«L’archivio di zia Marietta». Una chiave per recuperare la nostra memoria storica

Il volume di Cesira Batini e Stefano Ghezzani contribuisce al recupero della memoria del luogo

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«L’archivio di zia Marietta». Una chiave per recuperare la nostra memoria storica
Salotto dell’incontro il Teatrino della CI. Foto: CI ALBONA

Un vero e proprio tuffo nella storia della città di Albona. Daniela Mohorović, presidente della locale Comunità degli Italiani “Giuseppina Martinuzzi”, ha descritto così il volume “L’archivio di zia Marietta” di Cesira Batini e Stefano Ghezzani; quest’ultimo ha contribuito al libro con i suoi dipinti ispirati ad alcuni dei principali eventi e personaggi storici di Albona, usati come illustrazioni, assieme alle riproduzioni di alcuni documenti e immagini dell’archivio. La pubblicazione è stata presentata di recente nel Teatrino del sodalizio albonese, con la partecipazione dei due autori e dei dirigenti della CI. Ha moderato l’incontro Daniela Mohorović, mentre il professor Tullio Vorano, presidente della Giunta esecutiva del sodalizio, ha illustrato le parti più importanti dell’opera.

Presente alla serata pure Jessica Acquavita, vicepresidente della Regione istriana in quota CNI, secondo la quale il libro è un’iniziativa molto valida “perché contribuisce al recupero della nostra memoria, della memoria storica di questi luoghi, che hanno avuto un percorso storico molto complicato e anche tragico. Incontri come questo dimostrano, in un certo senso, che c’è veramente ancora quella collaborazione tra gli istriani che sono rimasti e gli istriani che hanno dovuto lasciare questi luoghi per uno o per l’altro motivo”.
Presenti pure numerosi discendenti delle famiglie Luciani, Millevoi e Depangher Manzini, di cui si parla nel volume di Cesira Batini, ossia “degli undici cugini, nipoti di Francesco Millevoi e di Paolina Depangher Manzini, nati tra il 1919 e il 1932”, di cui zia Marietta era prozia e a nome dei quali Cesira Batini ha presentato l’archivio in parola. Tra i discendenti presenti pure Giulia Millevoi, presidente della Società operaia di mutuo soccorso “Onorato Zustovich” con sede a Trieste. Si è avuto pure un intervento di Anna Maria di Pascale, autrice della prefazione, mentre alla fine della serata a tutti i presenti sono state regalate copie del libro, con una dedica dell’autrice.

Daniela Mohorović e Cesira Batini.
Foto: CI ALBONA

Dal 1860 al 1945
Cesira Batini è nata a Carpano nel 1932, anno in cui suo padre, Augusto Batini, ingegnere minerario, ricopriva presso le miniere “Arsa” la carica di direttore del sottosuolo, prima di diventare nel 1936 direttore generale in seno alla stessa azienda; funzione ricoperta fino al 1939. Nel suo libro, Cesira Batini racconta la storia di Albona dal 1860 al 1945, anno in cui zia Marietta, ovvero l’esule Marietta Millevoi, all’età di 84 anni, lasciò Albona come “l’ultima della famiglia Millevoi, tutti albonesi (…) trasportando con sé tutto quello che si poteva caricare, lei compresa, su di un camioncino diretto a Trieste; non dimenticò i documenti di famiglia che aveva lei stessa accumulato e salvato durante lunghi anni”.
Come scrive Cesira Batini, “la più piccola degli ‘undici’, Marietta Millevoi non si fermò a Trieste, ma andò in un borgo di Toscana, San Giovanni alla Vena, situato ai piedi del monte pisano”. “Zia Marietta poi morì a Firenze, dove fu ricoverata e dove si era trasferita la famiglia Batini, ma i suoi resti in seguito ritornarono al cimitero del paese nella cappella dei Batini”.

Cesira Batini e Stefano Ghezzani con Daniela Mohorović, Giulia Millevoi e Jessica Acquavita.
Foto: CI ALBONA

Uno scrigno di documenti
Nell’opera non mancano riferimenti agli Uscocchi, alla grande Giuseppina Martinuzzi (1844-1925), insegnante, letterata e socialista; a Tomaso Luciani (1818-1894), storico e politico albonese, come pure allo sciopero dei minatori del 1921 passato alla storia come “Repubblica di Albona” e conosciuto come prima rivolta antifascista su queste terre.
Le opere di Ghezzani, ispirate a questi personaggi ed eventi storici, sono state regalate dall’autore al sodalizio di Albona e sono state presentate in una mostra allestita nell’atrio della sede comunitaria.
Quello di zia Marietta è, come dice l’autrice del volume, un archivio eclettico. Comprende documenti di tutto quello che succedeva ad Albona durante gli 80 anni che precedettero l’esodo: lettere, cartoline, fotografie, annunci di ogni sorta degli avvenimenti successi a parenti, amici e conoscenti; prose, poesie, carteggi degli albonesi, giornali e ritagli di giornali… Della ricostruzione cronologica dei documenti si occupò la nipote Giulia, la quale tentò una classificazione per unità familiari.

La copertina del volume.
Foto: CI ALBONA

Un dramma da comprendere
“Il tutto fu ripreso dalla generazione successiva parecchi anni dopo la morte di Giulia. Questa generazione è la nostra, più longeva, che poco aveva vissuto ad Albona e ancora meno aveva capito il senso dell’esodo, evocato dai vecchi come dramma innominabile, ingiustizia inspiegabile e nello stesso tempo magari come vergogna. Insomma, abbiamo trovato nei documenti preziosamente conservati un inizio di comprensione di quella che è la nostra storia”, scrive l’autrice del libro.
Cesira Batini è ricercatrice in neuroscienze, vissuta durante l’infanzia ad Albona. Ha compiuto gli studi secondari e superiori in Toscana, mentre ha svolto la sua attività scientifica e di insegnamento nelle Università e istituti di ricerca di Pisa, Parigi, Los Angeles, Tokyo e Firenze. Stefano Ghezzani, nato in Toscana, ha frequentato la prestigiosa Scuola di restauro di Firenze, diventando esperto nelle tecniche del restauro di affreschi e dipinti in genere. Il libro è stato pubblicato da “Il Campano”, con il patrocinio del Comune di Vicopisano e con il sostegno dell’Unione Italiana e della CI di Albona.

Salotto dell’incontro il Teatrino della CI.
Foto: CI ALBONA

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