Istria. Effemeridi amministrative regionali

Ovvero, uno sguardo a ritroso sulle elezioni dei vertici in penisola: lettura degli appuntamenti con le urne, tra persone, personaggi e partiti

Fugge questo reo tempo. Capodanno sembrava ieri e siamo già a metà febbraio. Luogo comune, si potrebbe dire. Insomma… non ci sono più le mezze stagioni… il tempo vola (e non si sa né come né dove). In effetti, non vogliamo fare considerazioni pseudofilosofiche sul passare del tempo. Stavamo pensando che ci stiamo avvicinando alle amministrative. E sembra ieri che siamo andati alle urne. Il fatto è che tra parlamentari, presidenziali, amministrative si va al voto ogni tre per quattro. A maggio saremo alle ottave amministrative. Non ci credete? Ecco qua le date: 1993, 1997, 2001, 2005, 2009, 2013, 2017 e adesso bisogna aspettare che passino appena tre mesi e faremo otto. Le cose che non sono successe il questi 28 anni! Partiti che hanno attraversato il cielo politico spegnendosi tristemente all’orizzonte (toh, chi l’avrebbe mai detto che la politica potesse avere una punta di romanticismo?!), nomi in vagare e vagabondare da una lista all’altra, altri consolidati. Mah, quasi quasi, ci verrebbe voglia di leggere queste effemeridi politico-amministrative regionali (Città e Comuni vorrebbero un tomo abbastanza corposo). Anzi, senza “quasi”: prevale la curiosità.

Luciano Delbiano, zupano per un po’

Primo voto impeccabile
Sarà stata l’euforia del cambiamento, la “prima volta” in termini regionali, la sensazione di potere decidere qualcosa a livello locale, sta di fatto che l’adesione alle urne, nel lontano 1993 è stata ad oggi imbattuta: ha votato il 74 p.c. degli aventi diritto (ovvero, 118.410 su 159.301). Altra curiosità: non c’è stata nessuna scheda nulla. Proprio bravi. Cinque le liste (singole e coalizioni) e candidati in ogni circoscrizione. “Stravittoria” per la DDI, la cui lista aveva raccolto il 72 p.c. delle preferenze. La Dieta aveva fatto proprie 19 delle venti circoscrizioni in penisola: unico candidato non dietino a vincere, Josip Anton Rupnik, allora del Partito della legge naturale (Stranka naravnog zakona), ma va detto che nella circoscrizione in parola la DDI non aveva avuto candidato alcuno..

La Dieta aveva mandato avanti, tra l’altro, Luciano Delbianco (diventato zupano. Ricordate i manifesti con la scritta “Il nostro conte”? Come dimenticare una traduzione così terribilmente anacronistica e avventata! Poi Delbianco è stato anche parlamentare, sindaco e poi si è ritirato a vita accademica), Ivan Jakovčić (anche parlamentare, ministro, Presidente della Regione, eurodeputato… non esattamente in quest’ordine), Loredana Bogliun Debeljuh (diventata vicepresidente della Regione, incarico che ricoprirà fino al 2001), Furio Radin (oltre a consigliere regionale anche parlamentare in rappresentanza della CNI e vicepresidente del Sabor), Ivan Pauletta, Tiziano Sošić (dopo un periodo di silenzio, presidente del Consiglio cittadino polese), Damir Kajin (diventato poi parlamentare, candidato alle presidenziali – e ci aveva creduto fino all’inverosimile – e quindi nemico giurato del partito e dei politici con i quali aveva scalato le affascinanti vette della politica. Adesso sta pensando a rituffarsi nella piscina politica), Dino Debeljuh (anche parlamentare e quindi Ambasciatore di Croazia in India, candidato zupano), Marino Folo (che poi ha indossato altre maglie, ma che è passato alla storia piuttosto per le pistolettate in quel di Sanvincenti che per la carriera politica), Franco Bonassin, Sergio Premate, Bruno Poropat (poi agguerrito avversario della Capra e candidato indipendente guardando sempre alla Regione), Denis Jelenković (poi passato all’Accadizeta) e Valter Drandić (consigliere regionale in cinque mandati, presidente del Consiglio regionale in due mandati, parlamentare, sindaco di Pola in un mandato lungo quanto uno starnuto). Dalle file dei Social-liberali (HSLS) era entrato in Consiglio regionale Emilio Vlačić, poi fondatore dell’istituto bancario Flacius, finito male, come ben si ricorderà.

