Istria. Sepolture ai tempi del Covid

In tutta l’Istria sono soltanto due le imprese funebri con l’autorizzazione

La sede dell’impresa funebre “Tihi dom”

Molto è cambiato nell’ultimo anno a causa della pandemia, anche il modo di sepoltura delle persone decedute a causa del Covid-19. Per questi casi particolari sono state prescritte delle regole speciali, che devono essere rigorosamente rispettate. Quando la pandemia era appena scoppiata e c’era un grande timore d’infezione, molti impresari di pompe funebri in tutto il mondo, come pure in Croazia e in Istria, si erano rifiutati di seppellire le persone infette. Come in tutte le situazioni, pure in questa vi sono state delle eccezioni. Sta di fatto che a oggi in Istria operano due imprese funebri autorizzate a effettuare questo tipo di sepolture. Si tratta della “Tihi Dom” di Buie, gestita da Goran Rašić e della “Silentium” di Parenzo, di cui è titolare Lorens Legović. Entrambi, assieme ai propri dipendenti, hanno superato una formazione speciale a Zagabria, presso la Clinica per le malattie infettive “Dr. Fran Mihaljević”, grazie alla quale sono stati autorizzati alla sepoltura delle persone decedute a causa del Covid. La Clinica ha fornito loro pure le attrezzature necessarie ed entrambi hanno dovuto adattare i propri veicoli per il trasporto delle salme, seguendo alla lettera la procedura per la funzione funebre e la sepoltura. Le due imprese operano su tutto il territorio della Regione istriana e non di rado i loro servizi vengono richiesti pure in altre parti della Croazia.

 

“Oltre all’utilizzo di teli imbevuti d’alcol e di bare metalliche, i veicoli con i quali trasportiamo i defunti devono essere disinfettati, così come l’obitorio e i nostri locali. I dipendenti dell’impresa funebre devono indossare le tute protettive, usare tutte le precauzioni e prendersi cura della propria disinfezione – spiega Goran Rašić –. Veniano convocati e dobbiamo agire allo stesso modo pure in altre situazioni, come per esempio nei casi d’incidenti stradali, annegamenti, suicidi e altre circostanze in cui il decesso non è avvenuto per morte naturale, in quanto si potrebbe trattare di persone infette. Nel caso in cui il test sia negativo, le famiglie possono rivolgersi anche a un’altra impresa funebre. Ci si abitua in qualche modo alla costante disinfezione e all’uso delle varie attrezzature, ma ciò cui è più difficile abituarsi è vedere il disagio delle famiglie e degli amici del defunto quando, a causa delle disposizioni, non viene loro consentito di porgergli l’ultimo saluto come da consuetudine”.

Lorens Legović e Goran Rašić

Le due imprese funebri hanno previsto pure la possibilità del pagamento rateale del servizio funebre, in quanto molte famiglie sono state colpite dalla crisi economica e fanno fatica ad adempire all’importo pronto cassa. Le particolari disposizioni per la sepoltura delle persone infette da Covid, comunque, non incidono sul costo del servizio funebre.

I titolari delle due imprese hanno rivolto inoltre parole di gratitudine a tutte le strutture impegnate in prima linea nella lotta contro la pandemia, dal Comando regionale della Protezione civile all’Ospedale polese, all’Istituto regionale per la salute pubblica, alla Polizia, ma anche a tutte le imprese funebri con le quali hanno avuto modo di collaborare negli ultimi mesi per la disponibilità, la fiducia e la collaborazione.

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