L’amore per la musica e una lunghissima tradizione corale sono stati il filo conduttore delle due serate che hanno accolto una delegazione della Comunità degli Italiani del Montenegro in visita alle cittadine di Umago e Buie. Momenti di scambio e d’incontro volti a conoscere realtà diverse, accomunate però dall’appartenenza alla cultura italiana.
A fare tappa in Istria sono stati la klapa femminile “Bellezza” di Tivat e il coro del Centro culturale “Nikola Đurković” di Cattaro. Una visita breve che purtroppo non ha permesso agli ospiti di conoscere appieno le località in cui si sono soffermati, in quanto queste terre hanno molto da offrire e raccontare.
Il primo appuntamento è stato presso la CI “Fulvio Tomizza” di Umago, dove ad accogliere la delegazione è stata la presidente Floriana Bassanese Radin, la quale ha ripercorso la storia del sodalizio e le sue attività, volte a tutelare e divulgare la cultura italiana. Ad arricchire ulteriormente la serata è stato il coro misto della CI, una delle compagini più longeve del sodalizio, guidato dal dirigente Walter Lo Nigro.
Nelle due serate il coro del Centro culturale “Nikola Đurković” ha eseguito un mix di canzoni italiane e montenegrine tipiche delle Bocche di Cattaro, dimostrando tutta la sua bravura e la preparazione musicale, sotto la guida dalle professoresse Dušica Ćetković e Ljiljana Dončić.
Il coro è stato fondato nel 2018 su iniziativa della direzione di questa istituzione, con l’intento di rinnovare la tradizione del canto corale, che come forma organizzata della vita musicale di Cattaro esisteva già nel XIX secolo. Con i suoi venticinque membri, il gruppo ha partecipa attivamente agli eventi culturali della Città di Cattaro. Il repertorio dell’ensemble comprende composizioni popolari di autori nazionali e stranieri, melodie tradizionali dell’area delle Bocche di Cattaro, nonché brani polifonici di musica classica.

La klapa “Bellezza” ha dato voce all’espressione corale a cappella in intrecci armonici di grande purezza. Il canto delle sue componenti non è solo musica, ma un rituale sociale che affonda le radici nella vita quotidiana e nel senso di comunità: un linguaggio emotivo che ha saputo attraversare i secoli, mantenendo intatto il suo fascino arcaico.
Il gruppo vocale femminile “Bellezza” di Tivat è stato fondato nel 2012, coltiva la musica vocale e vocale-strumentale, con particolare attenzione al canto tradizionale delle Bocche di Cattaro e del Montenegro, oltre a versioni arrangiate di brani popolari. L’ensamble si esibisce regolarmente in festival, concerti e rassegne di canto a cappella in Montenegro, Bosnia ed Erzegovina, Macedonia, Croazia e Slovenia.
A chiudere la prima serata è stato il coro misto della CI “Fulvio Tomizza” di Umago, un gruppo affiatato che, oltre all’amore per la musica e per il canto, coltiva l’attaccamento alla cultura e alle tradizioni di matrice veneta e italiana. Una serata all’insegna dell’unione e dell’amicizia, che prosegue da anni tra Umago e il Montenegro, in quanto gli istriani sono stati già due volte ospiti a Cattaro, l’ultima volta l’anno scorso.

Il giorno dopo è stata la volta di Buie, dove i due gruppi montenegrini si sono esibiti in un evento di grande impatto emotivo, dimostrando ancora una volta la loro bravura e raffinatezza in un susseguirsi di note e melodie che hanno incantato il pubblico. A unirsi agli ospiti è stato il coro misto del sodalizio ospitante, guidato dal Maestro Maurizio Lo Pinto. Un incontro di voci e persone che, si spera abbia dato l’avvio a una proficua collaborazione e a nuove amicizie, da consolidare nel tempo. Come ricordato dalla presidente della CI buiese Lena Korenika, incontri come questo meritano più tempo, molto più tempo. “Siamo una Comunità e una terra che hanno molto da raccontare e da mostrare, speriamo di avervi dato almeno un piccolo assaggio di tutto ciò che abbiamo da offrire”, ha concluso.
Nelle due serate a prendere la parola è stata Ivana Zec Barašin, in rappresentanza del Consiglio d’amministrazione della CI del Montenegro, che ha ripercorso le loro molteplici attività e si è detta lieta dell’ospitalità. A inizio serata a Buie, a rivolgersi ai presenti è stata pure Orietta Marot, in rappresentanza dell’UpT, in quanto l’ente triestino è stato l’organizzatore dei due incontri.

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