Istria. Ancora esami PCR contraffatti per entrare in Croazia

Un fenomeno preoccupante quello degli esami PCR contraffatti per entrare a tutti i costi in Croazia. Evidentemente chi tenta l’inganno ancora non riesce a capire gli alti livelli dei controlli (grazie anche alla moderna tecnologia) per far rispettare le misure epidemiologiche intraprese dai vari Paesi per far fronte alla pandemia da coronavirus. L’ultimo caso di cui ha dato notizia la Questura istriana è avvenuto verso le 17.10 di mercoledì 31 marzo, quando al valico di confine di Plovania si è presentata una 47.enne slovena, alla guida di un’Audi con targhe slovene, e a bordo della quale viaggiava un suo connazionale di 49 anni. I test negativi esibiti hanno subito destato sospetto alle forze dell’ordine in quanto avevano il codice identico. Nel corso degli accertamenti è stato appurato che l’uomo aveva esibito un esame contraffatto, ossia che aveva copiato quello della donna e stampato sul computer al fine di varcare illegalmente il confine.

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