Con l’inizio del nuovo anno pedagogico, l’asilo d’infanzia “Paperino” di Parenzo, unica istituzione prescolare in lingua italiana nel Parentino, si prepara a una serie di novità e attività che promettono di arricchire l’esperienza educativa dei più piccoli. Abbiamo avuto il piacere di incontrare la direttrice, Lučana Pršurić Sirotić, alla sua guida dall’inizio dell’anno, che ha condiviso con noi la visione e la filosofia alla base del “Paperino”, svelandoci il suo funzionamento e le attività.
“Partendo dalla sede centrale di Parenzo, l’asilo ‘Paperino’ è dislocato a Maio Grando, Monspinoso, Varvari e Torre. Nell’anno pedagogico appena iniziato per adesso sono iscritti 137 bambini che soddisfano le condizioni. Ce ne sono altri in lista d’attesa, ma saranno iscritti ai gruppi nido non appena soddisferanno le condizioni richieste. Le adesioni sono aperte fino all’esaurimento dei posti disponibili, al più tardi fino al 31 marzo 2026. Per ora sono iscritti i nati fino al 31 agosto 2024”.
Il quadro educatrici rappresenta un aspetto fondamentale nel contesto della formazione e dell’educazione dei bambini. Come si presenta la situazione al “Paperino”?
“Per adesso stiamo bene e tutti i posti di lavoro delle educatrici sono coperti. Abbiamo, tra l’altro, delle educatrici che non hanno ancora terminato gli studi e stanno facendo il tirocinio; due a Torre, una a Varvari, una che inizierà il tirocinio a Parenzo, mentre una a Maio Grando l’ha appena concluso. Tra un anno ci sarà un’altra persona che sta portando a termine gli studi in lingua italiana a Pola. Tutte le nostre educatrici si esprimono bene in italiano”.

Foto: DENIS VISINTIN
Visitando il “Paperino”, si può notare che è frequentato da bambini di etnia diversa, non solo da connazionali.
“Noi siamo un’istituzione dell’etnia, ma anche di convivenza, poiché frequentata anche da bambini di altre lingue e culture: ucraini, albanesi, serbi, bosniaci, musulmani, quindi bambini diversi di lingua, cultura e religione. Questa è la nostra città, la nostra cultura: bisogna accettare tutti coloro che vivono qui e convivere insieme, trasmettendo a loro u po’ della nostra cultura”.
Che cosa offre il “Paperino”?
“Oltre all’usuale attività, offriamo tante escursioni grazie all’Unione Italiana, partecipiamo al ‘Girotondo dell’amicizia’ e ad altre iniziative. Offriamo anche tutto ciò che danno gli altri asili parentini: le Olimpiadi per gli asili, la pallamano negli asili, incontriamo i Vigili del fuoco, facciamo visita all’ambulatorio, al dentista, ecc.; un vasto programma d’attività”.
Condividete l’edificio con la Scuola elementare italiana “Bernardo Parentin”, per cui la collaborazione è d’obbligo. Avete anche attività comuni per i prescolari?
“Prima dell’inizio dell’anno pedagogico e scolastico, io e la preside della SEI, Ester Zarli, abbiamo concordato di avviare delle attività comuni che facilitino il passaggio dei bambini dall’asilo alla scuola. Adesso abbiamo in corso un’iniziativa in cui i prescolari si riuniscono in una stanza vicina alle aule scolastiche e sono a contatto diretto con gli alunni della scuola. Fanno conoscenza e si frequentano. Tra poco inizieranno delle letture comuni che saranno fatte anche ai bambini più piccoli. La nostra è una collaborazione eccellente e su base giornaliera”.
Le attrezzature didattiche rivestono un’importanza fondamentale nel processo d’apprendimento. Siete ben forniti in materia?
