Il tempo della Serenissima. Orologi e tradizioni istro-venete

L’orologio Solari del campanile di piazza San Servolo a Buie

Nel Teatrino della Comunità degli Italiani di Parenzo si è tenuto l’evento conclusivo del primo anno del progetto “Il Tempo della Serenissima – Valorizzazione storico-culturale e turistica della tradizione orologiaia nell’istro-veneto”, realizzato con i fondi messi a disposizione dalla Regione Veneto. La giornata interregionale di studi è giunta a conclusione di numerosi eventi, iniziati nel febbraio scorso alla Comunità degli Italiani di Umago e proseguiti a Castelfranco Veneto e in numerose altre località venete e friulane.
Capofila del progetto, che proseguirà anche in futuro, è la Comunità degli Italiani di Parenzo, che fin dai primi contatti avviati nel 2016 con la famiglia Solari e con il coordinatore progettuale Franco Rota, s’è fatta carico di quest’iniziativa, che doveva concludersi in primavera. L’improvvisa diffusione del coronavirus ha fatto spostare l’evento all’autunno. Hanno aderito all’iniziativa, in qualità di partner, la Comunità degli Italiani “Fulvio Tomizza” di Umago e i Comuni di Castelfranco Veneto e di Badia Calavena.
La Comunità degli Italiani di Parenzo, ha profuso uno sforzo notevole nell’organizzazione di questo evento, garantendo nel Teatrino tutte le misure epidemiologiche per prevenire la diffusione del coronavirus, monitorando l’evolversi della situazione a stretto contatto con il Comando di protezione civile e favorendo lo svolgimento in videoconferenza dell’evento per coloro che non sono potuti intervenire a Parenzo. Gli interessati che hanno seguito in videoconferenza l’evento erano numerosi. Tra questi, la preside della Scuola elementare italiana “Bernardo Parentin” (sarà partner progettuale della seconda annata), Ester Zarli e Matteo Melchiorre, direttore della Biblioteca, Museo e Archivio storico di Castelfranco, che ha collaborato fra l’altro con Alceo Solari e Franco Rota nella prima presentazione pubblica del progetto un anno fa a Palazzo Giorgione, a Castelfranco Veneto.
Il convegno ha calamitato l’interesse della politica e della cultura dell’area istriana e veneta. Hanno portato il loro saluto Ugo Musizza, presidente della CI ospitante, il sindaco di Parenzo, Loris Peršurić, Luigi Zanin, direttore dell’Unità operativa Cooperazione internazionale della Regione Veneto, Roberta Garbuio, assessore alla Cultura del Comune di Castelfranco Veneto, intervenuta anche a nome del sindaco, Stefano Marcon, nonchè Emanuele Anselmi, sindaco di Badia Calavena (Verona). Hanno inviato i propri saluti anche l’assessore alla Cultura della Regione istriana, Vladimir Torbica e Floriana Bassanese Radin, presidente della CI “Fulvio Tomizza” e vicesindaco di Umago. Da Pesariis è giunto il saluto di Rosa Maria Solari, presidente dell’Associazione Amici dell’orologeria pesarina “Giovanni Battista e Remigio Solari”. Tutti hanno salutato l’impegno profuso dal sodalizio parentino per salvare questo patrimonio, che può diventare soggetto di future collaborazioni culturali, turistiche ed economiche.
Numerosi interventi

L’orologio Solari di Parenzo

L’incontro è stato introdotto da Lara Musizza, presidente della Giunta esecutiva della CI di Parenzo, che ha ripercorso l’impegno profuso dal sodalizio e dai suoi attivisti nella realizzazione del progetto e in particolare dell’incontro conclusivo, auspicando sviluppi futuri culturali ed economici. Franco Rota, titolare di Eurotrieste, consulente per il management del progetto, ne ha quindi esposto i contenuti.
Passando ai temi trattati, Denis Visintin, storico e giornalista del nostro quotidiano, ha esposto il “Percorso storico e culturale fra gli orologi da torre del Veneto, dell’Istria e della Dalmazia”. Alceo Solari, appartenente all’ottava generazione della storica dinastia di orologiai carnici, già direttore tecnico e commerciale della “Fratelli Solari” di Pesariis, cofondatore e responsabile scientifico dell’Associazione Amici dell’orologeria pesarina di Pesariis, si è soffermato sulla “Nascita e sviluppo dell’orologeria da torre. Il ruolo avuto dei maestri artigiani di Pesariis”. Marino Baldini, storico dell’arte e vicepresidente dell’Assemblea regionale istriana, ha esposto l’”Architettura istroveneta dei campanili e dei palazzi pubblici”; Leonardo Sernagiotto, ricercatore presso l’Università di Trento, ha trattato gli “Orologi da torre nel territorio del Veneto: una ricerca pilota nell’area castellana”, mentre lo storico Dean Brhan ha esposto “I flussi migratori degli artigiani e dei mercanti carnici verso l’Istria”. A conclusione del convegno, Marino Baldini ha portato i presenti a fare una passeggiata virtuale “Nel cuore del paesaggio urbano di Parenzo”.
La dinastia Solari in Istria

Alceo Solari

Com’è emerso dall’incontro, si deve all’attività di alcune dinastie d’orologiai di Pesariis, come i Cappellari, i Machin, ma soprattutto i Solari, di cui un ramo era attivo anche a Pisino, la presenza in Istria di orologi, frutto di una tradizione produttiva originatasi a Pesariis dall’osmosi di conoscenze tecniche iniziata nel 17.esimo secolo tra Venezia, il Tirolo e altre regioni europee, per svilupparsi poi in maniera autonoma nei territori della Serenissima, perfezionandosi e raggiungendo poi altri territori europei ed extraeuropei, rientrando talvolta in più generali progetti di rinnovo architettonico e urbanistico. Tale attività si colloca nell’ambito della vasta produttività artigianale carnica, che ha portato in Istria diversi artigiani: tessitori, muratori, scalpellini, sarti, fabbri, ecc.
ll progetto, prevede inoltre lo svolgimento di attività di ricerca storica e la mappatura degli orologi da torre esistenti nei territori dei partner aderenti al progetto. Per l’Istria se n’è fatta carico la Comunità degli italiani di Parenzo. In programma la disposizione della segnaletica a scopo culturale e turistico, la pubblicazione di un volume illustrativo e l’impostazione di un piano d’attività formative. Tutta l’attività progettuale è visibile sul sito web www.parenzo-porec.com /il-tempo- della-serenissima-il.progetto/.

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