66 istriani (su un totale di 79 “candidati”) e uno dalmata, conferendo così a quelli istriani di ricoprire una quota del 13% su un totale di 500 varietà. Un gran numero di olivicoltori istriani ha ottenuto risultati migliori rispetto allo scorso anno, a prova di un lavoro significativo che va ad aumentare la qualità e l’applicazione delle più recenti conquiste scientifiche e tecnologiche nell’olivicoltura.

L’edizione 2022 della guida Flos Olei

Al «Mate» 99 punti

Franko Červar di Cittanova è stato giudicato il migliore nella categoria dei monovarietali e per la prima volta un extravergine istriano ha ottenuto il punteggio di 99, il “Mate”, prodotto da Aleksandra Vekić. Inoltre, per la terza volta consecutiva due olivicoltori hanno raggiunto il punteggio di 98, Ipša e Olea BB. Diciassette olivicoltori istriani sono stati inclusi nella classe extra, sopra i 94 punti. Il successo degli olivicoltori istriani non è casuale: oltre alle condizioni agro-climatiche favorevoli, a influire positivamente sono state le numerose politiche agricole applicate in Istria negli ultimi 25 anni, come l’educazione intensiva degli olivicoltori, la distribuzione di piantine, ma anche i prestiti assegnati dal Fondo regionale per l’agricoltura e l’agriturismo. Grazie all’istruzione, la tecnologia dell’olivicoltura e il tempo di raccolta sono completamente cambiati e i grandi investimenti degli olivicoltori istriani, con il sostegno della Regione, hanno dato vita a più di 30 oleifici tecnologicamente avanzati. Grandi gli investimenti pure nella preparazione dell’olio per il mercato e nella tutela dell’olio extravergine d’oliva “Istra”, con il marchio d’origine protetta a livello Ue, che garantisce ai consumatori come tutte le fasi di produzione, lavorazione, stoccaggio e imbottigliamento si siano svolte nella penisola.

Anni d’impegno e lavoro

”Gli oli d’oliva istriani sono conosciuti e apprezzati in tutto il mondo, sono il frutto di molti anni d’impegno, lavoro e grande dedizione dei nostri olivicoltori. Per tutti noi in Istria l’olio d’oliva è un alimento di grande importanza, la nostra specialità regionale, la nostra tradizione e stile di vita; un prodotto riconoscibile, apprezzato anche fuori dal nostro paese”, ha affermato il presidente della Regione istriana, Boris Miletić.

Il direttore dell’Ente turistico regionale Denis Ivošević ha ribadito che fin dalla prima edizione della guida, l’Istria ha assunto un ruolo importante, posizionandosi tra le migliori Regioni olivicole al mondo, seconda solo alla Toscana, che poi, negli anni successivi, si è lasciata alle spalle. Importante sottolineare che gli esperti hanno valutato più di mille campioni d’olio, per cui la presenza di 66 produttori istriani tra i primi 500 al mondo è un risultato più che lusinghiero.

”Dobbiamo essere consapevoli del fatto che in nessun altro settore siamo riusciti a conseguire un simile risultato, mantenendo a un livello elevato per il settimo anno consecutivo. Ne siamo estremamente orgogliosi, anche se molto rimane ancora da fare, sia nel nostro Paese che all’estero, affinché a questo primato venga data la giusta valorizzazione. I primi a rendersene consapevoli, dovrebbero essere coloro che si occupano della promozione della gastronomia nazionale”, ha concluso Ivošević.

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