Stevo Žufić, dalla politica all’imprenditoria

Ma pian piano si diserta
Alle consultazioni successive la risposta dell’elettorato è andata lentamente scemando: discesa annunciata da un impercettibile calo nel 1997, con il 72,4 p.c. dell’elettorato alle urne, ma poi, negli appuntamenti a seguire è stato registrato, nell’ordine il 50,96 p.c. (2001), il 42,39 p.c. (2005)… Ci fermiamo per un attimo al 2005. Le amministrative successive meritano un altro approccio, non fosse altro per l’elezione diretta del Presidente e vicepresidente della Regione (e del resto anche di sindaci e vicesindaci di Città e Comuni). Ma verremo anche a questo.

Vediamo le amministrative del 1997. In corsa per i seggi regionali una nuova formazione politica, il Foro Democratico Istriano, con Luciano Delbianco, Emilio Vlačić, Zdravka Cukon (che poi sarà assessore cittadino alle Finanze- Pola), per fare alcuni nomi. Il partito nasce in un certo senso da una costola fratturata della DDI. Agli inizi del ‘96 Pola è scossa dalla crisi nelle municipalizzate, conclusasi con il defenestramento di tre direttori delle stesse. Delbianco, all’epoca zupano, per attriti interni al partito, annuncia che avrebbe svestito la maglia dietina e a fine anno lascia la formazione e fonda un nuovo partito, l’IDF, che nella sigla potrebbe creare un po’ di confusione con l’IDS (ideef-idees: bisogna proprio sentirci bene). In un certo senso, firma anche il proprio defenestramento: nel gennaio del 1997, l’Assemblea regionale gli vota sfiducia e così lascia a Stevo Žufić, che ricoprirà il mandato fino al 2001, quando diventerà presidente dell’assemblea regionale. Lasciata la politica, preferirà le acque imprenditoriali. Dopo una parentesi al Sabor, Delbianco nel 2001 tornerà a reggere le sorti di Pola, con l’IDF in coalizione con l’SDP (dal quale era uscito nel ‘93 per aderire alla DDI). Nello stesso anno è diventata consigliere regionale pure Vinka Cetinski, eletta tra le file dell’Accadizeta, già aiuto ministro del Turismo.

Le amministrative del 2001 hanno visto la partecipazione di una nuova formazione politica: il DC (Demokratski centar, ovvero Centro democratico), con capolista Vesna Girardi Jurkić, che nel salto dall’archeologia alla politica aveva scelto di correre nell’abbraccio dell’Accadizeta. Con la tessera del partito di Franjo Tudman è stata aiuto ministro alla Cultura, poi ministro alla Cultura, con incarichi fino al 1994, quando fece di Parigi la sua seconda casa, fino al 2001, in veste di Ambasciatrice della Repubblica di Croazia nell’Unesco. Il partito, cancellato nel 2016 dal Registro dei partiti politici, era nato in risposta della sconfitta dell’Accadizeta alle parlamentari e alle presidenziali. Padre fondatore, Mate Granić, capo diplomazia di lunga data nei governi HDZ. Alle amministrative la formazione non conquista nemmeno un seggio. Sarà vicepresidente della Regione, in rappresentanza della CNI, Giuseppe Rota, mentre a Sergio Bernich andrà l’incarico di vicepresidente del Consiglio regionale. Quattro anni dopo, Bernich sarà eletto vicezupano in rappresentanza della CNI.

Il 2005 è l’anno del boom delle liste: undici. Interessanti pure alcuni nomi. Quella dell’Accadizeta
vede capolista Lino Červar, probabilmente sulla scia dei successi della Nazionale di pallamano, che nel 2004 aveva ottenuto l’oro alle Olimpiadi e nel 2005 aveva fatto ritorno dai Mondiali di Tunisi con l’argento. La lista otterrà il 9 p.c. delle preferenze e 5 seggi. Arriva anche il Partito dei Pensionati, con capolista Silvano Hrelja, che con la stessa sigla politica (o d’interesse?) andrà dritto filato al Sabor. L’IDF di Delbianco si porterà a casa 4 seggi.

