«Miserie Istriane» salvate dall’oblio

La raccolta di Martina Damiani degli scritti di Giuseppina Martinuzzi pubblicati in vari periodici istriani sarà presentata nel centenario della scomparsa dell’illustre letterata e rivoluzionaria

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«Miserie Istriane» salvate dall’oblio
Martina Damiani nel Teatrino della CI di Albona. Foto: TANJA ŠKOPAC

“Vita barbara e compenso derisorio”. È una conclusione che fa parte del dialogo incluso nel libro “Miserie Istriane. Raccolta di testi scritti per il giornale socialista Il Proletario”, tramite il quale la prof.ssa Martina Damiani presenta al pubblico alcuni dei contributi dell’illustre albonese, insegnante, letterata, socialista e rivoluzionaria vissuta dal 1844 al 1925, pubblicati dai periodici istriani, ma “passati inosservati dalla critica e dimenticati, purtroppo, negli archivi delle biblioteche che conservano le copie di questi giornali”. Il volume, realizzato in collaborazione con la Comunità degli Italiani “Giuseppina Martinuzzi” di Albona, uscirà a breve e sarà presentato nelle prossime settimane. È stato dato alle stampe in occasione del centenario della morte della Martinuzzi, scomparsa il 25 novembre del 1925 e nota, tra l’altro, per la sua lotta per i diritti degli oppressi.
Un’introduzione alla presentazione dell’opera si è avuta nei giorni scorsi nell’ambito del programma artistico-culturale del 50° Raduno degli albonesi tenutosi nel Teatrino della CI albonese, alla presenza degli organizzatori del tradizionale incontro annuale, i soci della Società operaia di mutuo soccorso “Onorato Zustovich” di Trieste e il sodalizio albonese. Nell’occasione la professoressa Martina Damiani ha letto il dialogo tra Giuseppina Martinuzzi e il minatore (che pronuncia le parole citate all’inizio di quest’articolo) presente nel giornale socialista menzionato del 6 ottobre del 1900, ma ha anche offerto delle informazioni generali riguardo al contenuto della raccolta e alla ricerca svolta per la realizzazione dell’opera. Come detto, il libro raccoglie 23 contributi pubblicati da Giuseppina Martinuzzi sulle pagine del giornale socialista di Pola, nel corso del 1900 e del 1901.

Unici nel loro genere
“In pratica ho consultato le copie disponibili del giornale, conservato presso vari archivi e biblioteche, e ho ricopiato tutti gli scritti della Martinuzzi che sono riuscita a trovare, di cui ben 22, dopo oltre cent’anni, vengono pubblicati per la prima volta in un’opera organica, cioè in un libro”, ha spiegato la Damiani, dicendo in seguito che si tratta di alcuni dei testi della Martinuzzi, come specificato sopra, passati inosservati dalla critica e, purtroppo, dimenticati… “Solitamente, la Martinuzzi inviava a giornali e riviste soprattutto articoli e poesie, quindi i racconti che appaiono sulle pagine del ‘Proletario’ sono veramente unici nel loro genere”, ha aggiunto, confermando che il titolo della raccolta, “Miserie Istriane”, riprende il titolo che l’autrice aveva dato ai suoi primi racconti usciti, a puntate, in appendice al “Proletario”.
“Questi racconti si articolano in una serie di incontri che la scrittrice compie durante uno dei tanti viaggi di ritorno da Trieste alla sua Albona”, ha detto, soffermandosi in seguito su uno dei racconti che “prende in considerazione il lavoro massacrante dei minatori dell’Albonese”, in cui “l’autrice descrive un minatore con cui riesce a scambiare qualche parola dal finestrino della carrozza postale su cui viaggiava; osservandolo, nota quanto il suo corpo sia stato segnato dagli eccessivi sforzi fisici e dall’ambiente malsano in cui era costretto a lavorare per un compenso derisorio che a malapena gli consentiva di sfamare la propria famiglia”.
Come ha spiegato la Damiani, anche dal passo letto si nota che attraverso i dialoghi sviluppati da lei nei suoi scritti, Giuseppina Martinuzzi intendeva scuotere profondamente le coscienze mettendo a nudo i problemi che affliggevano Albona, ma anche il resto dell’Istria.
La raccolta sarà presentata nell’ambito di una cerimonia della CI albonese con la quale saranno celebrati i 100 anni dalla morte della Martinuzzi.

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