Fianona 1. Ćorić nel mirino degli ambientalisti

PORTO FIANONA | Le associazioni “Zelena Istra – Istria verde”, “Zelena akcija” (Azione verde) e Greenpeace avvieranno una causa legale contro il Ministero della Tutela ambientale e dell’Energia se quest’ultimo dovesse “continuare a eludere le procedure e rilasciare il nuovo permesso ambientale per Fianona 1”. Lo hanno annunciato gli esponenti delle tre organizzazioni nel comunicato stampa rilasciato ieri, un giorno prima della scadenza del termine entro il quale è possibile esprimersi riguardo alla proposta del permesso in questione, disponibile sul sito web ufficiale del Ministero.

Favoreggiamento dell’HEP

Il documento di “modifiche e integrazioni al permesso ambientale rilasciato per Fianona 1 il 26 febbraio 2016” era stato richiesto nel febbraio 2017 dal gestore della centrale termoelettrica a carbone in questione, la società statale per l’energia elettrica HEP. Infatti, dopo l’abbandono (temporaneo) del progetto di Fianona 3, l’HEP ha voluto prolungare di 15-20 anni la vita di Fianona 1, una centrale termoelettrica a carbone attiva da circa mezzo secolo a Porto Fianona, dove dagli anni ’90 opera pure Fianona 2. La chiusura definitiva del vecchio impianto sarebbe dovuta avvenire il 31 dicembre 2017 a causa delle emissioni non conformi agli standard Ue. L’impianto doveva, invece, chiudere i battenti prima, in seguito a un incendio scoppiato nel maggio dello stesso anno, quando la procedura per il nuovo permesso ambientale era già in corso. “Il Ministero renderà nota la sua decisione legata al rilascio del permesso ambientale per Fianona 1 appena avrà finito di analizzare i commenti che perverranno entro domani, 14 febbraio”, si legge in quello che gli ambientalisti delle tre organizzazioni hanno definito un ammonimento al ministro della Tutela ambientale e dell’Energia, Tomislav Ćorić.
Accusando il Ministero in questione per favoreggiamento nei confronti dell’HEP, gli ambientalisti si dicono convinti che il ministro darà il via libera al rilascio del permesso ambientale visto che ha già “sostenuto diversi progetti di energia ‘sporca’”. Le tre associazioni lo invitano ad abbandonare “tale prassi e a non rilasciare il permesso ambientale destinato a Fianona 1”.

Stop al carbone

Secondo gli ambientalisti, il prolungamento della vita di quest’ultima è inammissibile innanzitutto per le sue emissioni, che sono “eccessive e non conformi alla Direttiva europea sulle emissioni industriali”. Ne aveva parlato nell’aprile del 2018, alla presentazione pubblica del permesso ambientale, Željko Slavica, della ditta zagabrese “Ekonerg”, la quale ha compilato il documento con cui l’HEP richiede al Ministero della Tutela dell’ambiente il rilascio del nuovo permesso ambientale. Stando alle tre associazioni ambientaliste, gli interventi che dovrebbero essere eseguiti in accordo con quest’ultimo non saranno sufficienti per adattare la vecchia centrale agli standard attualmente vigenti nei Paesi dell’Unione europea, molti dei quali hanno deciso di abbandonare nei prossimi anni il carbone come fonte energetica. “Se vogliamo evitare conseguenze catastrofiche dei cambiamenti climatici, dobbiamo accettare il fatto che i carburanti fossili non hanno un futuro”, dicono gli ambientalisti, aggiungendo che, con il prolungamento della vita a Fianona 1, la Croazia, la quale non dispone delle risorse di carbone, dipenderebbe ancora di più dall’energia importata.

Manca la valutazione dell’impatto ambientale

Stando agli ambientalisti, visto che la centrale è inattiva da circa due anni, è assurda l’affermazione del Ministero che gli interventi pianificati nell’ambito della procedura di rilascio del nuovo permesso ambientale avranno come risultato la riduzione delle emissioni provenienti da Fianona 1 e del suo impatto sull’ambiente. “L’impianto non produce per cui non ci possono essere delle emissioni. Quindi, il riavvio della produzione significherà pure nuove emissioni nocive nell’aria e un impatto sfavorevole sull’ambiente”, ritengono dalle tre organizzazioni. A loro avviso, è ancora più preoccupante l’elusione delle procedure e la decisione del Ministero di non richiedere uno studio per la valutazione dell’impatto ambientale. Viene ricordato pure il tentativo del Ministero e dei rappresentanti della ditta alla quale era stata affidata la redazione del nuovo permesso di convincere la cittadinanza che uno studio del genere era stato compilato, quando si trattava, invece, di un documento compilato per il progetto di Fianona 3. “Abbiamo reagito a quest’inganno l’anno scorso e ora il Ministero non dice più che la procedura di valutazione dell’impatto ambientale sia stata eseguita, bensì afferma che la procedura non sia necessaria offrendo una spiegazione inaudita, secondo la quale gli interventi pianificati porteranno alla riduzione delle emissioni provenienti da Fianona 1 e il suo impatto sull’ambiente. Il che è assurdo considerando che la centrale è inattiva”, dicono gli ambientalisti, concludendo che con il rilascio del nuovo permesso ambientale per Fianona 1 la Croazia continuerebbe a dipendere dal carbone importato, “la più dannosa fonte d’energia dal punto di vista climatico e ambientale”, per ancora due decenni.

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