Loron – Santa Marina. La storia riaffiora a strati

Continuano le ricerche archeologiche franco-croate

Una parte dei resti della villa romana a Santa Marina

L’area di Loron – Santa Marina (Abrega) è una delle maggiori superfici archeologiche del Parentino. Dal 1994 i due siti sono sottoposti a indagini archeologiche e nel progetto sono inclusi il Museo del territorio parentino, il Centro Camille Jullian dell’Università della Provenza di Marsiglia e l’École française di Roma. In questi giorni sta terminando la campagna archeologica di quest’anno. L’anno scorso era stato scoperto un oleificio di epoca romana e quest’anno i ricercatori hanno inteso approfondire le conoscenze. La campagna di scavi vede impegnati gli studiosi del Museo del territorio parentino Gaetano Benčić, Davor Munda, Klaudija Bartolić Sirotić e Vltava Muk, nonché Corinne Rousse, dell’Università marsigliese. Partecipano ai lavori anche le aziende specializzate “Kapitel” di Gimino e “Macuka” di San Pietro in Selve. Abbiamo colto gli studiosi intenti a esaminare con attenzione l’area in cui è venuto alla luce l’oleificio, nella speranza che anche quest’anno affiori qualcosa d’importante. A descriverci il sito e le aspettative sono stati Corinne Rousse e Gaetano Benčić.
Una villa straordinaria
“Questo scavo – così la studiosa francese – è frutto d’una bellissima collaborazione franco-croata, che unisce il Museo del territorio parentino con l’École française e con l’Università di Marsiglia. Quest’anno speriamo di capire meglio la pianta della villa, che si rivela abbastanza straordinaria, sia nelle sue dimensioni sia nella concezione dell’organizzazione interna, con ambienti di grandi dimensioni. Il complesso residenziale è rivolto verso il mare e lo scopriamo a poco a poco, ravvisando l’elevato stile di vita in questa villa senatoria e imperiale. La villa è terrazzata e attualmente lavoriamo al terrazzo superiore, legato per lo più a contenuti di servizio. Una parte è costituita da stanze per vari servizi e incarichi amministrativi, mentre l’altra comprende l’oleificio. L’insieme è diviso da un grande corridoio, un passaggio lastricato, con un’entrata che porta, come in tutte le ville romane, a un cortile porticato o a un peristilio, con due ali di stanze lussuose, in direzione del mare”.
Riportata alla luce una scalinata

La gradinata che porta al peristilio

“Quest’anno – aggiunge Gaetano Benčić – con i mezzi messi a disposizione dagli amici francesi, abbiamo deciso di verificare alcune situazioni intraviste lo scorso anno, soprattutto nella zona dell’ingresso della villa, che quest’anno si vede molto bene. È un ingresso monumentale, con una soglia affiancata da un canale, che proseguiva lungo tutta la parte est della villa o per lo meno una sua metà. Il grande corridoio d’accesso era tutto lastricato e scendeva verso il cuore della villa: il peristilio, affiancato da due ali residenziali. Quest’anno è stata portata alla luce una scalinata monumentale che porta al peristilio, con un grande canale di scolo che dalla parte alta della struttura, quella di servizio, scende verso la zona residenziale. Tutto ciò che si vede appartiene all’impianto primitivo della villa, risalente al I secolo, adoperato intensamente fino al secolo successivo. Non sappiamo che cosa sia successo nella seconda metà del secondo e nel terzo secolo, ma nel quarto c’è stata indubbiamente un’attività di spoliazione, per cui la villa non ha più funzionato come prima, generando una situazione di abbandono.

Murature del terrazzo superiore

Non abbiamo una sua ricostruzione del IV secolo, ma questa è una villa senatoria, probabilmente voluta dal senatore e console Sisenna Statilio Tauro, che poi è diventata imperiale: la sua prima fase è questa che vediamo, il che vuol dire che è stata pensata, progettata e costruita al tempo del primo proprietario e non è stata soggetta a grandi rifacimenti successivi. Nella zona in cui l’anno scorso è stato scoperto l’oleificio, stiamo compiendo delle verifiche, sperando di trovare la cella olearia, che ancora non è emersa. Sono però venuti alla luce degli importanti strati tardo-antichi, databili al III – VI secolo”. La villa custodisce quindi ancora tanti segreti, di cui quanto svelato finora non è che un piccolo tassello.

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