L’Istria entra a far parte della rete RegHub 2.0

L’associazione di enti regionali e locali di tutta l’UE, fondata nel 2018, conta un centinaio di affiliati

L’Istria è entrata nella rete RegHub 2.0 del Comitato europeo, una posizione che le consentirà di esercitare un’influenza più marcata nei meccanismi di controllo dei procedimenti legislativi dell’Unione europea. Il merito è del presidente dell’Assemblea regionale Valter Drandić, membro del Comitato delle Regioni, che si è fatto ambasciatore della candidatura istriana. Che cos’è esattamente questo “RegHub 2.0” del Comitato europeo (CER)? Si tratta essenzialmente di un’associazione di enti regionali e locali di tutta l’UE, che vuole essere una “rete di punti di contatto subnazionali” (regional hubs). È stata creata nel 2018 come progetto pilota con la funzione di raccogliere le varie esperienze degli enti locali sul grado d’attuazione delle politiche UE. La natura degli enti locali e regionali non è un limite o una condizione per aderire. Possono farne parte sia città o gruppi di città minori, ma anche enti territoriali densamente popolati come i dipartimenti francesi, i Land tedeschi, le province o le città metropolitane, le contee, e persino le stesse euroregioni che travalicano i confini nazionali dei singoli Paesi d’appartenenza. In sostanza ogni “hub” è un punto di contatto, un nodo della rete, con la quale è destinato a collaborare per valutare i risultati e i conseguimenti dei processi legislativi dell’UE per cui dovrebbe essere una “misura concreta a garanzia dei principi di sussidiarietà e proporzionalità” dei meccanismi decisionali europei. Oggi gli enti coinvolti sono un centinaio (al lancio del progetto, nel 2018, erano sotanto 36).
La candidatura istriana è stata il “frutto di un’esperienza pluriennale dell’amministrazione regionale nella promozione dei principi di sussidiarietà, stato di diritto, democratizzazione, decentramento, cooperazione transfrontaliera, interregionale e sovranazionale, nonché tutela dei diritti minoritari, convivenza, multiculturalità e multietnicità quali elementi integranti dell’identità istriana e quali valori civili globalmente condivisi, ma anche il frutto dell’esperienza individuale dei rappresentanti della Regione Istriana nell’attuazione delle politiche del Comitato europeo delle Regioni”. Gli interessi del CER sono di norma tutti transnazionali: si parla di forniture integrate, inquinamento atmosferico, politiche sanitarie, politiche agricole nonché incentivi nazionali ed europei.

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