“Sono felice che alle commemorazioni di oggi partecipino anche le scuole provenienti da altre parti d’Italia, perché è importante che i giovani conoscano quanto è avvenuto qui non soltanto come doveroso ricordo e omaggio a chi qui ha perso la vita, ma soprattutto per la costruzione del futuro. Questa terra è intrisa del sangue di martiri e perseguitati. Quel sangue avrebbe potuto continuare ad alimentare l’erba della vendetta, del rancore e dell’odio, come avvenuto per molto tempo, ma quel sangue ha invece nutrito il germoglio del dialogo. In questi anni, nonostante gli attacchi di chi non voleva che su questo confine ci fossero parole di pace, quell’albero è stato alimentato e oggi quel dialogo ha permesso ai popoli che vivono su questo confine di costruire un futuro condiviso nel rispetto delle singole specificità”. Questo il concetto espresso oggi, martedì 10 febbraio alla Foiba di Basovizza dal governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, durante la cerimonia commemorativa in occasione del Giorno del Ricordo, officiata dal vescovo di Trieste, monsignor Enrico Trevisi.
Fedriga, si legge in un comunicato della Regione FVG, ha ribadito con forza che “oggi è importante essere presenti alla Foiba di Basovizza, perché l’erba dell’odio e del rancore non è stata del tutto estirpata. C’è chi vorrebbe che mettesse nuovamente radici e quindi continua ad alimentare il negazionismo e il riduzionismo sull’orrore delle foibe. Mi rivolgo a chi proprio in questi giorni, dalla sede del Circolo della stampa, che dovrebbe essere il cuore della democrazia, continua a diffondere quel tipo di messaggio: non state facendo un dispetto a una parte politica; state danneggiando il futuro delle comunità e dei popoli che vivono in queste terre”.
Il governatore ha quindi rimarcato che “l’albero della pace si nutre di un principio fondamentale: la verità. Se vogliamo che cresca sano dobbiamo continuare ad alimentarlo. In questi anni sono stati fatti passi enormi in questa direzione; continuiamo a farli insieme. La responsabilità del futuro è di ognuno di noi, perché non dobbiamo consegnare alle future generazioni una terra d’odio ma di dialogo e speranza per il futuro”.
Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, e il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga.
Subito dopo è seguita, alla Stazione centrale, l’inaugurazione del Treno del Ricordo che per il terzo anno di fila parte da Trieste.
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