Presenza sul territorio e potere di aggregazione queste le caratteristiche principali della cosiddette “piccole” Comunità degli Italiani, che così piccole in realtà non sono. Gemme preziose in abitati in cui rappresentano l’unica istituzione in lingua italiana e molto spesso svolgono il ruolo di punto di riferimento culturale per l’intera cittadinanza. È il caso dei sodalizi di Castelvenere e Momiano, due delle quattro compagini Cni del Buiese, le cui attività attirano e uniscono la maggior parte dei residenti.

“Spesso le Comunità minori sono profondamente radicate nel tessuto sociale del territorio e hanno la capacità di tenere uniti i compaesani – ha ribadito la console generale d’Italia a Fiume, Iva Palmieri, nel corso della due giorni in Istria -. Mi piace incontrare la gente che fa parte di queste realtà e capire come le persone trovino soluzioni a problemi, apparentemente banali, che attanagliano i sodalizi. Stiamo parlando di centri di promozione culturale accessibili a tutti”.
A Castelvenere la diplomatica è stata accolta dalla presidente Tamara Tomasich, affiancata dalla sua vice Marvi Kernek, assieme a Roberta Rihter, membro della presidenza della CI e da Loredana Novak e Ivana Brčić, entrambe attive nell’Assemblea del sodalizio. Agli incontri erano presenti pure il presidente dell’UI, Muarizio Tremul, la viceconsole onoraria d’Italia a Buie, Giuseppina Rajko e la vicesindaca di Buie in quota Cni, Michela Altin.

Forte presenza femminile
Il Buiese è uno dei territori in cui la presenza della minoranza italiana è forte, lo si nota dall’istroveneto parlato nelle strade dai bambini e anche dal fatto che nei centri periferici la maggioranza della popolazione è attiva nelle Comunità, come appunto a Castelvenere e a Momiano. “Abbiamo instaurato una collaborazione con le altre CI del territorio, in modo da non accavallarci e offrire attività varie, non puntiamo all’esclusività, i nostri attivisti frequentano anche altri sodalizi, ma alla qualità, specializzandoci ognuno in determinate discipline”, ha sottolineato la presidente Tomasich.
Un altro aspetto comune è la forte presenza femminile, evidenziata dalla stessa console Palmieri. “Le donne sanno come far funzionare le cose, hanno una maggiore capacità di relazionarsi con gli altri e con persone diverse – ha commentato la diplomatica durante la sua tappa a Momiano -. Inoltre, sono in grado di trovare il tempo per fare tutto, nonostante i molti impegni e i risultati che ottengono sono incredibili”. A Momiano, infatti (come d’altronde anche a Castelvenere) Palmieri è stata accolta da sole donne: la presidente del sodalizio Arianna Brajko Gall e la sua vice Elda Sinković.

Sono stati veri i temi trattati nel corso dei due incontri, dalla presentazione delle sedi e delle molte attività che vi si svolgono, fino a problemi legati al mondo della scuola, come ad esempio gli esami di maturità, in particolare il fatto che gli alunni delle scuola in lingua italiana devono sostenere sia l’esame di lingua italiana, sia quello di lingua croata. Cenni storici, attività, grande lavoro di volontariato, continuità, ricambio generazionale, cooperazione, tutela della memoria e dell’identità, valorizzazione delle eccellenze del territorio sono solo alcuni degli argomenti di cui la console ha discusso con le rappresentanti delle Comunità. Una mattinata densa e proficua per dimostrare l’importanza che la madre patria riserva ai connazionali presenti in Istria. “L’Italia ha sempre creduto nel lavoro che gli italiani svolgono qui, era presente nel passato e vuole esserlo anche oggi, la mia presenza qui è un segnale di vicinanza a questa realtà che è unica a livello mondiale”, ha concluso la console Palmieri.

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