Meno incidenti, sì, ma più vittime: è questo il paradosso della penisola istriana

Nonostante la minima flessione del numero di incidenti, nel corso del 2025 sono stati registrati 17 decessi

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Meno incidenti, sì, ma più vittime: è questo il paradosso della penisola istriana
Foto ŽELJKO JERNEIĆ

Il 2025 si è chiuso con un dato che, a prima vista, potrebbe sembrare incoraggiante: gli incidenti complessivi verificatisi sulla rete stradale istriana sono stati 1.745, leggermente inferiori ai 1.754 registrati nel 2024. Una flessione minima, quasi simbolica, che però non racconta tutta la storia. Perché, dietro la lieve diminuzione dei sinistri, si nasconde un fenomeno ben più preoccupante: i decessi sulle strade sono saliti a 17, contro i 9 dell’anno precedente. Un aumento dell’88,9 p.c. che ribalta completamente la lettura dei numeri. Il Polese resta l’area con il maggior numero di incidenti: 633 nel 2025, contro i 689 del 2024, pari a un calo dell’8,1 p.c. Un dato che non sorprende. Il Polese è infatti la zona più densamente popolata della Regione, e quindi è logico che concentri il maggior volume di traffico e, di conseguenza, di sinistri. Incidenti che sono stati sì in meno rispetto al 2024, ma purtroppo più letali. I decessi sulle strade di Pola e dintorni sono infatti raddoppiati, passati da 3 a 6. Un segnale questo che invita a interrogarsi sulla sicurezza di alcuni tratti stradali e sui comportamenti alla guida. Dopo il Polese, l’area dell’Istria dove è stato registrato il maggior numero di incidenti stradali è l’Umaghese, dove i sinistri sono balzati da 257 a 327, con un aumento del 18,9 p.c. su base annua. Anche qui, il numero delle vittime della strada è aumentato. I decessi nel 2025 sono stati ben 5 contro l’unico registrato nel 2024. I numeri successivi riguardano il Parentino, dove l’anno passato si sono verificati 326 incidenti, appena quattro in meno rispetto ai 330 del 2024. E anche qui, però, la situazione è peggiorata sul fronte delle vittime: i decessi sono passati da 3 a 4. Un incremento contenuto, ma che conferma la tendenza generale del 2025. Anche nell’Albonese gli incidenti sono diminuiti – questa volta dell’11,3 p.c. Tuttavia, nonostante il miglioramento, si registra comunque un decesso, assente l’anno precedente. A differenza del Parentino e dell’Albonese, nel Pisinese gli incidenti sono cresciuti da 127 a 131 (+3,1 p.c.). La nota positiva è, però, l’assenza di decessi, a fronte dei due registrati l’anno precedente. Infine, anche il Rovignese registra un aumento dei sinistri del 6,6 p.c., passando dai 182 del 2024 ai 194 del 2025. Purtroppo, anche qui si conta un decesso.

Ancora troppi i feriti
Come già in parte evidenziato, il quadro complessivo del 2025 mostra una realtà complessa: meno incidenti, ma più gravi. L’aumento quasi raddoppiato delle vittime impone, dunque, una riflessione seria sulla sicurezza stradale in Istria. Non basta, infatti, ridurre il numero dei sinistri. Occorre intervenire sulla loro gravità, sulle infrastrutture, sulla prevenzione e sui comportamenti alla guida. E non soltanto con l’obiettivo di ridurre i decessi sulle strade, ma anche i feriti, soprattutto gravi, il cui numero (109) – sebbene diminuito del 23,8 p.c. su base annua continua a essere ancora troppo elevato. I feriti lievi in incidenti verificatisi sulle strade dell’Istria nel corso del 2025 sono stati 627, tre in più rispetto al 2024. Entrando ancor più nel dettaglio, sfogliando il rapporto della Questura, si scopre che il maggior numero di feriti (47 gravi e 238 lievi) in incidenti stradali si è registrato nel Polese, seguito dal Pisenese (24 gravi e 58 lievi), il Rovignese (13 e 78), l’Albonese (11 e 42), l’Umaghese (8 e 83) e infine il Parentino (6 e 128).
Anche l’analisi delle tipologie di incidenti mostra dinamiche in evoluzione. Gli scontri tra veicoli in movimento sono stati 699, in diminuzione rispetto ai 737 dell’anno precedente. Gli urti contro veicolo parcheggiati, invece, sono aumentati, passando da 328 a 352. Le uscite di strada sono state 267, leggermente meno delle 272 del 2024. Preoccupano gli investimenti di biciclette, saliti da 15 a 21, e soprattutto quelli che hanno coinvolto motocicli o ciclomotori, passati da 5 a 25. Gli investimenti di pedoni sono stati 66, due in meno rispetto all’anno precedente. Nel 2025 si è verificato anche uno scontro con un treno, mentre gli urti contro oggetti ai margini della strada sono stati 176. Si contano inoltre 15 investimenti di animali e un’alta sessantina di incidenti classificati come “altri”.

Reati e infrazioni
A completare il quadro arrivano infine i dati sui reati e le infrazioni al Codice della strada, anch’essi in crescita. Nel 2025 la polizia ha registrato 48.588 violazioni, con un aumento del 12,9 p.c. rispetto alle 43.024 del 2024. Di queste, ben 18.904 riguardano l’eccesso di velocità, una categoria che da sola rappresenta quasi la metà dei comportamenti scorretti e che registra un incremento dell’8,3 p.c. su base annua. Preoccupante anche il numero dei conducenti sospesi alla guida sotto l’effetto di alcol: 1.972 casi, il 6,7 p.c. in più rispetto all’anno precedente. Sul fronte della sosta irregolare si registra un lieve miglioramento: le multe per parcheggio non conforme sono state 2.639, circa il 7 p.c. in meno rispetto al 2024. In forte aumento, invece, le sanzioni per mancato uso delle cinture di sicurezza, che hanno coinvolto ben 5.162 automobilisti, con un balzo del 22,4 p.c. rispetto ai 4.216 dell’anno precedente. Ancora più marcato l’aumento delle sanzioni amministrative per mancato uso del casco: nel 2025 sono stati sanzionati 1.729 motociclisti, contro gli 803 del 2024, con un incremento impressionante del 115,3 p.c. Cresciute infine anche le violazioni legate al mancato rispetto della segnaletica stradale, che hanno raggiunto quota 2.776 (+13,2 p.c.) e quelle per uso del cellulare alla guida, salite a 3.240 rispetto alle 2.813 del 2024.

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