In futuro sarà un «sì» dal sapore medievale

Sanvincenti. Castello Morosini Grimani... in affari

Nella torre la cripta dei novelli sposi

Nozze principesche o perlomeno signorili, con una punta di rustico piacere per la tavola, la terra, la campagna, la fertile pianura dell’hinterland polese. Ci sono voluti vent’anni per ristrutturare questo celebre castello istriano da cima a fondo. C’è voluto anche un progetto comunitario (KulTerra) e ingenti contributi della Regione Veneto (legge Beggiato) che da 25 anni investe nel recupero del patrimonio storico della Serenissima in terra istriana. Da rudere a meravigliosa cornice per un ricevimento nuziale? Ora è possibile, pandemia permettendo. Ma la situazione epidemiologica non lo permette ancora e quindi si pensa al futuro, che certamente riserva a questo gioiello del tardo Medioevo e del Rinascimento istriano mille potenzialità culturali e commerciali, anche per la rigogliosa wedding industry che premia la bellezza delle tenute signorili di campagna.

Nel cortile c’è spazio a sufficienza per gli invitati

L’idea di aprire il castello agli eventi nuziali è stata concepita dall’azienda “Lepor weddings” che ha lanciato una campagna promozionale per i tempi che verranno. In attesa che finisca anche l’ultimo lockdown e il divieto tassativo per qualsiasi cerimonia matrimoniale, le foto e i video lanciati dall’azienda con il via libera delle autorità, sono state realizzate dal Morosini Grimani Castle Team: Lepor weddings (design e decorazioni), Flick Factory (servizi fotografici), Panter-lighting (luci), Helena Šoljan (make-up artist), Concettino (dolci e torte nuziali) e dai modelli Enrika Vežnaver e Stefan Vidović (la coppia-modello che promuove il nuovo prodotto turistico e Sanvincenti come novella wedding destination). Probabilità di successo? Non poche, visto che castelli e possedimenti della nobiltà di un tempo sono diventati in Italia, in Francia e in Inghilterra una delle scenografie preferite per nozze da favola di coppie che abbiano le possibilità materiali per concedersele.

Il Castello Morosini-Grimani apre alla weeding industry

Sanvincenti ha avuto da Venezia questo dono magnifico, che ora vuole mostrare al mondo intero, anche attraverso gli album fotografici. La località, la storia, l’architettura, la natura, la dolcezza della terra e dei suoi frutti nelle parole di Prospero Petronio (1608-1688): “Il Castello di S. Vincenti, feudo antico della Cathedrale di Parenzo passato dalla Casa Morosina in quella delli Signori Grimani di S. Luca, è situato in un luogo piano, circondato da due parti da due bellissimi Boschi, che li sono discorsi un quarto miglia, che nel vacuo si vede come in un Theatro, aprendoseli dall’altre due parti settentrionale ed orientale amene e fruttifere campagne. S’estende ‘l suo Tenimento circa 16 miglia, confina da levante col Territorio di Barbana e Zimino, da mezzogiorno con quel di Dignano, da Ponente con Valle, da Tramontana Due Castelli e Zimino ancora. E’ fruttifero di formenti, legumi, e biade, vini bianchi e negri che di raro, anzi mai si guastano”… Questioni patrimoniali a parte, l’economia del territorio è ancora prevalentemente rurale (i vini bianchi e neri che raramente si guastano) ma strizza l’occhiolino a questa “sovrastruttura” dell’industria dell’ospitalità di massa (ed ora anche delle cerimonie nuziali) che il Medioevo e il Rinascimento non potevano ancora conoscere. La fecondità della terra, la salubrità dell’aria, la rassicurante e possente forza della cinta muraria conferiscono a Sanvincenti e al suo castello un asso nella manica da giocare anche contro le importanti wedding destinations italiane a cui s’ispira. Bisognerà tuttavia dare tempo al tempo, confidando in una fine più rapida possibile di questa terribile pandemia che vieta agi uomini di vedersi, di parlarsi e anche – quando lo vogliono – di sposarsi.

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