L’Istria non farà eccezione. I fattori di rischio che potrebbero causare un picco influenzale tale da registrare situazioni critiche per la popolazione e i servizi sanitari regionali potrebbero risultare come minimo triplicati dalla situazione contingente: da un lato il freddo e l’umidità che spingono a passare più tempo al chiuso, dall’altro la ripresa delle lezioni, come pure gli strascichi non ancora estintisi delle festività-vacanza, dell’effetto movida, dei ritrovi familiari e contatti aumentati. Fronteggiare fin d’ora quella che potrebbe ancora essere un’incertezza non aiuta troppo, tuttavia, non nuoce prevenire e gestire quel “peggio” ancora ipotetico. Giova come minimo un po’ di responsabilità, soprattutto nei confronti della popolazione più anziana e fragile, nonché il tenersi informati, e, tornano pertanto, molto utili e preziosi i bollettini sanitari che ci vengono aggiornati e comunicati dall’epidemiloga Jasna Valić, dell’Istituto di salute pubblica della Regione istriana. Più che le cifre del contagio, sono i moniti che detengono il loro peso. Dall’Istituto confermano: qui come altrove, ad ammalarsi in maggior numero sono i più giovani, che frequentano i soggiorni d’asilo – la fascia particolarmente colpita è quella che va dal primo al quarto anno d’età – mentre da ieri, quelli delle aule scolastiche che (im)portano a casa i virus, mentre a subire le conseguenze più gravi sono “di regola” gli anziani.
Epidemia in… anticipo
È cosa ormai risaputa – ci conferma l’epidemiologa – che quest’anno l’epidemia di influenza è iniziata in anticipo rispetto agli anni passati e che in base ai dati disponibili fino ad oggi in Istria abbia provocato tre decessi di persone di età superiore ai 65 anni già afflitte da comorbidità, per cui è proprio in questi casi che il contagio virale diventa il fattore responsabile delle complicanze con esito mortale”.
Si apprende che lo sbarco degli agenti patogeni più significativo era avvenuto ancora a metà ottobre del 2025 e che il medesimo si era verificato appena nel mese di dicembre del 2024. “Lo scorso ottobre – attesta Jasna Valić – avevamo registrato 86 casi di influenza, mentre nella precedente stagione virale c’erano stati soltanto 41 casi appena a dicembre, il che è molto indicativo di quanto la nuova stagione sia partita di buon anticipo, tanto che fino al bollettino odierno, in data 12 gennaio, abbiamo documentato ben 2.539 casi.
Viceversa, fino allo stesso periodo dell’anno passato c’erano stati 160 casi circa. Fino ad oggi, lunedì 12 gennaio, l’Istria segnala 47 ricoveri per influenza in ospedale, di cui 7 in reparto per cure intensive. Cause principali di ospedalizzazione sono la polmonite virale, gli arresti respiratori, l’aggravio di malattie croniche, soprattutto di tipo cardiovascolare e polmonare”.
Come da segnalazione fornita dall’esperta, le complicazioni risultano peculiari per le persone di età più avanzata o dall’organismo già provato da condizioni di salute precarie, tuttavia non lasciano immuni nemmeno i bambini più piccoli con un sistema immunitario ancora non sviluppato. A parte la fretta del virus di comparire prima del solito, il guaio di quest’anno è rappresentato dalla mutazione avvenuta dopo che la produzione farmaceutica abbia emesso i vaccini sul mercato. La dott.ssa dice chiaramente: “Il vaccino di quest’anno non assicura una completa difesa dal virus, ma è comunque importantissimo. Chi si sottopone alla profilassi e contrae comunque la malattia, presenta una forma di con sintomi più lievi e di minore durata. Quanto a previsioni, risulta molto difficile affermare quando ci sarà il picco influenzale. Di solito, la seconda metà di gennaio è il periodo di maggiore incidenza, proprio in seguito al ritorno dalla vacanza e del rientro a scuola. Dal momento che la stagione virale dura solitamente dai tre ai quattro mesi e tenuto conto del suo inizio precoce, non va per nulla escluso un prossimo peggioramento del quadro epidemiologico.”
Vaccini ancora disponibili
La stagione virale è “in piena”, ma è ancora possibile ancora correre ai ripari. Dall’Istituto attestano che i vaccini sono disponibili. La Regione d’Istria ha assicurato 20.040 dosi sulle 430mila distribuite in complessivo sul territorio nazionale. Ha senso fare l’iniezione in fase di possibile impennata?
“Certo che sì”, risponde Jasna Valić, attestando che chi si sottopone a profilassi regolare ogni anno, può acquisire l’immunità o più resistenza al virus nell’arco di una settimana, rispettivamente entro due, nei casi in cui le persone si vaccinano per la prima volta o lo fanno in maniera più saltuaria. “L’interesse nei confronti del vaccino, in questi giorni sta aumentando, mentre il medesimo avrà sempre senso finché dura l’epidemia. Difendersi conta anche nell’intero mese di febbraio. Vale soprattutto per gli anziani, gli assistiti delle Case di riposo, i malati cronici indipendentemente dall’età, le donne incinte, il personale sanitario e i membri delle famiglie in cui vivono persone a rischio”.
A parte il vaccino, i servizi sanitari d’Istria consigliano il comportamento responsabile, le brave regole dell’igiene (spazi arieggiati, mani pulite, uscite all’aria aperta, mascherine all’ospedale, nelle Case degli anziani e nei luoghi di visita medica), invitando gli anziani ad evitare gli spazi chiusi e i luoghi di sovraffollamento.
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