Ivan Nino Jakovčić, dall’Istria a Bruxelles

Un presidente… diretto
Dalle prossime amministrative, sarà cambiamento. Infatti, presidenti e vicepresidenti della Regione avranno l’incarico a fronte dell’elezione diretta. Ma vediamo prima l’Assemblea: nove liste in corsa e qualche nome nuovo. Ad esempio quella indipendente di Plinio Cuccurin (otterrà 8 mandati). E l’altrettanto indipendente di Dino Debeljuh. O il Partito dei lavoratori con capolista Vladimir Kapuralin. Capolista dell’SDP (in coalizione con i Verdi), Dino Kozlevac. La sorpresa certamente è stata quella della ressa per la poltrona di zupano: sei pretendenti. Eccoli: Ivan Jakovčić (sostituti Viviana Benussi e Vedran Grubišić) – candidato dell’IDS-SDP e popolari, Plinio Cuccurin – candidato “in proprio”, Lino Červar – Accadizeta e Contadini, Silvano Hrelja – Pensionati e Social-liberali, Dino Debeljuh – omonima lista indipendente e infine Bruno Langer (che aveva quale sostituto italiano Tullio Persi) – IDF/Alternativa Verde/Partito dei Consumatori. Il voto del 17 maggio non ha portato al traguardo nessun candidato, ma ha schiumato la concorrenza. Al secondo turno si sono scontrati Jakovčić e Cuccurin. La storia (recente) insegna che il semaforo si è acceso al verde per Jakovčić, con il 59,62 p.c. dei voti.

Non sono state elezioni delle grandi adesioni: al primo turno, ha aderito al voto il 49,63 p.c. dell’elettorato, mentre al ballottaggio appena il 38,23 p.c. degli aventi diritto.

Valter Flego e Fabrizio Radin: “passaggio” con stretta di mano

Nel 2013 ha votato il 45,33 p.c. degli aventi diritto. Per la DDI la lista è nelle mani di Valter Flego; Damir Kajin (con un brutto divorzio dal partito della capra) ha alle spalle una coalizione. In corsa il partito Ladonja, guidato da Cuccurin. Sei aspiranti zupano: Valter Flego (sostituti Viviana Benussi e Miodrag Čerina) – DDI, Damir Kajin (sostituti Evelina Biasiol Brkljačić e Danijel ferić – che adesso guarda al posto di titolare) – coalizione SDP/Pensionati/HSLS/SDSS/SDA, Marino Roce – HDZ, Bruno Nefat (sostituti Alen Rosanda e Raoul Privileggio)- Ladonja, Ticijan Peruško – Laburisti e Ana Kolić Marković – HSP AS. Le urne hanno mandato al ballottaggio Flego e Kajin: vittoria di Flego col 55,04 p.c. dei voti (adesione del 37,9 p.c.). Vicezupano dalle file della CNI, Giuseppina Rajko, con elezione diretta). Viviana Benussi sale al piano nobile di via Flanatica assieme a Flego (e Miodrag Čerina, che poi si ritirerà dall’incarico).
Non ci resta che leggere le elezioni del 2017 (mandato in corso, quindi), relativamente modesto nelle liste per l’Assemblea regionale. Sei in tutto. Fatto salvo i partiti storici (Dieta, HSLS, Pensionati, Accadizeta, Verdi), anche Most, Živi zid e Radnička fronta. L’adesione alle urne è stata del 45,14 p.c. Stringata pure la lista con i candidati zupano: Valter Flego (sostituti Fabrizio Radin e Sandra Čakić Kuhar) – DDI/HNS/Pensionati istriani/HSLS/Verdi, Marino Baldini – SDP/Pensionati/Contadini/Laburisti/SDSS e infine Monika Udovičić-HDZ. Il 65,61 p.c. delle preferenze manda avanti, subito al primo turno, Flego (e sostituti). Dalle file della CNI, ancora una volta l’incarico di vicepresidente della Regione andrà a Giuseppina Rajko.

Il mandato ha avuto un cambio della guardia a metà percorso: Flego ha fatto le valigie diretto a Bruxelles, al Parlamento europeo, e quindi è servito sostituire il numero uno regionale. La battuta circolata per un po’ voleva vincitore delle europee Fabrizio Radin, diventato ufficialmente “Vicepresidente della Regione facente funzione di Presidente della Regione”. In effetti ha fatto terno, Ma non al lotto: Scoglio Olivi e la sua dolorosa e rovinosa caduta, l’insostenibile puzza della discarica di Castion con una serie di proteste e il Covid-19.

Adesso presto si aprirà la corsa per il mandato 2021-2025. Danijel Ferić (SDP) ha già alzato la mano. Sul candidato della DDI si sta facendo il nome di Boris Miletić. Si dice in giro che Damir Kajin ci stia facendo un pensierino. Vedremo. Non manca poi tanto.

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