La nave di Zambrattia star del mondo antico

UMAGO | La storia di Zambrattia e della sua nave antica continua a interessare esperti e pubblico grazie anche alle mostre che vengono organizzate un po’ in tutta la Croazia da Ida Koncani Uhač del Museo archeologico dell’Istria. Questa sera la mostra sarà inaugurata a Zara, al Museo archeologico locale e la curiosità degli interessati è davvero tanta.
La nave, infatti, è costruita senza chiodi perché le tavole sono state assemblate soltanto con del cordame di fortuna. Ora si trova a due metri di profondità in un’area protetta di fronte a Zambrattia: una zona archeologica estremamente interessante che continua a stupire, proprio come la penisola di Sipar. Ciò che rimane della nave più antica mai scoperta nell’Adriatico, risalente addirittura a 3mila anni fa e forse costruita dagli Histri, giace non lontano dal relitto della nave greca piena di antiche anfore, scoperto qualche anno fa al largo della penisola di Sipar.
I resti delle due navi distano appena poche centinaia di metri l’una dall’altra. Analisi molto approfondite da parte dell’istituto “Beta Analitic” di Miami (Stati Uniti) e “Ruđer Bošković” di Zagabria hanno confermato che la nave risale tra il 1264 e il 930 a. C., dunque a 3mila anni fa.
Nelle immediate vicinanze si trova, inoltre, un villaggio di palaffitte molto importante e ancora in fase di ricerca.
Per le analisi è stato usato il metodo del carbonio 14, ossia un sistema di datazione radiometrica ideato e messo a punto dal chimico statunitense Willard Frank Libby, basato sulla misura delle abbondanze relative degli isotopi del carbonio, che permette di datare materiali di origine organica (ossa, legno, fibre tessili, semi). Si tratta di una datazione assoluta, vale a dire in anni calendariali, ed è utilizzabile per materiali di età compresa tra i 50mila e i 100 anni. Per questo motivo la sua principale utilizzazione è in archeologia, per datare i reperti costituiti da materia organica, quindi contenenti atomi di carbonio.
Nel caso della nave di Zambrattia, le assi e le travi dello scafo del vascello erano tenute insieme da corde e, pertanto, la sua costruzione risale senz’altro a prima dell’età dei metalli. Le navi usate a quei tempi erano piuttosto larghe, di forma arrotondata, adatte a trasportare merci di ogni genere e le varie parti dello scafo di legno venivano tenute insieme da perni di legno e corda. Per l‘impermeabilizzazione e il riempimento degli intersizi venivano usate la stoppa e la pece. L’esemplare scoperto, dunque, insieme a pochi altri relitti simili rinvenuti nel Mediterraneo, potrebbe essere uno dei pochi esempi rappresentativi di una tecnica di costruzione utilizzata in un’epoca così antica e andrà ad arricchire senz’ombra di dubbio il quadro delle conoscenze sulle relazioni commerciali di un tempo in Istria e nell’Alto Adriatico.
Le mostre sulla nave di Zambrattia suscitano sempre un grande interesse perché parlano di un mondo lontano e al contempo vicino, dove l’acheologia ha restituito alla storia un sito, come quello di Zambrattia, di eccezionale importanza.

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