Non è un miraggio ma un’ambizione fattibile e che sta per diventare realtà. Non basta accontentarsi di sole parole che attestino la necessità di perpetuare una presenza e una tradizione italiana plurisecolare, ma di dare forma concreta a degli spazi che conservino il patrimonio linguisito-culturale e lo rendano accessibile e connesso alle generazioni future. Gallesano, che con il supporto entusiastico dell’Unione Italiana sa come conferire memoria perenne al proprio patrimonio locale, si prepara per dare i natali al Centro interpretativo, un piccolo progetto di valorizzazione della propria parlata istriota, patrimonio immateriale dell’Unesco. Lo farà attingendo dagli usi ancora viventi, dalle testimonianze orali, dai modi di dire, dai racconti locali e poesie, dai canti popolari con la partecipazione attiva della propria comunità italiana. L’importante è che i tanti esigenti passi iniziali siano stati compiuti, fino ad aver ottenuto la sistemazione logisitca necessaria ad istituire un giorno un centro adatto ad offrire una visione immersiva, nella Gallesano più storica ed autentica, vitale e degna di apprezzamento. Le voci istriote di paese troveranno collocazione al civico 52 di via Michele Della Vedova, entro il casolare tipico dell’abitato, sicuramente zeppo di immaginabili ricordi e di passato gallesanese.
Un investimento nel tempo
L’Unione Italiana ha acquistato questa struttura (per un investimento di 50mila euro) da consegnare in utilizzo a chi è oltremodo meritevole: la Comunità degli Italiani Armando Capolicchio, custode instancabile degli usi e costumi, che la rendono unica e inimitabile. É in questa casa che troveranno sistemazione lingua, storie e cultura della gente autoctona, mentre la presidente della CI, Debora Moscarda Demarin lascia anticipare che anche l’antico mobilio rilevato nell’iterno, tornerà utile a completamento della medesima opera di valorizzazione. Ci sono in tutto 80 metri quadrati di superificie sfruttabile distribuita in verticale quale tipica configurazione architettonica di paese, tra pianterreno (già cucina e salottino), primo piano (camerini) e due vani soffitto. Stando alle prime valutazioni, la casa gallesanese versa in buono stato, pur essendo necessaria l’opera di recupero e adattamento, che stando alle previsioni potrebbe iniziare nel 2026. Intanto, l’impegno dell’Unione, è già accompagnato dall’entusiasmo tipico di questo collettivo locale. I gallesanesi, nel corso del mese di novembre, hanno rimboccato le maniche da volontari per mettere in ordine il loro futuro museo dialettale-culturale. Niente è fatica quando si sa che le pratiche inerenti alla documentazione progettistica, necessaria a procedere con la riqualifica, sono giunte ormai a buon punto.
“Il progetto – ha detto Debora Moscarda – rappresenta un’iniziativa di elevata rilevanza, volta a integrare e valorizzare elementi fondanti della nostra identità e a contribuire in modo significativo all’arricchimento del patrimonio culturale della CNI. Esprimiamo il nostro più sentito ringraziamento all’UI per la fiducia accordata e per la visione lungimirante, trattandosi di un investimento culturale destinato a perdurare nel tempo”. Ivi inclusa la riconoscenza anche per il sostengo dato dall’’Ufficio governativo per i diritti dell’uomo e delle minoranze nazionali.

La generosità dei gallesanesi
Con l’Unione, intanto ci si dà forza, anche perché c’è stata la visita del presidente della Giunta esecutiva, Marin Corva, per una passeggiata all’interno della struttura eletta a diventare custode dell’idioma locale, archivio linguisitico e luogo di identità culturale viva. Vi hanno partecipato anche Debora Moscarda Demarin, in compagnia della sua vice, Diriana Delcaro Hrelja, e del presidente dell’Esecutivo comunitario, Pietro Demori. É in quest’occasione che Marin Corva, ha voluto soffermarsi sull’importanza del progetto:
“Accolgo con grande entusiasmo l’avvio di questa iniziativa, che rappresenta un passo significativo per la valorizzazione del nostro patrimonio e per il rafforzamento del ruolo dell’Unione Italiana sul territorio. Siamo prossimi all’inizio dei primi interventi necessari alla messa in sicurezza dell’immobile, un passaggio fondamentale che ci consentirà di procedere alle successive fasi organizzative. Desidero esprimere la mia più sincera riconoscenza alla CI di Gallesano, che ha dimostrato un ammirevole spirito di collaborazione. Un ringraziamento particolare va a Debora Moscarda Demarin, a Diriana Delcaro Hrelja e a Pietro Demori, il cui contributo personale è stato prezioso e costante. Alla loro disponibilità si unisce quella dei tanti gallesanesi che, con grande generosità, hanno dedicato il proprio tempo libero alla pulizia dell’immobile, rendendo possibile l’avvio dei lavori di ristrutturazione. A tutti loro va il mio più profondo apprezzamento”.
Memoria, ricerca e diffusione
Diriana Delcaro Hrelja ha aggiunto: “Siamo lieti di constatare i progressi già compiuti e di poter condividere con l’UI una visione chiara per questo spazio, che sarà dedicato alla memoria, alla ricerca e alla diffusione della nostra identità. È un investimento culturale che darà nuova vitalità a Gallesano. Sarà un punto di riferimento per la comunità locale e di incontro per tutti coloro che desiderano conoscere più da vicino la nostra eredità. Ringrazio Paolo Demarin che, nel 2022 – quando l’idea del Centro Interpretativo sembrava soltanto un progetto lontano – ci ha spronati ad avviare le prime iniziative. Continueremo a lavorare con impegno affinché il progetto proceda secondo i tempi previsti.”. Onorato anche Demori “che l’UI abbia accettato il nostro progetto, attraverso il quale arricchiremo ulteriormente le nostre attività e avvicineremo ancora di più le nostre tradizioni alle generazioni più giovani”.
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