Istria, la prima ambulanza mobile porta la sanità nelle case dei pazienti

La ministra della salute sul campo a Parenzo e a Pola per osservare la gestione delle risorse sanitarie in pieno regime turistico

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Istria, la prima ambulanza mobile porta la sanità nelle case dei pazienti
Foto: Sasa Miljevic/PIXSELL

Garantire la sicurezza dei cittadini e dei numerosissimi visitatori, coordinare la gestione delle risorse sanitarie sotto forte pressione e consolidare la reputazione della Croazia come destinazione sicura sono gli obiettivi proclamati dal Ministro della Salute, Irena Hrstić, venerdì 9 luglio in tournée istriana, in piena stagione turistica. Più che un monitoraggio istituzionale, le tappe compiute, prima a Parenzo e dopo a Pola, per incontrare anche il presidente della Regione istriana, Boris Miletić, e i coordinatori del settore sanitario regionale, sono servite ad attestare la buona tenuta sul campo della rete assistenza-emergenza e monitorare da vicino l’efficacia dei team medici aggiuntivi integrati per la stagione lungo la costa: a Pola, Parenzo, Rovigno, Umago e, da quest’estate, pure ad Albona. Lo sbarco iniziale a Parenzo ha visto la visita al locale ambulatorio turistico e la presentazione ufficiale della nuova unità mobile in Istria, ossia la prima clinica istriana su quattro ruote del valore di 160mila euro, che entra a far parte delle 33 altre unità nazionali finanziate con 5,3 milioni dal PNRR. Un medico e un infermiere sono adesso pronti a raggiungere le località rurali dell’est della penisola (Santa Domenica d’Albona, Valmazzinghi, Sottopedena e Rabaz), rafforzando la rete sanitaria, oltremodo indispensabile quando la Regione vede moltiplicare la popolazione in maniera esponenziale a causa dei flussi turistici con forte impatto sul territorio.
L’argomento della gestione del sovraccarico stagionale ha tenuto particolarmente banco a Pola dove Irena Hrstić ha osservato da vicino il via vai dall’ambulatorio turistico allestito presso la Cassa ammalati di Pola, accompagnata nel suo giro di ricognizione da Miletić, dalla sua vice Gordana Antić e dalla direttrice ad interim delle “Case della Salute dell’Istria”, Petra Benazić. Da quanto appreso, l’anno scorso, in Istria (che ha registrato il maggior numero di interventi in Croazia) gli ambulatori turistici hanno alleggerito la pressione sul Pronto soccorso e i medici di base gestendo 5.740 dei 19.536 casi complessivi registrati in Regione.
“Il progetto degli ambulatori turistici, in particolare per regioni come quella Istriana e altre della Repubblica di Croazia ha dichiarato la ministra della Salute – è in crescita in termini di numero di visite negli ultimi tre anni. La Regione Istriana, attraverso gli ambulatori turistici, effettua circa il 15% delle visite dei nostri turisti nazionali e stranieri. Ringrazio la direttrice delle Case della salute, i responsabili delle sedi distaccate e il presidente istriano per aver davvero riconosciuto l’importanza degli ambulatori turistici, e per l’impegno nel trovare il personale e le postazioni necessarie, affinché i nostri cittadini e i turisti si sentano il più sicuri possibile durante la stagione turistica”.

Dentro l’ambulatorio turistico (foto Arletta Fonio Grubiša)

Un servizio ancora migliore?
“Il territorio stesso – ha asserito – registra ogni anno numeri di servizi resi sempre più alti, e questo è la prova di quanto le regioni turistiche siano impegnate in questo senso. Il Ministero della Salute assegna ogni anno aiuti di minima entità – de minimis – per le attrezzature degli ambulatori turistici e continueremo sicuramente a farlo attraverso vari progetti. Man mano che arriveranno nuove idee, cercheremo di realizzarle. Il Ministero della Salute vuole essere un sostegno sicuro”.
Boris Miletić, da parte sua, ha commentato la collaborazione sul campo tra Zagabria e l’Istria. “È sempre ai massimi livelli e mi fa piacere quando la Ministra della Salute, che è comunque una nostra concittadina di Pola, ci fa visita in Istria. Sappiamo che la Regione è la campionessa del turismo. Abbiamo circa 5 milioni di arrivi all’anno e alcuni ospiti hanno bisogno anche di assistenza sanitaria, motivo per cui abbiamo istituito, attraverso gli enti sanitari, gli ambulatori turistici che forniscono servizi ai nostri numerosi visitatori” Avanti a sottolineare che l’assistenza sanitaria e la sicurezza influenzino in modo decisamente significativo la scelta della destinazione vacanziera. “Ecco perché la Regione investe in programmi e misure aggiuntive affinché, da un lato, i nostri cittadini abbiano un’assistenza sanitaria di qualità e, dall’altro, la ricevano anche i numerosi turisti che arrivano in Istria durante l’estate”.
Non è mancato il giudizio di Petra Benazić. “Devo dire che gli ambulatori turistici istriani funzionano molto bene grazie a tutti i nostri dipendenti, che anche quest’anno hanno accettato la grande sfida stagionale. Rispetto all’anno scorso, si sta registrando un aumento significativo degli arrivi di pazienti negli ambulatori e tutto funziona come si deve. Grazie all’Istria e al Ministero per aver compreso la necessità di affrontare l’emergenza estiva sostenendo gli enti sanitari. Senza questo aiuto, tutto ciò non sarebbe possibile”.
Una domanda finale da noi rivolta alla ministra: è possibile fare ancora qualcosa di più a favore del decongestionamento e ridurre la pressione sugli operatori sanitari e sui cittadini nel pronto soccorso ospedaliero ossia nei corridoi dell’Accettazione Ospedaliera Unificata d’Urgenza (OHBP) di Pola?
“Gli ambulatori turistici sono proprio il modo più ottimale con cui alleggerire sia l’accettazione ospedaliera unificata sia i servizi di pronto soccorso extra-ospedalieri, rappresentando così un valore aggiunto per i medici di medicina generale. L’anno scorso, per quanto riguarda il turismo, il 15% delle visite è stato gestito dagli ambulatori turistici, il 60% dai medici di medicina generale e solo la parte restante dal pronto soccorso ospedaliero, il che dimostra come questo iper-afflusso si stia riducendo. Se l’anno scorso la Regione Istriana ha garantito l’attività di 4 ambulatori turistici, quest’anno il loro numero è salito a 5, il che sta a significare che le comunità locali hanno riconosciuto quanto l’ambulatorio turistico riesca ad allentare il carico sull’accettazione ospedaliera d’Urgenza. Se continuiamo così, sarà più facile per tutti”.

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