Momiano. Se la salvaguardia del dialetto passa per… la cruna dell’ago

Workshop nella Casa dei castelli

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Momiano. Se la salvaguardia del dialetto passa per… la cruna dell’ago
L’ingresso nella “Casa dei castelli”. Foto: ERIKA BARNABA

Tra le antiche mura di Momiano si svolgerà un evento che unirà creatività, divertimento e consapevolezza culturale. Domani alle ore 10, nella Casa dei castelli istriani, che opera in seno al Museo storico e navale dell’Istria, prenderà vita un incontro pensato appositamente per i bambini. Si tratta del laboratorio “Tutela del patrimonio culturale immateriale”, nello specifico la salvaguardia del dialetto istroveneto tramite il ricamo a mano, un’occasione speciale per avvicinare le nuove generazioni al ricco patrimonio tradizionale dell’Istria nordoccidentale, in particolare dell’area di Salvore.
Promosso in collaborazione con l’associazione “Savudrijska batana – Batana salvorina”, il laboratorio nasce con l’intento di trasmettere e preservare alcuni aspetti fondamentali della cultura immateriale istriana, a partire dalla lingua e dal sapere artigianale. La protagonista simbolica dell’iniziativa sarà la batana, l’imbarcazione tradizionale di Salvore, che da secoli solca silenziosamente le acque dell’Adriatico, legando generazioni di pescatori alla propria terra e al proprio mare. Intorno alla batana si intrecciano saperi, termini, gesti e rituali che rischiano, col tempo, di svanire nel silenzio, se non vengono tramandati con cura e passione.

Spazio ai giovani
È proprio con questo spirito che nasce il laboratorio, pensato per bambini dai 7 ai 12 anni, per offrire loro un’esperienza autentica e partecipativa, dove ogni attività diventerà un ponte tra passato e futuro. I piccoli partecipanti saranno coinvolti in un percorso vivo e dinamico, dove potranno imparare l’arte del ricamo a mano, riscoprendo pazienza, precisione e creatività, qualità un tempo imprescindibili nella vita quotidiana di ogni comunità. Usando ago e filo, i bambini non solo realizzeranno un tovagliolo decorato personalizzato, che potranno portare a casa come ricordo o usare come bandana, ma vivranno anche un contatto concreto con un sapere che affonda le sue radici nella tradizione domestica e familiare.
Durante il laboratorio, i partecipanti verranno guidati anche alla scoperta del dialetto istroveneto, lingua storica dell’area, ancora oggi parlata in molte famiglie ma progressivamente minacciata dalla modernizzazione e dalla perdita di contesti d’uso. Ascoltare, ripetere, giocare con le parole e le espressioni locali diventa un modo per familiarizzare con la musicalità e il senso profondo di una lingua che, più che un semplice strumento comunicativo, rappresenta un vero e proprio patrimonio identitario. Il dialetto, infatti, racchiude il modo di pensare e sentire di una comunità e conservarlo e trasmetterlo significa difendere un pezzo di anima collettiva.

Iscrizioni ancora aperte
Tanja Šuflaj, responsabile della Casa dei castelli, in merito ha sottolineato come “insegnare ai bambini il valore della tradizione non è solo un atto educativo, ma un investimento prezioso nella continuità della memoria e della cultura. Attraverso attività semplici ma significative, i piccoli potranno toccare con mano la bellezza di una storia che appartiene anche a loro, e di cui un giorno, forse, saranno i nuovi custodi. I posti sono limitati e la partecipazione è soggetta a iscrizione, tramite il link ufficiale reperibile sui social della Casa dei castelli a Momiano (https://forms.gle/U3zeWdGYKYVXXpZZ8) o inviando un’e-mail all’indirizzo [email protected]. Un invito, questo, non solo ai genitori ma a tutta la comunità, affinché accompagni con entusiasmo e consapevolezza le nuove generazioni nel percorso di conoscenza e tutela del proprio patrimonio immateriale. Perché è solo attraverso questi piccoli ma profondi gesti che si costruisce una cultura viva, condivisa e sostenibile”, ha concluso la Šuflaj.
Il laboratorio, gratuito e cofinanziato dal Ministero della Cultura e dei Media della Repubblica di Croazia, si propone dunque sia come un momento di crescita, scoperta e gioco, ma anche come un gesto di responsabilità verso il futuro.

Tanja Šuflaj.
Foto: ERIKA BARNABA

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