“Si, siamo messi molto bene. Ogni gruppo ha tutto ciò che gli serve, anche se si può fare sempre di più. La tv interattiva l’abbiamo in due gruppi, grazie all’Unione Italiana. Tutto il materiale didattico di cui disponiamo è un qualcosa in più e garantisce uno standard elevato dell’istituzione, mentre a molti asili manca forse l’essenziale. Noi offriamo tante belle cose, ogni bambino dall’inizio alla fine del percorso all’asilo riceve un libro attivo, dono dell’Unione Italiana. Nei 9 mesi in cui sono direttrice abbiamo avuto tre finanziamenti dall’Unione Italiana e se l’asilo non avesse questo supporto non potrebbe partecipare alle gite istruttive e acquistare le tv interattive o i libricini per i bambini. Io ho lavorato anche negli asili croati, ma di libri attivi per i bambini lì non ne ho visti. Posso dire che siamo un asilo all’avanguardia”.
Siete l’unica istituzione prescolare in lingua italiana nel Parentino, i vostri frequentanti da dove arrivano?
“Sono per lo più bambini di nazionalità italiana, che all’atto dell’iscrizione hanno la precedenza. Sono bambini del territorio cittadino di Parenzo, ma anche dei Comuni limitrofi. Se i genitori di nazionalità italiana che vivono in un altro Comune vogliono iscrivere qui i loro figli, hanno la precedenza rispetto a quelli di altre nazionalità”.
A Orsera sta prendendo piede l’idea di riaprire la sezione del “Paperino”, chiusa pochi anni fa.
“Se ce ne fosse il bisogno, siamo qui. Quando i miei figli frequentavano quest’asilo e la scuola, c’erano tanti bambini e alunni che venivano da Orsera. Forse oggi il problema più grande è che non basta una sezione d’asilo, poiché quasi tutti i bambini cominciano a frequentare l’asilo già al nido. Senza il nido o frequentando quello in lingua croata, il passaggio da questo al gruppo d’asilo in lingua italiana potrebbe comportare qualche problema”.
Orsera si sta muovendo in questa direzione, ma se lo facessero anche altre realtà, quale sarebbe la vostra posizione?
“Sono tutte cose di cui si dovrebbe parlare, lasciando sicuramente le porte aperte. Nei nostri piani c’è l’apertura di una sezione a Villanova di Parenzo, che potrebbe essere di riferimento anche per i Comuni vicini quali Visignano, Castellier – Santa Domenica e magari anche Visinada e sarebbe bellissimo. La sezione potrebbe essere interessante per i connazionali di questi Comuni, che non sono molto distanti, e accogliere anche i bambini provenienti da questi territori. A dire il vero, questa è un’idea del fondatore (la Città di Parenzo, nda)”.
Come vi sentite in questa sede di Rivetta, dove i parcheggi sono limitati e magari al mattino c’è qualche problema quando i genitori portano i loro figli all’asilo?
“Qui stiamo bene. Il problema di portare qui i bambini non esiste. Il problema del parcheggio è comunque diffuso ed eventualmente si sente di più al pomeriggio in caso di riunioni, come pure nel periodo della bassa stagione turistica quando il traffico s’intensifica”.
Lei ha assunto l’incarico subentrando alla pluriennale direttrice Nataša Musizza. Che cosa ci può dire i merito?
“Nataša veramente mi ha aiutato moltissimo, trasmettendomi tutto il suo sapere e la ringrazio tantissimo. Lei rimarrà un’icona del ‘Paperino’. Sicuramente è difficile subentrarle, però io le sono molto grata perché all’inizio era qui con me ogni giorno per aiutarmi e anche oggi se mi serve qualcosa lei è molto disponibile”.
Con l’entusiasmo di una nuova direzione, una proposta educativa che continuamente s’arricchisce ed educatrici ben preparate, indubbiamente il “Paperino” si appresta a vivere un anno pieno di scoperte, avventure, conoscenze ed esperienze.

Foto: DENIS VISINTIN
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.







































