Marussici. Un ingrediente, mille ricette: dai pentoloni una bontà

Agli atti la 6ª edizione della tradizionale «Trippada»

0
Marussici. Un ingrediente, mille ricette: dai pentoloni una bontà
I partecipanti alla competizione. Foto: ERIKA BARNABA

A Marussici, frazione della Città di Buie, domenica si è svolta, con grande partecipazione di pubblico, la 6ª edizione della tradizionale “Trippada”, appuntamento ormai imperdibile che si tiene ogni anno in occasione delle festività del Primo maggio. L’evento, organizzato dal Comitato locale del paese, grazie al prezioso sostegno della Città di Buie e dell’Ente Turistico locale, ha attirato appassionati della buona cucina da ogni angolo della regione e oltre, denotando un carattere internazionale.

Questa straordinaria competizione culinaria, dedicata all’antica e popolare tradizione della trippa, ha visto la partecipazione di ben 14 squadre provenienti da cinque Paesi: Italia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Slovenia e Repubblica Ceca. I concorrenti, spinti da passione e orgoglio gastronomico, hanno messo in campo tutto il loro sapere, presentando piatti che riflettevano non solo la loro abilità tecnica, ma anche il patrimonio culinario e culturale delle rispettive terre d’origine. Ogni squadra è arrivata con ingredienti selezionati e, soprattutto, con il desiderio di raccontare, attraverso il gusto, storie di tradizione, famiglia e convivialità.
La varietà di interpretazioni culinarie è stata il vero cuore pulsante della manifestazione. Dalle ricette tramandate di generazione in generazione, arricchite con erbe aromatiche autoctone, fino all’uso di tagli pregiati e spezie audaci, ogni piatto ha raccontato una storia. Nel piazzale antistante la Casa di Cultura di Marussici, i partecipanti hanno cucinato a vista, tra fornelli fumanti e pentoloni ribollenti, trasformando il borgo in un vivace teatro gastronomico. L’aria si è presto riempita dei profumi intensi e avvolgenti di soffritti e salse in cottura, creando un’atmosfera calorosa e familiare, capace di coinvolgere grandi e piccini.
A giudicare le prelibatezze in gara è stata una giuria d’eccezione, composta da cinque autorevoli membri: il sindaco della Città di Buie, Fabrizio Vižintin, lo chef Sergio Ražman, il buongustaio e amante della cucina Mladenko Božić, il presidente del Consiglio cittadino di Trieste, Francesco di Paola Panteca e il direttore dell’Ente Turistico buiese, Valter Bassanese. I criteri di valutazione, accurati e rigorosi, hanno tenuto conto non solo del gusto e della presentazione, ma anche della creatività e dell’originalità nella preparazione, della consistenza del sugo, del grado di piccantezza, della proporzione di trippa utilizzata e della dimensione dei pezzi tagliati.

Uno dei calderoni in gara.
Foto: ERIKA BARNABA

Il podio
Ad aggiudicarsi il titolo di campioni della 6ª Trippada è stata la squadra “Kumovi – Cosa nostra” di Buie, che ha saputo conquistare la giuria con un equilibrio perfetto tra tradizione e innovazione. Al secondo posto si è classificato il “Dream Team”, squadra mista formata da componenti locali e sloveni (Portorose), mentre il terzo posto è andato con merito alla squadra “Montrin”, rappresentante del territorio di Castelvenere. I vincitori sono stati premiati con un simbolico e prezioso “corredo da trippaio”, composto da un calderone con supporto, un mestolo e un grembiule. Anche i secondi e terzi classificati hanno ricevuto un mestolo e un grembiule come riconoscimento della loro bravura.
A coadiuvare l’evento è stato il ristoratore locale Roberto Hrobat, che ha consegnato pure i premi assieme al primo cittadino.
Bassanese in merito ha rilevato: “Questo originale evento gastronomico non è soltanto una competizione, ma anche un prezioso momento di incontro tra culture diverse, unite dall’amore per una pietanza che affonda le proprie radici nella cucina popolare, fatta di semplicità, sapore e tradizione. È un’occasione per celebrare la convivialità, la passione per la cucina e il piacere dello stare insieme”..
La manifestazione, anche quest’anno, ha saputo dimostrare il suo valore culturale e aggregativo, rafforzando i legami tra i popoli attraverso il linguaggio universale del cibo. Con l’entusiasmo e la partecipazione raccolti, non resta che aspettare la prossima edizione, che promette di essere ancora più ricca, gustosa e indimenticabile per tutti gli amanti della buona cucina e della tradizione più autentica.

La giuria: Fabrizio Vižintin, Sergio Ražman, Mladenko Božić, Francesco di Paola Panteca e Valter Bassanese.
Foto: ERIKA BARNABA
La premiazione dei vincitori.
Foto: ERIKA BARNABA

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display