L’UI incassa un ampio consenso

L’Assemblea accoglie bilanci consuntivi e assestamento al piano 2020. Poche contestazioni e nessun emendamento, ma diverse riflessioni e raccomandazioni

Il presidente della Giunta esecutiva, Marin Corva, si rivolge all’Assemblea riunita a Buie. Foto: Goran Žiković

Disco verde al primo assestamento del Programma di lavoro e Piano finanziario per il 2020. Grazie ai risultati riportati dal 2018, l’Unione Italiana chiude il 2019 in positivo, con un attivo di circa 41mila euro a Fiume, rispettivamente di poco più di 75mila euro a Capodistria. Approvato il bilancio consuntivo di Fiume, praticamente all’unanimità, con alcune raccomandazioni alla Giunta esecutiva, che dovrà predisporre un’informazione sulla situazione dei prestiti concessi alle varie istituzioni della CNI in Croazia e Slovenia, definire i tempi entro i quali questi rientreranno nelle casse dell’associazione e stabilire le modalità di stanziamento degli stessi, ma anche fornire un quadro dello stato di attuazione dei progetti e dei mezzi accantonati, come volontà del presidente dell’Assemblea, Paolo Demarin. La discussione si è accesa, ieri sera a Buie, dove i consiglieri si sono riuniti per esaminare le relazioni finanziarie per il 2019, su quella dell’UI di Capodistria e su una serie di aspetti giuridici e formali, sui quali ha insistito anche il consigliere Gianclaudio Pellizzer (Rovigno). Alla votazione, 10 consiglieri si sono astenuti, 37 hanno dato luce verde. Per la prima volta sono stati invitati a esprimersi “separatamente” i consiglieri del territorio sloveno, 5 presenti e tutti hanno appoggiato il documento.
Un documento realistico
Focus sul primo assestamento al Programma di lavoro e Piano finanziario UI per il 2020, accolto a dicembre come impongono le leggi; il presidente della Giunta esecutiva, Marin Corva, ha spiegato che ha voluto ora la manovra per inserire – nel momento in cui ha avuto l’ufficialità di gran parte delle cifre – i fondi maggiorati che sono stati stanziati soprattutto dalla Croazia, per cui rispetto alla versione iniziale del preventivo, nonostante non ci sia “il milione di Beatrice Lorenzin” dello scorso anno, si registra un aumento di circa il 9 per cento delle risorse disponibili, ossia dagli iniziali 5,8 milioni euro si passa a oltre 6,3. Corva l’ha definito un documento reale, che inserisce diversi nuovi progetti (tra l’altro, anche le attività della Comunità degli Italiani del Montenegro e il restauro delle tombe) e ha anticipato che ci sarà sicuramente un ulteriore aggiornamento.
Pur condividendo la programmazione, Demarin (Sissano) ha posto l’attenzione sulla metodologia d’impostazione del documento, ossia di quanto sia in sintonia con le disposizioni di legge che riguardano le associazioni. Krsto Babić (Abbazia), elogiando la Giunta per la sensibilità dimostrata nei confronti di Abbazia, ha manifestato un “fastidioso disgusto” per i tagli all’Edit. Il presidente della GE ha però precisato che la riduzione è solamente apparente o minima; invece i soldi per la Casa editrice sono “spalmati” su altre voci (le scuole) e “garantiranno all’Ente di poter funzionare ai livelli attuali. La Giunta è ben consapevole del valore dell’Edit e non si permetterebbe mai di mettere a repentaglio le sorti della Casa editrice”, ha dichiarato Corva. Il capo dell’Esecutivo ha anticipato un potenziale, futuro problema, e anche grave, ossia il fatto che l’Università Popolare di Trieste non sia stata autorizzata da Roma in relazione agli abbonamenti al quotidiano “la Voce del popolo”. “Ce ne stiamo occupando”, ha puntualizzato. Di più alla prossima Assemblea.

