La Protezione civile istriana invita a limitare gli spostamenti

A causa della situazione epidemica sfavorevole, il Comando regionale suggerisce di non mettersi in viaggio se non in casi di stretto bisogno

Dino Kozlevac, capo del Comando regionale della Protezione civile

Lontani dai grandi numeri registrati in altre aree della Croazia, ma comunque con un balzo consistente: la situazione in penisola richiede un’ulteriore levata di scudi per bloccare l’avanzata del SARS-CoV-2. Un po’ come il MOSE che blocca l’acqua alta a Venezia, insomma.
Il Comando regionale della Protezione civile ha preso atto della situazione, un po’ scricchiolante, e ha inteso rivolgere un appello alla cittadinanza e sottolineare alcune linee guida da adottare in risposta alla condizione creatasi. Ricordiamo, i nuovi contagi sono stati 17 nelle ultime 24 ore. Nemo propheta. Non solo in patria: proprio in nessun luogo, trattandosi di un virus che sta mettendo in croce pure gli specialisti per il suo comportamento anomalo.

Per la situazione epidemica sfavorevole, la Pc suggerisce e invita i cittadini a non mettersi in viaggio se non in casi di stretto bisogno. E anche così, adottando tutte le misure di protezione. Al rientro dal viaggio, nel caso dovessero manifestarsi sintomi o anche avendo il solo sospetto di un possibile contagio, rivolgersi immediatamente al servizio sanitario.

Sono molti gli studenti che frequentano i corsi in Università al di fuori della Regione istriana e che ora, avendo gli Atenei introdotto le lezioni da remoto, torneranno a casa. Anche in questo caso, ai primi sintomi o al primo sospetto, bisognerà rivolgersi al medico, evitare i mezzi di trasporto pubblici e soprattutto assembramenti. L’invito-raccomandazione agli studenti è sempre quello di usare la massima cautela, durante il viaggio, nei contatti, con l’uso delle mascherine e via di seguito.
Il Comando regionale della Protezione civile invia un appello anche ai dipendenti del servizi pubblici, personale sanitario in primo luogo in quanto elemento principale nel sistema di contrasto del Covid-19 a mantenere un comportamento corretto e responsabile anche al di fuori dell’orario e dell’ambiente di lavoro, a evitare contatti a rischio e assembramenti (indistintamente dal motivo): farlo servirà a evitare che il virus entri nei sistemi che devono funzionare, al servizio di tutti.

Nulla da aggiungere, se non un personale invito, non solo all’osservanza delle misure e delle raccomandazioni, ma anche ad armarsi di pazienza. Raramente il risultato è nel breve termine. I supereroi non sono quelli che tentano di buttare giù il muro con la testa, ma quelli che, una volta individuato l’ostacolo, lo sanno superare con intelligenza. Facciamo così, per tutelare sé stessi, ma soprattutto chi ci sta intorno, spesso più fragile di noi e che ha bisogno del nostro buon senso. Ce la faremo.

Gente altamente responsabile
“Per ora da noi il virus non è in, diciamo, libera circolazione e i nostri epidemiologi stanno facendo un lavoro semplicemente perfetto, quindi la situazione non è allarmante – dice Dino Kozlevac, a capo del Comando regionale della Protezione civile –. Lungi da me l’idea di confronto con altre città. In Istria la gente è altamente responsabile; abbiamo avuto, nel corso della stagione, oltre 2 milioni di turisti e nemmeno una situazione di crisi. Sono certo che continueremo ad essere massimamente responsabili. In effetti, il nostro problema è quello dei casi importati e allora gli spazi di manovra per un comportamento ancora più responsabile sono maggiori”.
Lockdown. Si era detto, tempo addietro, e rimandiamo al Comando nazionale della PC, che non se ne parla nemmeno di mettere lucchetti alla vita quotidiana, ma i numeri erano ridotti.

Avanti senza lockdown
“Non penso al lockdown – sempre Kozlevac –. Ma del resto nemmeno in Croazia la situazione è poi così terribile. In Istria siamo pronti e preparati a una situazione ben peggiore. Per ora abbiamo 3 persone ricoverate; gli altri contagiati si curano a casa. Cominciamo con l’appello a non muoversi troppo per viaggi a meno che non sia estremamente necessario; vedremo le risposte. Alcuni avvenimenti per i quali avevamo dato il via libera sono stati annullati. Lo hanno fatto gli organizzatori spontaneamente, quindi in quanto a responsabilità, davvero, nulla da eccepire”.
Cautamente ottimista, Kozlevac, nel prevedere che i numeri non dovrebbero lievitare, anche per il fatto che non c’è trasmissione orizzontale. Andremo avanti così, senza lockdown, senza ‘coprifuoco’”. Bisogna che tutti diano un contributo.”

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