La CI di Matterada a Kutina. Un viaggio entusiasmante

Incontro tra i connazionali istriani e quelli della realtà della Slavonia allo scopo di rafforzare i legami culturali e creare nuove amicizie

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La CI di Matterada a Kutina.  Un viaggio entusiasmante
Foto CI Matterada

I soci della Comunità degli Italiani di Matterada sono reduci da un incontro con i connazionali di Kutina, che li hanno accolti con sincero entusiasmo, pronti a condividere non solo spazi e attività, ma soprattutto quel senso di appartenenza profonda che tiene unita la Comunità Nazionale Italiana. Fin dai primi istanti, il clima è stato quello delle grandi occasioni: caloroso, conviviale, genuinamente amichevole.

L’incontro ha rappresentato anche un momento prezioso per rinsaldare legami culturali e linguistici. In Slavonia, la lingua italiana è coccolata come un’eredità preziosa, e ritrovarsi insieme ha ricordato a tutti quanto sia fondamentale continuare a nutrire questo patrimonio condiviso. La cultura, dopotutto, non vive nei libri: vive nelle persone che la portano avanti, nelle storie raccontate, nei gesti quotidiani che parlano di identità e memoria. A dare il benvenuto agli ospiti istriani è stata la presidente della CI di Kutina Marieta Di Gallo, sempre presente e disponibile. Dal canto suo, Katia Šterle Zahtila, presidente del sodalizio istriano ha ringraziato per l’ospitalità e per la calorosa accoglienza, esprimendo la felicità del gruppo nel trovarsi in trasferta in Slavonia e conoscere i connazionali del luogo.

Durante la visita, il gruppo di Matterada ha avuto modo di esplorare la cittadina di Kutina, scoprendo angoli suggestivi e un’atmosfera piacevole e accogliente. Ma a catturare davvero l’attenzione è stata la splendida chiesa locale, una delle più belle della Slavonia: elegante, luminosa, ricoperta di affreschi e capace di trasmettere quella sensazione di meraviglia che solo i luoghi ricchi di storia sanno regalare. Un piccolo gioiello architettonico, artistico e religioso che ha affascinato tutti.

Foto CI Matterada

Spettacolo artistico-culturale

Il momento clou della visita è stato uno spettacolo artistico-culturale. Sul palco si è esibito il coro della CI ospitante, guidato dal dirigente Dalibor Prochazka, che ha accolto pubblico e ospiti con un repertorio vivace. A unirsi alle voci di Kutina è stato il coro misto della CI di Matterada, diretto da Vesna Jugovac Pavletić, dando vita a un intreccio di voci armoniose che ha saputo emozionare e coinvolgere tutti i presenti.

Non meno affascinanti sono state le performance della filodrammatica di Matterada, guidata da Vlado Rota, e dei minicantanti preparati con cura da Lučana Uljanik. Gruppi affiatati, ricchi di energia e di entusiasmo, che nel loro tempo libero coltivano con passione l’amore per il canto, la lingua e la cultura italiana. Il loro impegno è la dimostrazione concreta di quanto l’arte e la tradizione possano diventare un ponte vivo e gioioso tra generazioni e territori.

Foto CI Matterada

Sono stati due giorni dedicati al confronto sull’importanza delle radici e delle tradizioni. I connazionali all’estero lo sanno bene: custodire ciò che si è significa prendersi cura del passato, ma soprattutto preparare il futuro. E questo futuro coinvolge inevitabilmente i giovani. Renderli partecipi, farli sentire parte attiva della storia familiare e comunitaria è il modo più efficace per evitare che le tradizioni si affievoliscano. È un lavoro fatto di pazienza, entusiasmo e passaggio di testimone, ma i sorrisi condivisi a Kutina hanno dimostrato che la strada intrapresa è quella giusta.

Lo scambio culturale è stato reso possibile grazie al sostegno finanziario dell’Unione Italiana, dell’Università popolare di Trieste, della Città di Umago e dell’Ufficio per i diritti umani e delle minoranze nazionali. La tappa a Kutina è stata la terza in Slavonia per la CI di Matterada, che così, dopo Lipik e Ploštine, ha fatto visita a tutti i sodalizi della Croazia continentale.

Foto CI Matterada

Il viaggio si è concluso con promesse reciproche di rivedersi presto, possibilmente in primavera a Matterada, e con la sensazione diffusa che questa visita sia stata molto più di un semplice scambio formale: è stata un’esperienza umana, culturale e affettiva che ha lasciato un segno. Perché quando si parla la stessa lingua, l’amicizia non conosce distanze.

Foto CI Matterada

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