L’intervento del presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul. Foto: Goran Žiković

Riflessioni di fondo
In sostanza, i consiglieri non hanno avuto molto da ridire o da contestare. Nella stragrande maggioranza, hanno posto delle questioni di fondo, delle riflessioni. Tra le osservazioni emerse ieri sera, quelle di Pellizzer sui criteri adottati per la ripartizione dei finanziamenti dell’Ufficio per i diritti dell’uomo e delle minoranze, che penalizzano le CI più virtuose, in quanto esiste una discrepanza tra gli italiani dichiarati al censimento (e all’anagrafe, come ha aggiunto la vicepresidente dell’Assemblea, Arijana Brajko) e quelli iscritti ai sodalizi. Gianfranca Šuran e Ines Venier, consigliere di Rovigno, hanno chiesto delle “rassicurazioni” sulle attività destinate alle scuole e non realizzate per le difficoltà che sta incontrando l’UPT. Gianfranca Šuran ha inoltre insistito sulla tutela, laddove è possibile, dell’unitarietà del mondo della scuola, predisponendo per la Croazia un documento simile a quello già esistente tra Italia e Slovenia. E ha ribadito la necessità di garantire il ripristino delle attività del 2019 non realizzate. Ines Venier ha esternato le difficoltà che incontrano le scuole nel programmare l’anno non sapendo che cosa e quando possono aspettarsi (sui contenuti curati dall’UPT).
Flavio Cossetto (Fiume) ha parlato del programma del Dramma Italiano, che riduce il suo cartellone, partecipa a “coproduzioni” che tali non si potrebbero definire visto che si tratta di spettacoli allestiti all’interno dello stesso teatro. Si è detto perplesso sulla natura di alcune pièces (nella specie il rifacimento di “Esercitazione alla vita”). Inoltre, ha lamentato il trattamento riservato alla CNI nell’ambito di Fiume CEC 2020 e si è appellato all’UI per quanto riguarda la realizzazione dell’asilo italiano a Fiume. Su quest’ultimo punto, sono ritornati a battere Moreno Vrancich e Sandro Vrancich (Fiume), insistendo affinché vengano individuati in futuro i mezzi per realizzarlo. Corva ha risposto che Fiume rimane un progetto strategico dell’UI, come lo è la SMSI di Buie, ma non sarà di facile attuazione. In questa fase ci sono dei passaggi fondamentali da chiudere, ossia occorre portare a termine i sondaggi del terreno e la documentazione progettuale e quindi tornare a trattare con la Città per una sua partecipazione alle spese.
Pellizzer ha notato il disagio della CI di Fiume, dell’Edit, del Dramma Italiano e ha concluso che vanno difese quelle che sono le istituzioni storiche della CNI. Ha chiesto delucidazioni sull’estivo della CI di Rovigno, i cui mezzi anni fa sono stati dirottati come “prestito” a Cherso, poi non se n’è più discusso. Non ci sono soldi in stand by, ha precisato Corva. Gaetano Benčić (Torre) ha auspicato un’autovalutazione di ciò che si sta facendo, ossia la verifica delle finalità della programmazione, di ciò che ritorna indietro e di che cosa resterà. “Ho il timore che si sta polverizzando la nostra presenza – ha commentato –, che si facciano tante attività, ma non sufficientemente lingua e cultura italiane”.
Infine, Corva ha messo al corrente i consiglieri della prima multa inflitta alla CI di Zara per inadempienze nei confronti dell’erario croato. La Comunità non ha i mezzi per saldare il debito e ha chiesto un aiuto da parte dell’UI. Anton Bruneta ha esposto la difficile situazione in cui si trova la CI di Plostine, di cui si tornerà a discutere in un’altra occasione.
Chiusa la discussione, rinviando alcuni temi, la Giunta esecutiva ha incassato il sostegno dell’Assemblea: 38 “sì” e 7 astenuti. I consiglieri hanno voluto però un’integrazione alla delibera sull’attuazione del piano, che condiziona l’erogazione dei finanziamenti UI a tutte le istituzioni del mondo CNI alla predisposizione, da parte di queste ultime, dei bilanci consuntivi e dei preventivi approvati dagli organismi competenti. Perché non si ripetano più casi come quelli di Zara e Valle.
Ricordate le vittime delle foibe e l’esodo
La riunione di Buie si è aperta con un minuto di raccoglimento in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo degli istriani, fiumani e dalmati. Il presidente dell’Assemblea, Paolo Demarin ha voluto commemorare il Giorno del ricordo, e ha ringraziato tutte le Comunità degli Italiani, le istituzioni del territorio e i rappresentanti nei vari organismi che l’hanno fatto in concomitanza con il 10 febbraio. Il vicepresidente del Sabor e deputato della CNI, Furio Radin, ha inviato un messaggio in cui ha rilevato l’aumento dei fondi destinati alla CNI da parte dello Stato croato per il 2020, ossia del 21 per cento dei mezzi assicurati per il tramite del Consiglio delle minoranze nazionali e del 40 p.c. di quelli stanziati dall’Ufficio governativo per i diritti dell’uomo e delle minoranze nazionali. Radin ha citato il progetto della SMSI di Buie, e, esprimendo dispiacere per un’assenza dovuta agli impegni parlamentari (e sottolineando i benefici derivanti da una presenza attiva a Zagabria), ha concluso con il saluto “Viva noi italiani rimasti a casa nostra”.

