L’orologio: un mediatore tra genti e culture

Nuova esperienza del sodalizio locale con Pesariis e con l’Associazione «Amici dell’Orologeria Pesarina Giovanni Battista e Remigio Solari – APS»

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L’orologio: un mediatore tra genti e culture
Il Museo dell’orologeria a Pesariis. Foto: DENIS VISINTIN

S’intitola “Pesariis – Europa… l’orologio, mediatore fra genti e culture. La sincronizzazione del tempo e l’ingegneria di precisione” il nuovo progetto di ricerca della cui Rete di partenariato fa parte la Comunità degli Italiani di Parenzo, con il sostegno finanziario della Regione Friuli Venezia Giulia. La Rete è composta dall’Associazione “Amici dell’Orologeria pesarina Giovanni Battista e Remigio Solari – APS”, dal Comune di Prato Carnico (Museo dell’Orologeria di Pesariis) capofila del progetto e, accanto al sodalizio parentino, vede come partner il Museo Carnico delle Arti popolari “Michele Gortani”, il Museo etnografico del Friuli di Udine, il Museo del Goriziano – Goriški muzej Kromberk di Nova Gorica, la Comunità di montagna della Carnia, l’Associazione carnica “Amici dei Musei e dell’Arte”, l’Università degli Studi di Trieste, la Fondazione Palazzo Coronini Cronberg e il Circolo culturale fotografico carnico.

Il progetto prende spunto dalla ricerca intitolata “L’eredità degli ultimi Orologiai della Carnia, fra cultura e innovazione”, realizzata nel 2020-2021 dall’Associazione “Amici dell’Orologeria pesarina Giovanni Battista e Remigio Solari – APS”, valorizzando lo sviluppo industriale della produzione orologiaia della Valle Pesarina, unico nel suo genere in Italia e in Europa, legato allo sviluppo industriale delle produzioni di orologeria che dalla fase proto-industriale d’inizio ‘900, con la geniale evoluzione dell’orologio a scatti, imboccò un percorso d’innovazione tecnica e di successo commerciale capaci di porre per decenni l’FVG ai vertici mondiali del settore.

La sede della CI di Parenzo.
Foto: ERIKA BARNABA

Lo studio delle origini
Come si legge nei materiali illustrativi del nuovo progetto, questo è indirizzato verso due ambiti di ricerca: l’origine antica dell’Orologeria pesarina, frutto delle interazioni con l’Oltralpe e la sinergia produttiva con le Ferrovie dello Stato nella fase susseguente alla “sincronizzazione” del tempo. Ci s’interrogherà sulla nascita del commerciante-imprenditore in terre di confine e su come tale patrimonio culturale, a partire dalla Carnia e dal Goriziano, sia stato valorizzato in modi diversi nel corso della storia dell’orologeria e della vocazione commerciale di Pesariis quale tappa sull’antica via di San Candido, che all’epoca dei Patriarchi collegava il Friuli all’Oltralpe.
Fin da 1367 a Pesariis funzionava la Casa della Pesa, da cui il borgo ha preso il nome, centro della funzione politica e commerciale della Valle Pesarina. Si porrà in luce la figura dei “Cramars”, protagonisti di quell’osmosi di saperi e di proattività basata sull’interrelazione con le regioni alpine di lingua tedesca e con l’Istria, che improntò la multiattività carnica dal ‘400 all’800, creando valore, genialità artigianale, crescita sociale e favorendo la successiva fase di decollo industriale. Si esaminerà la transizione di Pesariis dall’orologeria meccanica, punto di forza per gli impianti da torre, a quella elettrica, che trasforma il “tempo” regolatore dei ritmi di vita delle comunità locali nel “tempo preciso standardizzato”, regolatore della vita nazionale italiana nel quadro dell’unificazione, resa necessaria dallo sviluppo dei nuovi mezzi di comunicazione, ferrovie e telegrafo e del progetto di sincronizzazione delle Ferrovie dello Stato, che scelsero, a tale scopo, intorno al 1930, la Fratelli Solari di Pesariis, contribuendo a quel cambio culturale della società italiana in cui lo sviluppo delle conoscenze e dei prodotti diviene parte di un processo europeo. L’indagine terrà conto dei mutamenti sociopolitici della geografia europea che, influendo su migrazioni, relazioni interregionali e rotte commerciali, incisero sulla formazione e lo sviluppo delle conoscenze tecniche.

Il meccanismo dell’orologio Solari di Parenzo.
Foto: FRANCO ROTA

Elaborati storico-etnografici
La ricerca sarà affidata a due giovani laureandi dell’Università degli studi di Trieste con apporti di studiosi dell’Associazione “Amici dell’Orologeria Pesarina Giovanni Battista e Remigio Solari – APS” e di altri esperti su temi specifici, con il coordinamento dei responsabili scientifici dell’Associazione, Stefano Solari e Alceo Solari. Si produrranno due elaborati storico-etnografici dal titolo “La funzione delle terre di passaggio nello sviluppo della vocazione commerciale e artigianale. La figura del mercante-imprenditore e la cultura dell’itineranza” e “La sincronizzazione del tempo, presupposto per le reti di comunicazione. Ruolo dell’industria pesarina a supporto delle Ferrovie italiane”. Si organizzeranno dei laboratori, si produrrà un filmato sulla Centrale Oraria della stazione di Santa Lucia a Venezia e sull’Orologio Registratore e si progetterà e rappresenterà in 3D il “Pendolo di Riefler” a scopo didattico-divulgativo.
Tutti i materiali prodotti saranno presentati ed esposti in due convegni e in varie pubblicazioni. In Rete saranno messi a disposizione dei partner, con la possibilità di utilizzo divulgativo e didattico nei rispettivi ambiti, nonché in occasione di manifestazioni esterne a sfondo scientifico-divulgativo. Il materiale documentario contenente un approfondimento sugli antichi mestieri legati alla meccanica di precisione per l’orologeria nell’area transfrontaliera di Gorizia – Nova Gorica sarà reso disponibile a vari interlocutori istituzionali, in vista degli eventi di GO!2025, discusso in un seminario per docenti, pubblicato sul canale YouTube di AOP e messo a disposizione delle emittenti televisive regionali interessate alla sua diffusione.
Per la Comunità degli Italiani di Parenzo si tratta di una nuova esperienza con Pesariis e con l’Associazione “Amici dell’Orologeria Pesarina Giovanni Battista e Remigio Solari – APS”, dopo la realizzazione del progetto “Il tempo della Serenissima. Gli orologi da torre nell’area istroveneta”, di cui è in corso la seconda fase, che vede il sodalizio parentino capofila e “La Valle del Tempo. Arte e cultura”, messo a punto dal Comune di Prato Carnico e le escursioni organizzate a Pesariis e a Parenzo.

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