Gli ottoni della CI di Buie festeggiano 30 anni di musica

La banda del sodalizio ha celebrato l’anniversario con un concerto che ha visto ospiti anche i complessi di Babici e di Fagagna

BUIE | Un sabato sera all’insegna dell’allegria, per celebrare trent’anni di musica con la banda d’ottoni della Comunità degli Italiani di Buie, nata qualche anno prima della fondazione del sodalizio, dopodiché, però, l’attività del complesso è stata interrotta e ripresa nel 1989, grazie alla passione e dedizione del maestro Pino Vok.

Gioie e sacrifici

A salutare il pubblico, dopo l’esibizione della banda giovanile della CI, la presidente del sodalizio buiese, Eliana Barbo. “Siamo qui – ha esordito – per festeggiare tutti insieme questo traguardo, importante per la Comunità, per la Città di Buie e per la nostra banda d’ottoni. In questi momenti è d’obbligo anche da parte nostra, della Comunità, ringraziare chi ci ha sostenuto finanziariamente per poter organizzare questa serata e rendere omaggio ai trent’anni di attività ininterrotta della nostra banda. Perciò grazie all’Unione Italiana, alla Regione istriana, alla Città di Buie e all’Ufficio per i diritti dell’uomo e delle minoranze del governo della Repubblica di Croazia. Trent’anni della banda d’ottoni sono trent’anni di lavoro, di sacrifici, di ore a studiare, di stare insieme, di allegria, di musica”, ha ricordato Barbo, aggiungendo che la CI di Buie non può che essere orgogliosa di questo complesso. A nome della Comunità ha ringraziato tutti i membri, quindi tutti i genitori e le famiglie che per anni seguono i ragazzi alle prove e alle uscite, chi ha fatto da padre da trent’anni a questa parte al complesso, Marino Dussich e il Maestro Corrado Moratto.

Autorità in sala

Presenti, alla cerimonia, la vicepresidente della Regione Istriana, Giuseppina Rajko, il presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, Marin Corva, il presidente dell’Assemblea UI, Paolo Demarin, il sindaco della Città di Buie, Fabrizio Vižintin, il presidente del Consiglio cittadino, Rino Duniš, i vicesindaci di Buie, Arijana Brajko e Jessica Acquavita, il direttore dell’Ente per il turismo di Buie, Valter Bassanese, la direttrice della Scuola dell’infanzia “Fregola” di Buie, Francesca Deklić.

La storia del complesso

Con la fondazione del Circolo di Cultura Popolare Italiana di Buie, nel 1947, la banda ne divenne una sezione. Sotto la dirigenza dal Maestro Riccardo Zigante e per alcuni anni anche dal Maestro Diqual di S. Lucia di Portorose, operò fino al 1968. Dopo vent’anni, nel 1989, venne rimesso in piedi un complesso d’ottoni costituito da ragazzi delle scuole elementari di Buie e diretto dal Maestro Pino Vok di Umago, con il nome di banda giovanile. Durante gli anni di dirigenza del Maestro Pino Vok, la banda si è esibita in diversi concerti e in ben cinque incontri di bande. Dal 1994 al 1996 la banda ha partecipato al Carnevale di Muggia, esibendosi con il gruppo carnevalesco mujesano Ongia, dal quale il gruppo buiese è tornato a casa con il premio per il miglior gruppo folkloristico. Momento memorabile e unico fu la consegna della Medaglia ufficiale d’argento del 15° anno di pontificato di Sua Santità Giovanni Paolo II, per essersi classificata al secondo posto durante la partecipazione al XXV Convegno Internazionale dei complessi bandistici e gruppi folkloristici di Piove di Sacco “Città dei Portici 2”.

