Gemellaggio tra Tribano Veneto e Buie all’insegna della cultura e delle tradizioni

Lingua e identità si intrecciano puntando su dialogo e apertura con uno sguardo all’ecologia e alla formazione

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Gemellaggio tra Tribano Veneto e Buie all’insegna della cultura e delle tradizioni
Fabrizio Vižintin e Massimo Cavazzana alla firma del “Patto di gemellaggio”. Foto Città di Buie

Tutto è iniziato da un nome. E si è trasformato in una storia destinata a lasciare il segno. Il Comune di Tribano, nel cuore del Veneto, e la Città di Buie, realtà istriana ricca di identità e tradizioni, hanno ufficialmente sancito un gemellaggio che unisce due comunità sorprendentemente affini. Un legame nato quasi per caso, dalla coincidenza toponomastica con il comitato locale di Tribano nel territorio buiese, ma cresciuto nel tempo fino a diventare un progetto concreto, profondo e condiviso. Due territori simili per dimensioni, vocazione turistica, passione per il ciclismo e valorizzazione dei prodotti locali.

Il culmine di questo percorso si è avuto lo scorso fine settimana con il “Gran galà del gemellaggio”, evento inaugurale della 43ª edizione della “Festa provinciale dell’asparago”, che ha trasformato Tribano in un crocevia di istituzioni, cultura e partecipazione popolare. Una serata intensa, partecipata da oltre 200 cittadini, volontari e rappresentanti del territorio, capace di superare ogni aspettativa.

A guidare la prestigiosa delegazione istriana è stato il sindaco di Buie, Fabrizio Vižintin, affiancato dalla vicesindaca per la CNI, Michela Altin e da una qualificata rappresentanza istituzionale, culturale e scolastica quale Samira Laganis, direttrice della SEI “Edmondo de Amicis” di Buie, Francesca Deklić, direttrice della Scuola dell’infanzia italiana “Fregola” di Buie e dalla presidente del Consiglio cittadino Bojana Puzigaća con i rappresentanti David Antonini, Miroslav Poznić, Kristina Rogić, Nina Vondraček e Nicol Tarlao.

Foto di gruppo delle autorità. Foto Città di Buie

Immancabile il team del Festival dell’Istroveneto, organizzato dall’Unione Italiana, che farà tappa a Tribano (VE) nel mese di giugno, portando con sé lingua, teatro e identità dell’Istria italiana. Quindi, presente Marianna Jelicich Buić, anima del Festival e responsabile del Settore “Arte e Cultura” della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana, affiancata da Rosanna Bubola, Daniele Kovačić, Lena Korenika, Lari Sain e Alexandra Buić. Una presenza ampia e profondamente coinvolta, che ha conferito all’incontro un altissimo valore.

Una comunità che si riconosce

Ad accogliere la delegazione, il sindaco di Tribano, Massimo Cavazzana, insieme a una straordinaria rete territoriale composta da amministratori locali, associazioni, dirigenti scolastici, volontari e cittadini. Tra le autorità presenti anche l’assessore regionale Elisa Venturini e numerosi sindaci del territorio padovano.

La sensazione condivisa è stata quella di un legame già esistente radicato su radici comuni, valori condivisi, una visione simile dello sviluppo basato su comunità, tradizioni e relazioni umane.

“Quando una comunità investe tempo, energie e cuore, i risultati superano ogni aspettativa”, ha sottolineato Cavazzana, sintetizzando lo spirito dell’iniziativa.

Il primo cittadino di Tribano, affiancato da una delegazione, è difatti già stato ospite nel Buiese lo scorso anno cosa che ha fatto sì che questo gemellaggio si inserisca in una prospettiva più ampia, che guarda al futuro attraverso cultura, educazione e turismo sostenibile.

Cultura, turismo e visione europea

Il convegno dedicato al turismo lento ha evidenziato come territori come Tribano e Buie possano diventare modelli di sviluppo basati su autenticità, paesaggio e tradizioni. La visita istituzionale ha toccato anche Padova, accolta dal vicesindaco Antonio Bressa e dal presidente del Consiglio comunale Antonio Foresta. Un momento di dialogo e apertura, arricchito dalla scoperta del patrimonio culturale locale. A fare da sfondo, i Colli Euganei, riconosciuti come patrimonio UNESCO, simbolo di un territorio che unisce natura, storia ed eccellenza enogastronomica.

Il momento più solenne è stato la firma ufficiale del “Patto di gemellaggio”, seguita dalla sottoscrizione di una lettera d’intenti tra le istituzioni scolastiche dei due territori. Un passo concreto che mette al centro bambini, famiglie ed educazione come strumenti di dialogo interculturale.

Presenti anche importanti rappresentanti istituzionali, tra cui il senatore Antonio De Poli e la consigliera regionale Giorgia Bedin, insieme a numerosi sindaci del territorio veneto. Questo gemellaggio non è quindi un semplice atto formale, ma un progetto vivo composto da scambi culturali, collaborazioni educative, eventi, sport e nuove opportunità per i giovani. Tribano, con la sua forte identità agricola e comunitaria, e Buie, crocevia multiculturale dell’Istria, dimostrano come le radici possano diventare ponti.

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