«La città sotterranea XXI» del gruppo «Metal Guru»

Nel centenario dello sciopero dei minatori, in mostra una replica dell’opera presentata alla terza Biennale dell’arte industriale

L’opera esposta nella piazza dei Minatori

In occasione del 100.esimo anniversario dello sciopero dei minatori che ebbe luogo nel 1921 conosciuto come Repubblica di Albona, l’associazione “Labin Art Express XXI” ha collocato nella piazza dei Minatori albonesi il lavoro intitolato “Podzemni grad XXI – USTAV” (Città sotterranea XXI – Costituzione) del gruppo “Metal Guru”, operante nell’ambito della stessa organizzazione.

 

Come spiega la LAE XXI, si tratta di una versione adattata della scultura in metallo di color nero, alta quattro metri, raffigurante due martelli incrociati, simili a quelli che si utilizzavano nelle miniere albonesi, che era stata esposta l’anno scorso a Pola, in piazza Foro, nell’ambito della terza Biennale dell’arte industriale. In quell’occasione il titolo del “lavoro artistico-operaio” era “UCXXI – Oltar” (UCXXI – Altare), in cui l’abbreviazione UCXXI stava per “Underground City XXI” (Città sotterranea XXI).

“È già da un quarto di secolo che la ‘Labin Art Express XXI’ sta lavorando al progetto della costruzione della Città sotterranea nelle gallerie delle ex miniere carbonifere, che a una profondità di 150 metri collegano Albona, Porto Albona, Arsia, Vines e Fianona”, si legge nel comunicato stampa diramato ieri dalla LAE XXI. Questa ritiene che la futura Città sotterranea debba essere costituita impegnando tutto il potenziale del pensiero umano nella realizzazione di un bene comune.

L’altra “faccia” del lavoro

“I due martelli incrociati, recanti su un lato il simbolo comunista della falce e del martello e sull’altro lo stemma dell’amministrazione dannunziana per il Quarnero, simboleggiano la Città sotterranea come un luogo libero da qualsiasi ideologia, una città operaia e artistica”, dice la LAE XXI, mentre il gruppo “Metal Guru” sottolinea che “è giunto il momento d’innalzarci al di sopra di ogni dialettica ideologica di rosso e nero” e che “i movimenti e le ideologie sono nulli: come nascono dallo splendore di un individuo, nello stesso modo devono anche scomparire”.
“Svegliatevi e conferite tutto il potere agli artisti! Bisogna che vi chiediate se volete uno Stato concepito come un’opera artistica alla cui creazione potete partecipare anche voi”, è il messaggio degli autori dell’opera. Il lavoro rimarrà esposto fino all’8 aprile prossimo, quando ricorreranno i cent’anni dalla fine della Repubblica di Albona.

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