Un legame speciale con Muggia

Per un breve periodo si avvicenderanno i Maestri Alessandro Reschitz e Roberto Tropea di Muggia. Dal 1999 al 2006 la direzione del complesso è passata al Maestro Giuseppe Manin di San Canzian d’Isonzo. Nel 2006, l’arrivo del Maestro Corrado Moratto di Muggia, ma di origini buiesi, che vanta di aver avuto il nonno e il bisnonno paterno membri della banda d’ottoni di Buie, ha portato nuova linfa al complesso, che spinto dall’entusiasmo giovanile che lo caratterizza, continua una tradizione iniziata da oltre un secolo e mezzo in quanto risale al 1841 la formazione della prima banda d’ottoni che fu sovvenzionata dal Comune di Buie.
Da subito, il Maestro Moratto trascina con entusiasmo i ragazzi che iniziano a esibirsi nei primi concertini. La prima uscita importante avviene nel 2007, all’incontro delle bande dell’Istria tenutosi a Pola. Da allora, la banda presenzia a ogni incontro e nel 2010, per la prima volta nella storia, partecipa all’organizzazione dell’incontro istriano a Buie. Il 2011 è un anno importante per il Maestro Corrado Moratto, in quanto gli viene conferita la medaglia della Città di Buie e si crea un legame tra la banda buiese e quella di Rovigno, che insieme formano un unico gruppo conosciuto come “Koza nostra”. Il 2014 è un anno significativo segnato dalla partecipazione al Mitteleuropa Blasmusikfest di Spalato. Nello stesso anno avviene anche il gemellaggio con la banda di Manziana e inizia un’avventura di musica e intrattenimento al Parco Acquatico Istralandia, riscuotendo immediato successo e facendola diventare un’attrazione che dura tutt’oggi. Nasce, quindi, la scuola di musica che dal 2016 ad oggi conta 30 allievi. Il primo debutto dei giovanissimi avviene nel 2018 a Turiacco in Italia.

Ringraziamenti e riconoscimenti

Il Maestro Moratto ha consegnato dei riconoscimenti, accompagnati da una monografia edita in occasione del 30.esimo a Stefano Škrlić, Stefano Moratto, Roberta Štokovac, Fabiana Pipitone, Dean Piuca, Riccardo Gobessi, Alessandro Anselmi, Daniele Kovačić, e a chi ha sempre sostenuto la banda: all’Ente per il turismo buiese, rappresentato dal direttore Valter Bassanese, all’Università popolare aperta, rappresentata dalla direttrice Rosanna Bubola, all’azienda Civitas Bullearum, al Corpo volontario dei Vigili del fuoco di Buie, alla Stazione di Polizia e alla società Rolfing Hrvatska per il contributo straordinario donato alla banda. La presidente Barbo ha consegnato dei riconoscimenti anche alla SEI di Buie, oltre per aver ospitato questa celebrazione pure per la costruttiva e fruttuosa collaborazione, a Sergio Kramesteter e Edi Andreašić che nei loro mandati a sindaco hanno voluto, sostenuto e fatto vivere la banda nella sua rinascita e ai rappresentanti delle istituzioni finanziatrici. Con la motivazione “Al nostro Maestro Giuseppe (Pino) Vok, primo maestro e fondatore della banda, per averci trasmesso l’amore per la musica e la convinzione che buona volontà, sacrificio e determinazione conducono al successo” è stato elargito un ricordo speciale in memoria al primo maestro, ritirato dalla nipote del compianto. Premiata pure la longeva partecipazione all’organico del complesso, a Chiara Bonetti, Lorenzo Jugovac, Alessandro Moratto, Gianluca Zubin, Gianluca Antonini, Daniele Lombica, Giacomo Bonetti, Dionea Sirotić, Nadin Šker e Mattia Flego con un riconoscimento per i dieci anni ininterrotti, mentre a Ivana Gorjan per i vent’anni. Un omaggio particolare pure a Mauro Veznaver, Elena Veznaver e Ireneo Celega, i tre attivisti più longevi del complesso che per trent’anni si sono dedicati alla banda e ne fanno ancora parte, hanno visto la rinascita della banda e hanno vissuto la gloria dei primi successi come pure i momenti difficili.

Ospiti della serata

La serata ha presentato pure due bande amiche. Primo in scena il Complesso bandistico di Fagagna che, nato nel 1962, nella sua lunga attività si è adoperato in campo sociale, civile e liturgico-commemorativo, allacciando diversi contatti con altre bande nazionali ed estere. Dal settembre 2016 la guida del complesso bandistico è affidata al M° Mauro Verona, cornista dell’Orchestra mitteleuropea dell’FVG, con la quale stanno già sviluppando diversi progetti. Ad esibirsi pure l’orchestra di Babici che, diretta dal maestro Manuel Černeka, ha proposto un repertorio molto dinamico e bello.

Dedica a Danica

La serata si è conclusa con la frizzante “Rivers of babylon” che i giovani musicisti buiesi hanno voluto dedicare a Danica, una “leggenda” buiese, la fan più perseverante e attiva che il complesso abbia avuto negli ultimi anni e che poco tempo fa è venuta a mancare. Un gruppo musicale, quello bandistico della CI di Buie, che coltiva la tradizione e dimostra sempre più come il mondo bandistico si sia evoluto negli anni e non deve assolutamente essere visto come una cosa da “vecchi”, ma un momento di aggregazione, amicizia e fedeltà che la vita propone in qualsiasi situazione o sfida.

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