In sala 50 consiglieri, un quorum significativo, visti i timori da Coronavirus, come ha osservato Demarin. Rispetto all’ordine del giorno, è stato aggiornato il punto riguardante le scuole. Un’altra riunione dell’Assemblea è prevista a breve, forse già fra circa un mese.
L’appello di Tremul: «Fare Comunità»
La presidente della Comunità degli Italiani di Buie, Eliana Barbo, ha dato il benvenuto e augurato che la seduta si svolga in maniera pacata e costruttiva. Il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, portando i saluti dell’On. Radin e del presidente dell’ANVGD, Renzo Codarin, ha fatto un intervento in cui si è soffermato su alcuni punti di attualità e di sfida per quella che vuole essere, ed è, una grande famiglia in cui si fanno scelte condivise, in cui vigono il rispetto reciproco e la collaborazione, in cui anche quando si sbaglia si cerca di “riprendere la giusta via”. “Siamo al centro di un’azione destabilizzante che mira a svuotare il ruolo e le competenze dell’Unione Italiana, frutto di fake news e disinformazioni”, ha detto in riferimento a un’interpellanza parlamentare a Roma che prendendo spunto dai casi di Valle e Zara punta il dito sulla gestione UI e sul destino delle sedi acquistate con i fondi dall’Italia. “Ci vogliono portare via gli immobili”, è stato il monito di Tremul. Una faccenda che comporterà una seria riflessione e scelte coraggiose. Il presidente ha rigettato con forza ogni accusa all’UI, puntualizzando che i conti dell’associazione sono corretti, trasparenti, certificati dai competenti organismi italiani, croati, sloveni, europei. “I problemi di Zara e Valle li risolveremo – ha detto –. Ma con queste azioni rischiamo la perdita della soggettività e dell’autonomia della Comunità Nazionale Italiana”, ha concluso.
Tremul ha accennato ad altre criticità, come il censimento della popolazione che si terrà nel 2021, e che in Croazia rileverà la nazionalità, quindi la questione delle frequenze di Radio Capodistria, la struttura del nuovo Consiglio d’amministrazione dell’Università Popolare di Trieste in cui non c’è posto né per i rappresentanti della CNI né per quelli degli esuli, gli scarsi contenuti italiani nel programma di Fiume Capitale europea della Cultura 2020.
Ma Tremul non ha citato soltanto le negatività. Ha ricordato che si sta risolvendo la trasmissione satellitare (via cavo) dei programmi italiani di Tv Capodistria, che è stata inoltrata la candidatura dell’Istroveneto a patrimonio culturale immateriale della Croazia, così com’è stato fatto in Slovenia… E poi, ci sono gli anniversari legati a Gian Rinaldo Carli, a Giuseppe Tartini, ai trent’anni della stessa UI, il bilinguismo, le scuole, l’imprenditoria, la riforma strutturale dell’Unione e il progetto Pirano Capitale europea della Cultura 2025, che andrebbe sostenuto. Tante sfide, dunque. Pertanto, dal presidente un sollecito a “fare sistema, a fare Comunità”, perché da questo dipenderà il nostro destino.

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