Nel cuore dell’Istria settentrionale, tra paesaggi antichi e tracce di civiltà millenarie, la Casa dei castelli di Momiano, che opera nell’ambito al Museo storico e navale dell’Istria, si prepara ad accogliere un ricco programma di appuntamenti in occasione della Settimana dei castellieri istriani, in calendario dal 10 al 15 marzo. L’iniziativa, ospitata proprio a Momiano, rappresenta un viaggio affascinante nelle radici più profonde del territorio, dove archeologia, cultura e paesaggio s’intrecciano in un racconto che attraversa i secoli. Conferenze, mostre, laboratori e visite guidate accompagneranno il pubblico alla scoperta di un patrimonio che è sia memoria del passato sia identità viva e responsabilità condivisa per il futuro.
La manifestazione inizierà martedì 10 marzo alle 18.30 con i saluti introduttivi. Alle 19 seguirà la conferenza dell’archeologa Klara Buršić-Matijašić intitolata “I castellieri dell’Istria: fenomeno archeologico, culturale e paesaggistico del territorio”, un intervento che offrirà uno sguardo complessivo su queste antiche fortificazioni che punteggiano il paesaggio istriano. La serata proseguirà alle 20 con l’apertura della mostra “Castellieri. Radici di pietra”, firmata da Lidia Rupel, Francesca Mucignato e Nadia Pezzulla, un’esposizione che racconta, attraverso immagini e testimonianze, il legame profondo tra il territorio e le sue architetture più arcaiche.
Il programma continuerà mercoledì 11 marzo alle 19 con la conferenza della studiosa Brigitta Mader dal titolo “I castellieri in Istria: un fenomeno regionale di interesse internazionale. Le prime ricerche nell’Ottocento”, un’occasione per ripercorrere le origini degli studi su queste strutture preistoriche e comprendere come, già nel XIX secolo, esse avessero attirato l’attenzione degli studiosi europei.
Giovedì 12 marzo alle 11 la Casa dei castelli aprirà le porte ai più giovani con un laboratorio per bambini guidato da Maruša Bizjak, “La tessitura a tavolette: un’esperienza tra presente, passato e futuro”. Attraverso un’attività pratica e creativa, i partecipanti potranno avvicinarsi alle tecniche antiche della tessitura, riscoprendo gesti e saperi tramandati nei secoli.
La riflessione scientifica riprenderà venerdì 13 marzo alle 19 con la conferenza dell’archeologo Federico Bernardini, che parlerà della regione del Carso nell’Età del Bronzo antico e della nascita dei castellieri, ripercorrendo il passaggio dalla cultura di Cetina alle prime forme di insediamento fortificato. Alle 20 interverrà Boštjan Laharnar, con una relazione dedicata alle dinamiche insediative dei castellieri della Carniola interna, offrendo uno sguardo comparativo su un fenomeno che travalica i confini regionali.
Il castelliere di Corte
Sabato 14 marzo sarà una giornata particolarmente intensa. Alle 16 Maruša Bizjak proporrà una presentazione pratica sulla tessitura a tavolette, approfondendo l’esperienza del laboratorio e mostrando dal vivo tecniche e strumenti. Alle 18 la studiosa Maša Saccara guiderà il pubblico in una conferenza dedicata al castelliere di Corte, vicino a Isola, in Slovenia, raccontandone l’evoluzione da insediamento preistorico proto-urbano fino alla nascita del Parco archeologico Kašler di Corte. La serata si concluderà alle 19 con la proiezione del documentario “HEMA: una storia di castellieri”, diretto da Francesca Mucignato, che attraverso immagini e testimonianze ricostruisce il significato storico e culturale di questi antichi siti.
Il tutto si concluderà domenica 15 marzo alle 11 con una visita guidata al Parco archeologico Kašler di Corte, condotta da Maša Saccara. Sarà un momento speciale per camminare tra le pietre antiche dei castellieri e percepire direttamente il dialogo tra il paesaggio e la storia che essi custodiscono. La Settimana dei castellieri istriani, oltre a una rassegna di incontri, vuole essere un invito a riscoprire il valore della memoria e della tutela del patrimonio. In queste strutture di pietra, costruite migliaia di anni fa, si riflette la storia delle comunità che hanno abitato l’Istria e modellato il suo paesaggio. Preservarle e raccontarle significa mantenere vivo un legame profondo con le proprie radici, affinché la tradizione continui a parlare alle nuove generazioni e a orientare lo sguardo verso il futuro.
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