Minoranze nazionali tra diritti e futuro

La Comunità degli Italiani di Buie ha ospitato la prima riunione di coordinamento, nel presente mandato, dei vicepresidenti delle Regioni croate appartenenti ai gruppi etnici

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Minoranze nazionali  tra diritti e futuro
I partecipanti all’incontro. Foto istra-istria.hr

Si è svolta oggi, venerdì 27 febbraio, nella Comunità degli Italiani di Buie la prima riunione di coordinamento, in questo mandato, dei vicepresidenti delle Regioni croate appartenenti alle minoranze nazionali. Un incontro che, fin dalle prime battute, ha assunto il valore di un passaggio istituzionale cruciale per il futuro della rappresentanza minoritaria a livello regionale. A presiedere i lavori è stata la vicepresidente della Regione istriana in quota CNI Jessica Acquavita, affiancata da Tea Batel, a capo dell’Assessorato regionale alla Comunità Nazionale Italiana e altri gruppi etnici. L’appuntamento, ha riunito rappresentanti istituzionali di primo piano provenienti da diverse parti del Paese.

Al tavolo dei relatori, il segretario di Stato Sanjin Rukavina e la segretaria di Stato Fadila Bahović, insieme alla direttrice dell’Ufficio per i diritti umani, le minoranze nazionali e l’etica Danijela Gaube, in rappresentanza del Ministero della Giustizia, dell’Amministrazione e della Trasformazione digitale. Per il Ministero delle Finanze della Repubblica di Croazia erano presenti la direttrice dell’Ufficio delle imposte di Pisino, Jadranka Krizmanić, e la consulente senior Sanja Lupetina-Poropat. Hanno preso parte ai lavori anche i vicepresidenti regionali delle minoranze nazionali provenienti da diverse Regioni: Tanja Novotni Golubić (Bjelovar-Bilogora), Nenad Vukadinović (Karlovac), Elvis Kralj (Međimurje), Vladimir Horvat (Osijek-Baranja), Mirjana Oluić (Sisak-Moslavina) e Srđan Jeremić (Vukovar-Sirmia). Un mosaico di territori e sensibilità differenti, uniti dalla medesima responsabilità, quella di garantire tutela, visibilità e piena attuazione dei diritti delle comunità minoritarie.

Questioni importanti

L’agenda della riunione ha toccato questioni di grande rilievo. Al centro del confronto, i prossimi processi elettorali per i rappresentanti delle minoranze nazionali a livello locale e regionale, l’introduzione del Registro centrale della popolazione e le possibili ricadute di questo nuovo strumento amministrativo sull’esercizio dei diritti garantiti alle minoranze. È emersa con chiarezza la necessità di una cooperazione costante tra i livelli istituzionali e di uno scambio sistematico di esperienze, affinché ogni modifica normativa o procedurale venga compresa e gestita per tempo, evitando zone d’ombra che potrebbero incidere sulla rappresentanza e sulla partecipazione democratica.

“Incontri come questo sono di straordinaria importanza, perché consentono un dialogo aperto sulle sfide che le minoranze nazionali affrontano a livello regionale e, al tempo stesso, la ricerca condivisa di soluzioni concrete. Una coordinazione continua rafforza il sostegno istituzionale e migliora la qualità della rappresentanza degli interessi delle comunità minoritarie”, ha sottolineato Jessica Acquavita, ponendo l’accento in particolare sull’introduzione del Registro centrale della popolazione ed evidenziando l’esigenza di analizzare tempestivamente ogni possibile conseguenza derivante dai nuovi strumenti amministrativi, affinché i diritti delle minoranze restino pienamente tutelati ed effettivamente esercitabili.

Il nodo delle elezioni minoritarie

Sul tema dei futuri processi elettorali è intervenuto il segretario di Stato Sanjin Rukavina, annunciando l’intenzione del Ministero competente di avviare incontri con la Commissione elettorale statale. Pur nel rispetto dell’indipendenza dell’organo elettorale, l’obiettivo, come ha spiegato, è favorire, attraverso il dialogo e la collaborazione, l’adozione e l’ulteriore precisazione di istruzioni che la Commissione, nell’ambito delle proprie competenze, potrebbe indirizzare alle Commissioni elettorali regionali e cittadine. Un passaggio volto a garantire maggiore chiarezza e uniformità nell’applicazione delle procedure durante le elezioni, rafforzando la fiducia nel sistema e la certezza del diritto.

Particolare attenzione è stata dedicata al nuovo quadro normativo introdotto dalla Legge sul Registro centrale della popolazione, entrata in vigore lo scorso anno e destinata a modificare in modo significativo il metodo di determinazione dei dati rilevanti per l’esercizio dei diritti delle minoranze. La segretaria di Stato Fadila Bahović ha precisato che, fino al 31 dicembre 2033, per tutti i diritti delle minoranze nazionali legati al numero dei loro appartenenti e alla loro quota percentuale nella popolazione complessiva, continueranno a essere utilizzati i dati dell’ultimo censimento ufficiale del 2021. A partire dal gennaio 2034, invece, la fonte ufficiale diventerà il Registro centrale della popolazione, che integrerà i dati del censimento del 2001 e, successivamente, quelli del Registro degli elettori. Una trasformazione ritenuta positiva per le minoranze nazionali, poiché consentirà un aggiornamento più puntuale e accurato delle informazioni.

L’Istria come modello di convivenza

Nel suo intervento conclusivo, Tea Batel ha ricordato come l’Istria venga spesso considerata un esempio virtuoso nella tutela e nella promozione dell’identità regionale, della quale la multiculturalità costituisce parte integrante.

“Dopo tanti anni di collaborazione dimostriamo di coltivare il nostro senso di comunità, di rispettarci e sostenerci reciprocamente. Sono certa che questa sarà anche l’immagine dell’Istria nel futuro”, ha affermato la Batel richiamando due iniziative simboliche, il Festival della multiculturalità e la pubblicazione bilingue “Multikulturalnost u MOJOJ Istri – La multiculturalità nella MIA Istria”, considerate espressioni tangibili di una convivenza che non è mera coesistenza, ma progetto condiviso.

Terminata la parte istituzionale, i partecipanti si sono spostati a Momiano, dove hanno visitato la Casa dei castelli, immergendosi nel patrimonio storico e culturale del Buiese.

La coordinazione dei vicepresidenti regionali appartenenti alle minoranze nazionali si configura così come una piattaforma stabile di confronto e iniziativa, capace di rafforzare la cooperazione tra le Regioni e di incidere in modo strutturale sulle politiche di tutela e promozione dei diritti minoritari. L’incontro di Buie ha confermato come l’innovazione normativa deve procedere di pari passo con la salvaguardia delle garanzie costituzionali. E in Istria, terra di confine e di dialogo, questa consapevolezza si traduce in pratica quotidiana.

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